Alla  ASL 3 Genovese
Dipartimento  Amministrativo

AG   32/13
05/09/2013

Oggetto:  richiesta di parere – ASL n. 3 Genovese – Convenzioni per il trasporto pazienti  stipulate con ONLUS – tracciabilità dei flussi finanziari

 

Con nota acquisita al protocollo n.  22549, del 27 febbraio 2013, l’ASL n. 3 Genovese ha chiesto all’AVCP un parere  in merito alla necessità di richiedere i CIG in relazione alla stipula di  convenzioni per il trasporto di pazienti con le Pubbliche Assistenze, aventi  natura giuridica di Onlus, ai fini dell’applicazione della disciplina sulla  tracciabilità dei flussi finanziari.
In particolare, l’istante  rappresenta di aver predisposto le convenzioni e il relativo atto deliberativo  per l’attività di trasporto pazienti, in ottemperanza alla normativa della  Regione Liguria n. 41/2006 e all’Accordo Quadro di cui al DGRL n. 283 del 9  febbraio 2010.
Alla stregua di tale Accordo le  Pubbliche Assistenze, che hanno per statuto o di diritto natura giuridica di  Onlus e che ne facciano richiesta, possono essere convenzionate in presenza dei  requisiti prescritti e ricevere per lo svolgimento dell’attività un  corrispettivo economico a titolo di rimborso.

Nell’Adunanza del 5 settembre 2013 il  Consiglio dell’Autorità ha formulato le seguenti osservazioni.

La questione sottoposta  all’attenzione dell’Autorità attiene alla necessità, stante la mancata  specifica indicazione nella normativa regionale dell’espletamento di procedure  di gare per tali convenzioni, nonché alcuna qualificazione in termini di  contratto di appalto delle prestazioni in questione, di poter ritenere  applicabile a tali fattispecie la normativa in materia di tracciabilità dei  flussi finanziari di cui alla legge n. 136/2010, con particolare riferimento  alla posizione assunta dall’Autorità nella propria determinazione n. 4 del 7  luglio 2011, in relazione ai servizi sanitari.
In particolare, l’istante evidenzia  che l’ANPAS Liguria, che rappresenta la quasi totalità delle Pubbliche  Assistenze coinvolte, ha richiesto all’ASL di interrompere l’avviata procedura  di acquisizione dei CIG ed i connessi pagamenti dei relativi contributi e che  in ogni caso la riconducibilità della fattispecie al contratto di appalto desta  ancora dei dubbi, nonostante lo schema contrattuale comporti comunque lo  svolgimento di attività da parte delle Associazioni private per conto dell’ASL  verso un corrispettivo economico disciplinato a mezzo di tariffe e budget con  costi gravanti sul bilancio aziendale per oltre 9.000.000 di euro.
Al riguardo è stata trasmessa sia  la deliberazione n. 283/2010 della Giunta della Regione Liguria, riguardante  l’approvazione dell’accordo quadro regionale per la regolamentazione dei  rapporti tra aziende ospedaliere ANPAS, CIPAS e CRI, sia l’atto di proroga,  fino al 31dicembre 2013, degli effetti dell’accordo regionale in questione  adottato con deliberazione n. 1646/2012.

In fase istruttoria è stato  rilevato che in relazione alla deliberazione di approvazione dell’accordo  quadro regionale sussiste la pendenza di un ricorso giurisdizionale dinnanzi al  Consiglio di Stato.
In particolare, è risultato che con  ricorso RG n. 887/2010, promosso contro l’Azienda Sanitaria Locale n. 5  Spezzino e nei confronti dell’ANPAS, le società San Lorenzo Cooperativa Sociale  e Croce Verde Cogema Cooperativa Sociale Onlus hanno richiesto l’annullamento  del provvedimento di applicazione dell’accordo quadro regionale sui trasporti  sanitari e della deliberazione regionale n. 283/2010.
Con sentenza n. 565/2012, il Tar  Liguria, sez. II, ha accolto il ricorso, muovendo dalla considerazione che la  nozione di onerosità debba essere interpretata in senso estensivo e che quindi  l’accordo quadro in questione presenta le caratteristiche dell’appalto pubblico  ed ha ritenuto, pertanto, illegittimo l’affidamento diretto senza gara del  contratto stesso.
Avverso tale sentenza è stato  proposto appello, con ricorso RG n. 6142/2012, contestando la ricostruzione  giuridica effettuata dal TAR ed in particolare l’insussistenza di una onerosità  nei contratti in questione, stante il fatto che i pagamenti previsti non  superano il rimborso delle spese sostenute, che essi non sono previsti in via  preventiva e forfettaria e che quindi non rappresentano una controprestazione  dei servizi di trasporto sanitario in grado di far assurgere il rapporto a  contratto oneroso.
Il Consiglio di Stato, con  ordinanza n. 1195/2013, ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia.
In particolare, il rinvio  pregiudiziale attiene alla conformità alle disposizioni del Trattato, più  precisamente agli articoli 49, 56, 105 e 106 del TFUE, di una disposizione  normativa regionale, come l’articolo 75-ter, comma 2, lettera a) della legge  della Regione Liguria n. 41/2006 che prevede in via prioritaria l’affidamento  diretto del servizio di trasporto sanitario in favore delle associazioni di  volontariato. Ciò anche nel caso in cui il rapporto di servizio sia regolato da  una convenzione che davvero preveda solamente l’esclusiva erogazione dei  rimborsi delle spese effettivamente sostenute.

Nella considerazione che il giudice  di primo grado ha ritenuto – sotto il profilo soggettivo – che tutte le  organizzazioni sanitarie che garantiscono la fornitura di servizi di trasporto  d’urgenza e di trasporto di malati debbano essere qualificate imprese ai sensi  delle norme di concorrenza previste dal Trattato (cfr. ex multis Corte di  giustizia, sentenza 25/10/2001, causa C-475/99) e – sotto il profilo oggettivo  – che l’accordo quadro regionale in esame si configuri come appalto pubblico di  servizi, appare opportuno non formulare considerazioni definitive sul corretto  inquadramento della fattispecie sottoposta all’attenzione dell’Autorità, in  attesa della pronuncia della Corte adita, ma confermare a codesto istante la  correttezza dell’avvenuta acquisizione dei codici CIG, anche alla luce della  Determinazione n. 4 del 7/7/2011.
Infatti, al punto 4.5., intitolato  ai servizi sanitari, dopo aver comunque dato atto di orientamenti  giurisprudenziali non sempre concordi sull’inquadramento o meno di tali  prestazioni nell’ambito dei contratti di appalto, viene ribadito l’obbligo  della tracciabilità per tutte le prestazioni sanitarie che siano erogate  mediante appalti o concessioni, soggetti all’art. 3 della legge n. 136/2010.
Nelle more, pertanto, della  pronuncia pregiudiziale da parte della Corte di giustizia e della conseguente  statuizione del Consiglio di Stato sulla fattispecie concretamente all’esame,  si ritiene che l’accordo quadro ed i rapporti discendenti siano da considerare  soggetti alla normativa sulla tracciabilità, come ritenuto, peraltro, dalla  stessa ASL 3 Genovese che ha in origine provveduto ad acquisire i relativi CIG,  conformemente alla Determinazione citata.

 

Il Direttore generale
Lorenza Ponzone