Deliberazione n. 14  Adunanza  del 23 aprile 2014

Fascicolo 2588/2013

Oggetto: gara di appalto mediante procedura aperta per  l’esecuzione del servizio della raccolta dei rifiuti e trasporto agli impianti  autorizzati dei rifiuti solidi urbani ed altri servizi connessi della durata di  anni sei

Stazione Appaltante: Comune di Pozzuoli

Riferimenti normativi:.artt. 2, 11, commi 9 e 12, 29, co. 1, 37, 41, co. 4,  57, co. 5, lettere a) e b), D.Lgs. n. 163/2006; artt. 153, co. 2, 275-277, 283,  co. 2, 302, commi 2, 3 e 7, 303 co. 2, 304, D.P.R. 207/2010; Capo V, D.Lgs.  267/2000;  

 Il Consiglio

Vista la normativa sopra  richiamata;
Vista la relazione della  Direzione Generale Vigilanza Lavori Servizi e Forniture,

Considerato in fatto
La società EGO ECO S.r.l. segnalava  all’Autorità la gara in oggetto, indetta dal Comune di Pozzuoli con bando  pubblicato in G.U.R.I. n. 98 del 21.08.2013: criterio di aggiudicazione  dell’offerta economicamente più vantaggiosa; b.a. 43.554.440,82 € (IVA  esclusa); durata sei anni.
In particolare, lamentava  che il requisito di cui al punto III.3   del Bando/Disciplinare di gara di aver gestito i servizi in oggetto “per almeno  un Comune o altra forma associativa di cui al Capo V del D.Lgs. n. 267/2000 con  popolazione non inferiore a  82.000  abitanti” era restrittivo della concorrenza in quanto non permetteva la  partecipazione di quelle imprese “che pur  in possesso di iscrizione all’albo per la categoria e classe di appartenenza  non possono [rectius: potevano] dimostrare, neanche cumulativamente, di aver  servito un bacino di 82.000 abitanti”.
Alla richiesta di  chiarimenti della società EGO ECO S.r.l in ordine al suddetto requisito, ossia  se “è[ra] da intendersi anche come requisito cumulativo ovvero attraverso la  somma di più comuni formanti gli 82.000 abitanti oppure attraverso due aziende  che gestiscono comuni diversi la cui somma degli abitanti sia almeno pari ad  82.000”, il Comune di Pozzuoli precisava che: “non è[ra] consentita sia la  partecipazione di concorrenti aventi il requisito cumulativo di aver gestito  più comuni formanti 82.000 abitanti e sia di concorrenti che gestiscono [rectius: gestivano] comuni diversi la cui somma degli abitanti sia [era] almeno pari ad 82.000 unità” (cfr.  risposta al quesito n. 1).
Dall’esame della lex specialis di gara, emergevano,  inoltre, criticità inerenti alle seguenti previsioni: 1) ai sensi del D.Lgs. n.  152/2008, i concorrenti dovevano presentare la dichiarazione inerente alle referenze  bancarie in sede di offerta mentre le autodichiarazioni, ex D.P.R. n. 445/2000, relative ai bilanci e al fatturato globale nonché  al pregresso svolgimento di servizi analoghi dovevano essere presentate  dall’aggiudicatario (cfr. punto III. 3 del Bando di gara); 2) la durata  dell’appalto decorreva dall’aggiudicazione provvisoria “e quindi dall’effettivo inizio” delle prestazioni contrattuali  (cfr. art. 3 del Capitolato Speciale Descrittivo Prestazionale, di seguito,  anche, “CSDP”); 3) “l’appaltatore  s’impegna[va] a continuare il  servizio in oggetto, anche oltre il termine finale, nelle more  dell’espletamento della procedura … e sino alla nuova individuazione dello  stesso” ( art. 3, CSDP); 4) in caso di recesso l’aggiudicatario aveva  diritto esclusivamente ai compensi per il servizio svolto, “senza null’altro a pretendere” (v. art.  3, CSDP, cit.); 5) la S.A. poteva ricorrere alla procedura negoziata per  affidare servizi complementari e servizi analoghi a quelli oggetto della  presente gara, ex art. 57, co. 5,  lettere a) e b) del Codice (cfr. art. 3, CSDP, cit.).

L’Autorità  rappresentava al Comune di Pozzuoli i suddetti aspetti di criticità del  Regolamento di gara. La S.A. faceva pervenire le proprie controdeduzioni,  evidenziando quanto segue.

       
  • Sul requisito contestato,  inteso “come requisito di punta”, ribadiva  di averlo richiesto al fine di selezionare concorrenti che avessero maturato  una pluriennale esperienza nella gestione di servizi di raccolta differenziata  in realtà medio-grandi - comune o piccoli comuni, confinanti ed organizzati in  una delle forme partecipative previste dal capo V del TUEL - poiché  l’esperienza maturata in modo frazionato non sarebbe stata adeguata per  capacità organizzativa e logistica. Diversamente, aver operato con un unico appaltatore  avrebbe permesso di ottenere economie di scala ed efficienza nell’erogazione  del servizio.
  •    
  • Ai concorrenti non si richiedeva  la produzione anticipata della documentazione a comprova. Il solo requisito  richiesto in originale, già in fase di presentazione dell’offerta, era la  dichiarazione dei due istituti bancari, ex art. 41, co. 4, D.Lgs. 163/2006.
  •    
  • “Effettivamente la documentazione di gara all’art. 3 Capitolato Speciale  Descrittivo Prestazionale, per mero refuso fa[ceva] discendere la tempistica dell’esecuzione anticipata  dall’aggiudicazione provvisoria, ben essendo noto alla Stazione Appaltante che  in realtà le tempistiche della norma prevedono un decorso differente in quanto  muovono dall’aggiudicazione definitiva divenuta efficace.

Tra l’altro la natura  di refuso si deduce [va] altresì dal fatto che indagando nel suo complesso la documentazione (si  veda in particolare al punto II.2 del Bando di gara) certamente si riscontra[va] la consapevole conoscenza da parte della SA  della reale modalità di formalizzazione di una consegna anticipata, possibilità  quest’ultima, neanche tanto remota vista la natura peculiare dell’appalto e  dell’area geografica entro cui lo stesso si svolge[va]”.

       
  • La previsione della proroga “tecnica”,  senza l’indicazione di un termine, non implicava l’automatico sforamento del  contratto nell’alveo del periodo di proroga, la quale restava come evento  ipotetico temporalmente delimitato a massimo 6 mesi dalla scadenza naturale del  contratto. Peraltro, sebbene la proroga rientrasse tra le c.d. “opzioni” e concorresse  alla definizione del valore stimato dell’appalto ai fini della determinazione  della soglia comunitaria, nel caso di specie tale aspetto non rappresentava una  criticità, poiché l’ammontare complessivo dell’appalto era ben superiore alla  soglia comunitaria.
  •    
  • “La possibilità per il Comune di aderire a forme di gestione del  servizio sovra comunali (ATO o SUB ATO), è[ra] un obbligo ex legge e non una facoltà”, ai sensi dell’art 201 co.  2 del D.Lgs. 152/2006. “Ciò implica[va] certamente, la non sussistenza di un  problema di applicazione dell’art. 1671 del C.C. a fronte di un’ipotesi di  recesso unilaterale dell’Amministrazione rinveniente da obbligo imposto da  legge speciale”.
  •    
  • Le fattispecie di cui  all’art. 57, comma 5, lettere a) e b), erano prospettate dal Comune di Pozzuoli  come eventualità operativa e non come certa conseguenza dell’evoluzione del  contratto.

La questione del computo  dell’importo complessivo stimato dei servizi analoghi per la determinazione del  valore globale del contratto era di modesta rilevanza, atteso che l’ammontare  complessivo del servizio in gara era già ampiamente oltre soglia comunitaria.

Ritenuto in diritto

In merito al quadro fattuale sopra ricostruito, si rimettono le  seguenti considerazioni.

Riguardo al lamentato requisito  di partecipazione, si osserva che l’aver erogato il servizio de quo in almeno un comune o una delle  forme associative previste dal TUEL, ossia nei confronti di un unico contraente,  non sembra possa rappresentare per la S.A. l’esclusiva garanzia di selezionare  operatori economici in grado di offrire un servizio meno costoso ed ugualmente  efficiente.
Tale obiettivo pare  raggiungibile anche selezionando imprese che, nel triennio 2010/2012, abbiano  svolto annualmente il servizio de quo in diversi comuni o altra forma associativa, ex Capo V, D.Lgs. 267/2000, in  contemporanea, aventi complessivamente una popolazione non inferiore a  quella indicata nel Bando di gara.
Nella suddetta ipotesi, pare, anzi, che lo  svolgimento del servizio richieda capacità imprenditoriali, organizzative,  logistiche, ecc., più ampie, dunque, anche tali imprese avrebbero potuto  raggiungere livelli di efficienza, di capacità tecnico-professionale tali da  poter concorrere alla procedura selettiva e presentare offerte rispondenti alle  peculiarità sia tecniche di svolgimento del servizio sia economiche individuate  dalla S.A. nel Regolamento di gara.
Peraltro, il Comune di Pozzuoli come requisito di idoneità professionale, ex art. 39, D.Lgs. 163/2006, ha  richiesto l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, a seconda  delle specifiche prestazioni, nelle Categorie 1, Classe C, 4, Classe C e 5, Classe  F.
Si evidenzia che la Categoria 1 – Raccolta e trasporto di rifiuti urbani ed  assimilati, è suddivisa in 6 Classi in base alla popolazione complessivamente servita dall’impresa  iscritta. In particolare, la richiesta Classe C indica una popolazione  inferiore a 100.000 e superiore o uguale a 50.000 abitanti. Invece, la  Categoria 4 – Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, e la  Categoria 5 – Raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi, sono suddivise in  funzione delle tonnellate annue di rifiuti trattati non, dunque, legati  all’entità della popolazione.
Pertanto, nel  caso di specie, pare che la discrezionalità dell’Amministrazione nel disegno  della lex specialis di gara abbia condotto  a determinazioni più restrittive, non in linea con il principio di libera  concorrenza, di cui all’art. 2, co. 1, D.Lgs. 163/2006.
Secondo il  giudice di prime cure, infatti: “il  concreto esercizio del potere discrezionale deve essere funzionalmente coerente  con il complesso degli interessi pubblici e privati coinvolti dal pubblico  incanto e deve rispettare i principi del Codice dei contratti” (T.A.R.  Lazio, Sez. II-quater, sentenza n.  32717/2010).
Sul tema dei c.d. requisiti “ulteriori” è più volte  intervenuta l’Autorità, (sul punto, si veda, ex multis, la Deliberazione n. 10/2013 ed i precedenti del  Consiglio di Stato, tra cui: C.d.S, Sez. V, sentenza n. 8914/2009; C.d.S., Sez.  V, sentenza n. 6534/2008).

Quanto alla  seconda questione - punto III.3 del Bando: “il concorrente, a dimostrazione del possesso dei requisiti di ordine economico-finanziario,  dovrà presentare la seguente documentazione: 1- dichiarazione di almeno due  istituti bancari … 2 - dichiarazione ex D.P.R. n. 445/2000 dei bilanci … 3 -  dichiarazione ex D.P.R. n. 445/2000   concernente il fatturato globale d’impresa … ” – si lamentava al Comune di  Pozzuoli, non di aver richiesto ai concorrenti “la produzione anticipata della  documentazione a comprova … ”, piuttosto, di aver previsto all’ultimo capoverso del citato  articolo che: “ai sensi  del decreto legislativo n. 152/2008 la dichiarazione di cui al punto 1 è  presentata già in sede di offerta, mentre le dichiarazioni di cui ai punti 2 e  3 dovranno essere esibite dall’aggiudicatario”, in quanto, l’interpretazione  letterale della norma indurrebbe a presentare, in sede di offerta, la sola  dichiarazione di cui al punto 1, invece, per disposizione di legge, è tutta la  richiamata documentazione a dover essere presentata in sede di offerta.
L’aggiudicatario,  invero, ai sensi del quarto comma dell’art. 41, D.Lgs. 163/2006, è tenuto ad  esibire, non le autodichiarazioni di cui ai punti 2 e 3 del Bando ma, la documentazione  probatoria a conferma delle stesse dichiarazioni ex DPR 445/2000 già prodotte in sede di offerta.

Per ciò che  concerne uno degli aspetti di maggior criticità della lex specialis di gara - art. 3 del CSDP: “l’appalto ha durata di anni 6 (sei) a  decorrere dall’aggiudicazione provvisoria e quindi dall’effettivo inizio.  L’aggiudicatario provvisorio s’impegna, anche nelle more della stipulazione del  contratto, ad avviare entro 5 giorni dal giorno successivo alla comunicazione  dell’aggiudicazione provvisoria, fermo restando che, in caso di mancata  sottoscrizione del contratto, verrà riconosciuta unicamente la quota di canone  proporzionale al periodo lavorato” - si osserva che tale previsione non  attiene ad un aspetto marginale della stessa lex specialis di gara, pertanto, i due capoversi non possono essere  considerati, come riferito dalla S.A., “un  mero refuso”.
Si osserva, ancora, che  l’interpretazione del Regolamento di gara non deve emergere “indagando nel suo complesso la documentazione”  ma, le clausole della lex specialis di gara per l’aggiudicazione di un contratto pubblico devono essere interpretate  in modo letterale, escludendo ogni procedimento ermeneutico che ingeneri  incertezze nell’applicazione (cfr. C.d.S. n. 3687/2012; C.d.S., V, n. 4413/2005).
In altri termini, “le norme che regolano l’affidamento a  evidenza pubblica costituiscono lex specialis che, ai fini del corretto  rapporto tra Amministrazione e privati, conforme ai principi di buon andamento  e imparzialità dell’azione amministrativa nonché del principio di buona fede  nelle trattative contrattuali (cfr. l’art. 1337, c.c.), impone una lettura di  quelle norme idonea a tutelare l’affidamento degli interessati, interpretandole  per ciò che esse espressamente dicono (cfr. C.d.S., V, 1° marzo 2003, n. 1142)”  (Deliberazione Avcp n. 22/2013).
Non pare, infine, rilevi a  sostegno della tesi del Comune di Pozzuoli quanto stabilito dal richiamato art.  II.2 – Durata dell’appalto del Bando: “il  servizio ha una durata di anni 6 (sei), maturali e consecutivi, dalla data del  verbale di consegna dello stesso”, anzi letto congiuntamente alla relativa  previsione del CDSP, appena sopra evidenziata, indurrebbe a ritenere che il verbale  di consegna [rectius: di avvio  dell’esecuzione dei servizi] sia redatto già dopo l’aggiudicazione provvisoria,  indicata dalla S.A. come data di “effettivo  inizio” dell’esecuzione delle prestazioni contrattuali e non in data  successiva all’aggiudicazione definitiva divenuta efficace, ossia dal momento a  partire dal quale è ammessa l’esecuzione anticipata al ricorrere delle  condizioni stabilite dalla vigente normativa.
Peraltro, dal combinato  disposto degli artt. 302, co. 7, 153, co. 2, secondo capoverso, 303, co. 2 e  304, D.P.R. n. 207/2010, si può solo evincere che le stazioni appaltanti,  diverse dalle amministrazioni statali, devono consegnare il servizio non oltre  quarantacinque giorni dalla data di stipula del contratto e che tale consegna può risultare da apposito verbale di  avvio dell’esecuzione del contratto, qualora il capitolato speciale o altro  documento contrattuale preveda che il direttore dell’esecuzione debba  redigerlo.
Conclusivamente, la  decorrenza della durata dell’appalto dall’aggiudicazione provvisoria “e quindi dall’effettivo inizio” delle  prestazioni contrattuali non è conforme al combinato disposto degli artt. 11,  commi 9 e 12 del Codice e 302, commi 2 e 3 del Regolamento di attuazione dello  stesso Codice.
L’avvio dell’esecuzione del contratto, difatti, può essere sì anticipata,  su richiesta della S.A., nei modi e alle  condizioni previste dal predetto Regolamento (cfr. art. 11, co. 12, Codice,  cit.) ma solo dopo che  l’aggiudicazione definitiva sia  divenuta efficace (cfr. art. 302, co. 2, Reg., cit.).    
Peraltro, l’autorizzazione  dell’esecuzione anticipata deve avvenire attraverso un apposito provvedimento del  RUP che indichi in concreto i motivi giustificativi dell’esecuzione anticipata  della prestazione (cfr. art. 302, co. 4, Reg., cit.).

In relazione alla previsione  contenuta nell’art. 3 – Durata dell’appalto e clausole di risoluzione  anticipata del CSDP: “l’appaltatore  s’impegna a continuare il servizio in oggetto, anche oltre il termine finale, nelle  more dell’espletamento della procedura … e sino alla nuova individuazione dello  stesso”, non pare si possa chiaramente evincere, come sostenuto dalla S.A.,  che  la proroga sia un evento  temporalmente delimitato a massimo 6 mesi dalla scadenza naturale del  contratto.
In ogni caso, il ricorso alla “proroga tecnica”, comportando un  affidamento del contratto in via diretta senza il rispetto delle procedure di  evidenza pubblica,  è ammesso nel ricorso  di fattori del tutto limitati che non  coinvolgano la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice; ad esempio,  a seguito di un imprevisto prolungamento  dell’iter di gara tempestivamente bandita.
Pertanto, delle due l’una: o si considera superflua l’indicazione della  predetta previsione nella lex specialis di gara, poiché è noto che, nelle prescritte evenienze, la S.A. potrebbe  ricorrere alla c.d. “proroga tecnica” o si deduce che l’Amministrazione, già al  tempo dell’indizione della procedura in esame, aveva contezza dell’ipotesi di  espletare intempestivamente la nuova gara (sul punto, cfr. Deliberazione Avcp n.  1/2014).
La S.A., consapevole della scadenza  del contratto, dovrà organizzarsi in tempo utile per programmare, progettare e  bandire la successiva gara (sull’importanza delle due fasi a monte della  procedura di gara negli appalti di servizi, anche, al fine di evitare illegittime  proroghe contrattuali, si veda la Determinazione Avcp n. 5/2013).

Quanto alla previsione che in caso di recesso l’aggiudicatario  avrà diritto esclusivamente ai compensi per il servizio svolto“senza  null’altro a pretendere”, è appena il caso di osservare che dal CSDP non  pare possa evincersi che l’evenienza del recesso derivi dall’obbligo di aderire ex lege agli ATO o SUB-ATO, al  contrario, appare una mera facoltà della S.A., essendo testualmente previsto: “qualora il Comune intendesse aderire a forme  di gestione del servizio, a livello consortile o provinciale o sovracomunale  (ATO o SUB-ATO) …”. 
In ogni caso, non pare sia questo l’aspetto di maggiore  rilevanza, del resto l’art. 1671, c.c., fa riferimento ad un recesso ad nutum, esercitabile, cioè, in  qualsiasi momento e per qualsiasi ragione.  La questione appare più rilevante sotto altro profilo, ossia se tale previsione  possa essere intesa quale clausola vessatoria.

Per ciò che concerne il previsto ricorso  della S.A. alla procedura negoziata per affidare servizi complementari e  servizi analoghi a quelli oggetto della presente gara, ex art. 57, co. 5, lettere a) e b) del Codice, ci si limita a  rilevare, al di là del superfluo inserimento della previsione inerente alla  predetta lettera a), poiché al verificarsi delle circostanze in essa stabilite  la S.A. può legittimamente ricorrervi,  che il computo dell’importo stimato dei  servizi successivi nella determinazione del valore globale del contratto  rileva, non solo ai fini delle soglie di cui all’art. 28, come sostenuto dalla  S.A., ma anche su altri importanti aspetti più volte evidenziati dall’Autorità  (sul punto, si veda la Deliberazione Avcp n. 10/2013).

Si deve rilevare, altresì che, ai sensi  dell’art. 283, co. 2, D.P.R. 207/2010, la commissione di gara deve valutare le  offerte tecniche  e procedere  all’assegnazione dei relativi punteggi applicando i criteri e le formule  secondo quando previsto, non nell’allegato G inerente ai contratti relativi ai  lavori (cfr. punto XII.2 del Bando) ma, nell’allegato P. Sull’importanza di  formulare il Regolamento di gara con precisione, si rimanda alle considerazioni  espresse riguardo alla terza questione in esame.

Prima di concludere, qualche  considerazione sulla Sezione V - Condizioni di partecipazione alla gara e  documenti da produrre.
A tal riguardo, in via  preliminare, si evidenzia che la disciplina applicabile agli appalti di servizi  in ordine ai requisiti di partecipazione è contenuta negli artt.  275-277 del Regolamento, cit. e non “agli artt. 92, 93 e 94 del DPR 207/2010”,  relativi invero agli appalti di lavori.
Quanto alle previsioni  relative ai RTI o consorzi ordinari, va rilevato che i requisiti di idoneità  professionale (cfr. punti 1)-4), art. III.2, Bando di gara), ex art. 39, D.Lgs. 163/2006, quelli afferenti  a norme di garanzia della qualità (cfr. punto 5), art. III.2, cit.), di cui  all’art. 43, D.Lgs. 163/2006 e a norme di gestione ambientale (cfr. punto 6),  art. III.2, cit.), ex art. 44 del  Codice, rappresentano “requisiti soggettivi” attinenti ad uno specifico status dell’imprenditore, dunque, devono  essere posseduti da ciascuna impresa facente parte dello stesso RTI o consorzio  ordinario (cfr., ex multis, Parere di  Precontenzioso Avcp n. 206 del 19.12.2012 e giurisprudenza ivi citata). Invero,  secondo il Bando i RTI o i consorzi ordinari potevano partecipare alla gara “se almeno uno dei partecipanti al  raggruppamento ovvero i soggetti consorziati fosse in possesso dei requisiti  indicati nella precedente SEZIONE III.2)”.
Si deve, ancora, osservare  che, in un contratto di appalto eseguibile da più imprese riunite in RTI o  consorzi, la previsione che: “in ogni  caso la mandataria dovrà eseguire le prestazioni in misura non inferiore  all’80%”, peraltro, letta unitamente al requisito di partecipazione che “la mandataria in ogni caso deve possedere i  requisiti indicati nelle precedenti Sezioni … III.3 [Requisiti di capacità  economico-finanziaria e di capacità tecnico-professionale, al 100%, ndr]”, sembra svuotare la portata pro  concorrenziale del richiamato art. 37.
Come già osservato  dall’Autorità, infatti, al fine di non inficiare la portata pro concorrenziale  dell’art. 37 del Codice, se è vero che negli appalti di servizi, in caso di  RTI, è discrezione della S.A. stabilire la misura dei requisiti di carattere  speciale, ai sensi dell’art. 275, co. 1, Reg., cit., è pur vero che: (i) “questi ultimi possono essere dimostrati di regola  facendo riferimento alla sommatoria dei mezzi e delle qualità dei soggetti aventi  parte del raggruppamento”; (ii) “la  mandataria dovrà sì possedere i requisiti ed eseguire le prestazioni in misura  maggioritaria, ex art. 275, co. 1, cit., ma nel rispetto delle proporzioni  derivanti dalla ripartizione delle prestazioni all’interno dell’ATI”  (Parere di Precontenzioso Avcp n. 82 del 22.05.2013).

Alla luce delle  considerazioni che precedono,

il Consiglio

       
  • ritiene il  lamentato requisito di partecipazione un requisito “ulteriore”, non in linea  con l’art. 2, co. 1, D.Lgs. 163/2006, nei sensi di cui in motivazione;
  •    
  • ritiene la  decorrenza della durata dell’appalto dall’aggiudicazione provvisoria, ossia  dall’“effettivo inizio” delle prestazioni contrattuali, non conforme al combinato  disposto degli artt. 11, commi 9 e 12 del Codice dei Contratti Pubblici e 302,  commi 2 e 3 del Regolamento di attuazione dello stesso Codice, nei sensi di cui  in motivazione;
  •    
  • evidenzia  che l’aggiudicatario è tenuto ad esibire, ai  sensi del quarto comma dell’art. 41, D.Lgs. 163/2006, non le “autodichiarazioni” ex  D.P.R. 445/2000 ma, la documentazione probatoria a conferma delle stesse  “autodichiarazioni” già prodotte in sede di offerta;
  •    
  • ritiene la stima del valore del contratto in oggetto  non conforme all’art. 29, co. 1, D.Lgs. 163/2006, per quanto precisato in  motivazione;
  •    
  • ritiene la previsione della “proroga tecnica” non  conforme al principio di concorrenza, ex art. 2, co. 1 del Codice, per quanto  in motivazione;
  •    
  • ritiene che i richiesti requisiti di idoneità  professionale e quelli afferenti a norme di garanzia della qualità ed a norme  di gestione ambientale, rappresentando “requisiti soggettivi”, devono essere  posseduti da ciascuna impresa facente parte dello stesso RTI o consorzio  ordinario, nei sensi di cui in motivazione;
  •    
  • ritiene le due previsioni: (i) “in ogni caso la mandataria dovrà  eseguire le prestazioni in misura non inferiore all’80%” e (ii) “la mandataria in ogni caso deve possedere i  requisiti indicati nelle precedenti Sezioni … III.3”, ossia la sezione relativa  ai requisiti di capacità economico-finanziaria e di capacità tecnico-professionale, non in linea con la ratio normativa dell’art. 37 del Codice e 275, co. 1  del Regolamento di attuazione del Codice, per quanto evidenziato in  motivazione;
  •    
  • evidenzia  che la commissione di gara, ai sensi dell’art. 283, co. 2, D.P.R. 207/2010,  deve valutare le offerte tecniche  e  procedere all’assegnazione dei relativi punteggi applicando i criteri e le  formule previste nell’allegato P dello stesso D.P.R. 207/2010;
  •    
  • dispone  l’invio della presente deliberazione, a cura della Direzione Generale Vigilanza  Lavori, Servizi e Forniture al Comune di Pozzuoli, con l’invito a comunicare le  eventuali iniziative intraprese;
  •    
  • dispone  altresì l’invio della presente alla società EGO ECO S.r.l..

 

Il  Presidente :  Sergio  Santoro                   

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 8 maggio 2014
Il  Segretario  Maria Esposito