DELIBERAZIONE N. 25 Adunanza del 13 maggio 2010

Fascicolo 331/10

Oggetto: Lavori di completamento campo sportivo polivalente Loc. Cappelle

Stazione appaltante: Comune di Summonte (AV)

Riferimenti normativi: artt. 128 e 132 D.Lgs 163/2006, art. 129 D.P.R. 554/99, art. 2 L.R. 42/1979.

Considerato

La questione muove dall’esposto di un Consigliere comunale con il quale è stato segnalato che il Comune di Summonte,

  • in data 22.10.2003 aveva approvato il progetto definitivo-esecutivo dei “Lavori di completamento del campo sportivo polivalente in località Cappelle”, finanziato per € 244.500,00, di cui € 97.702,50 per lavori ed € 1.472,51 per oneri sicurezza, finanziato con mutuo a carico della Regione Campania ai sensi della L.R. 42/79;
  • aveva aggiudicato i lavori per € 70.293,17 all’impresa Santoriello Costruzioni s.r.l. e, in data 13.3.2006, aveva stipulato il relativo contratto;
  • con delibera di Giunta del 19.9.2007 aveva approvato una perizia di variante che aveva portato i lavori da € 70.293,17 a € 183.278,76 (con un incremento di 112.985 e cioè oltre il 50%);

La stazione appaltante, in esito alle richieste dell’Ufficio, ha riferito che

  • inizialmente intendeva utilizzare il contributo regionale per la realizzazione di una prima parte funzionale dei lavori di costruzione di un campo sportivo comunale su un’area annessa al già esistente impianto sportivo di loc. Cappelle, non rientrante nel patrimonio comunale, e quindi da espropriare, e procedere, successivamente, al completamento dello stesso campo sportivo e alla ristrutturazione degli impianti esistenti utilizzando allo scopo tutti i futuri contributi regionali;
  • il progetto esecutivo prevedeva la somma di € 244.500,00 di cui 99.175,01 per lavori e 145.324,99 per somme a disposizione comprendenti le spese per gli espropri;
  •  successivamente all’aggiudicazione dell’appalto, ha “spostato l’attenzione su un’altra area del territorio comunale sulla quale realizzare, oltre all’impianto sportivo in discorso, anche un palazzetto dello sport”;
  • tuttavia, varie vicende connesse alla disponibilità dell’area, al negativo parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla mancata assegnazione dei contributi regionali per le annualità 2004 e 2005, avevano indotto l’Amministrazione a “finalizzare il predetto finanziamento di € 244.500,00 non più alla parziale realizzazione del campo sportivo, ma alla ristrutturazione degli impianti sportivi già esistenti in via Cappelle”, per “evitare che l’impianto ricadesse in uno stato di abbandono totale dovuto al mancato utilizzo”;
  • pertanto, considerato che nel 2006 era già stato sottoscritto il contratto con l’impresa aggiudicataria per i lavori in oggetto, non più eseguiti, l’Amministrazione nel 2007 aveva proceduto ad approvare una variante con cui ha provveduto a ristrutturare e mettere in sicurezza gli impianti sportivi esistenti, affidando i lavori alla medesima impresa, al fine di evitare una rescissione contrattuale e l’insorgere di un contenzioso;
  • i lavori sono iniziati in data 15.10.2007 e sono stati ultimati in data 7.7.2008.

Valutazioni

Riguardo alla vicenda, l’Ufficio ha focalizzato l’attenzione sui seguenti punti :

  1. il dichiarato intento della stazione appaltante di utilizzare i fondi erogati dalla Regione per realizzare  una prima parte funzionale dei lavori di costruzione del campo sportivo comunale e la mancata esecuzione degli stessi a causa della non assegnazione dei successivi contributi regionali;
  2. la utilizzazione delle somme erogate per realizzare un intervento (quello di ristrutturazione degli impianti esistenti) diverso da quello progettato e sottoposto all’approvazione della Giunta Regionale
  3. l’utilizzo della variante per eseguire i lavori di ristrutturazione e l’affidamento diretto all’impresa aggiudicataria dell’originario appalto e sottoscrittrice del relativo contratto.

Con riferimento alla prima questione richiamata, occorre menzionare l’art. 128 del D.Lgs 163/2006 (già art. 14, comma 7, della legge n. 109/94) che consente all’Amministrazione di inserire nella programmazione annuale anche uno solo o più lotti di un intervento, a condizione che sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare dell’intera opera e siano state quantificate le risorse finanziarie complessivamente occorrenti, al fine di raggiungere un sufficiente grado di certezza sulla realizzabilità dell’intero intervento. Pertanto, affinché sia consentita una ripartizione dell’opera, le stazioni appaltanti debbono necessariamente individuare dei lotti “funzionali”, ossia delle parti di un lavoro generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità, indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti, scongiurando, in tal modo, un inutile dispendio di denaro pubblico per il caso che la restante parte dell’intervento non venga poi realizzata. (Det. 5/2005).
Di tanto non ha tenuto conto la stazione appaltante, visto che  la mancata attribuzione di fondi successivi ha avuto l’effetto di non far avviare neanche la prima parte dei lavori.
Inoltre, tale fatto, addotto come causa della mancata realizzazione dei lavori previsti, ha determinato l’Ufficio a chiedere alla Giunta Regionale della Campania di illustrare le fasi della concessione del contributo e le ragioni della sospensione delle relative assegnazioni, ritenendo che anche le vicende del finanziamento potessero contribuire a fare luce sullo svolgimento dei lavori eseguiti.
Si è appreso, quindi, che il Comune di Summonte nel 2002 aveva chiesto alla Regione un contributo di € 760.000, ai sensi della L.R. 42/79, art. 2, lett. c) per il completamento sia degli impianti sportivi siti in loc. Cappelle che di quelli in loc. Starze, indicando come prioritaria la richiesta di € 430.000,00 per il completamento del campo polivalente (tennis, calcetto) di loc. Cappelle, mentre la residua somma di € 330.000,00 sarebbe stata destinata per l’impianto sportivo di Starze.
La G.R. aveva assegnato al Comune un contributo in conto interessi di euro 390.000,00 con rata annua di euro 19.500,00 per 20 anni per il completamento del campo polivalente di loc. Cappelle e, con nota del 7.3.2003, ha comunicato al Comune l’assegnazione dei fondi precisando come “non fosse assolutamente possibile variare la destinazione del contributo, assegnato esclusivamente all’opera richiesta”, e che il decreto di concessione dello stesso sarebbe stato emesso a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo.
Il Comune, ai sensi dell’art. 53 della L.R. 10/2001, aveva comunicato alla G.R. di voler optare per la forma del contributo poliennale in conto capitale ed in tal senso aveva chiesto l’adesione di massima alla Cassa depositi e Prestiti; quest’ultima con nota del 2004 aveva comunicato al Comune l’adesione di massima alla concessione del mutuo sulla spesa di euro 244.500,00 con ammortamento in venti annualità.
Il Comune, con nota del 2005, aveva trasmesso la deliberazione del 2003 di approvazione del progetto definitivo – esecutivo del completamento del campo polivalente; pertanto, con Decreto n. 63 del 2005 la G.R. aveva dato esecuzione alla deliberazione di concessione del contributo per 20 anni nella misura costante del 5% annuo, con un’ annualità di euro 18.471,89 rispetto alla somma di 244.500,00 euro, concedendo tale contributo “direttamente e irrevocabilmente” alla Cassa Depositi e Prestiti.
Con specifico riferimento alle ulteriori assegnazioni, si è appurato che nel 2004 il Comune aveva richiesto una somma complessiva di € 1.154.923,00 per il completamento dell’impianto in località Cappelle e per il completamento dell’impianto in località Starze. La Giunta Regionale aveva valutato la sola richiesta di € 140.682,90 relativa al campo di calcetto in località Starze, ritenendo di non dover ulteriormente concedere contributi per il completamento del campo polivalente in località Cappelle,  la cui esigenza era stata già soddisfatta con la delibera del 2002.
Risulta così documentato come  il Comune di Summonte abbia contravvenuto alle disposizioni regionali in merito alla destinazione del contributo, concesso, ai sensi della lett. c) dell’art. 2 della L.R. 42/79, per la realizzazione di una parte funzionale del campo di loc. Cappelle, ma concretamente utilizzato per la ristrutturazione di impianti già esistenti.
E’altresì da censurarsi l’operato dell’Amministrazione che ha consegnato i lavori solo nel 2007 (ad un anno dalla stipula del contratto con l’impresa aggiudicataria e a due anni dalla concessione del contributo regionale), infruttuosamente immobilizzando risorse destinate al soddisfacimento di un determinato pubblico interesse e, quando queste poi sono state impiegate, sono state finalizzate ad un intervento non programmato.
La ristrutturazione degli impianti esistenti è stata realizzata mediante perizia di variante e concordamento di nuovi prezzi che hanno comportato un aumento di spesa netto di € 112.985, 59.
Anche sotto tale ultimo aspetto l’Amministrazione ha agito in contrasto con le disposizioni normative, realizzando, sia pure sotto il nome di variante e per ciò affidandolo all’impresa originariamente aggiudicataria, un intervento totalmente diverso da quello previsto.
Parimenti non rientrano, tra quelle tassativamente previste dalla norma, le cause che, a dire della stazione appaltante, hanno determinato l’adozione della variante stessa, quali la mancata erogazione di contributi, il rischio di depauperamento degli impianti, l’evenienza di una rescissione contrattuale e di un contenzioso con l’impresa.
Peraltro, va notato come l’ipotesi paventata dalla s.a. della rescissione contrattuale e del conseguente contenzioso avrebbero tratto origine dalla mancata consegna dei lavori per colpa della stazione appaltante nei tempi utili ad eseguire un’opera approvata, appaltata e finanziata.

In base a quanto sopra valutato,

Il Consiglio

  • esprime l’avviso che la stazione appaltante abbia assunto i provvedimenti in contrasto con la disciplina contenuta negli artt. 14 e 25 della L. 109/94, come modificati dagli artt. 128 e 132 del d.Lgs 163/2006, e nell’ art.129 del D.P.R. 554/99;
  • manda alla Direzione Generale Vigilanza Lavori perché comunichi la presente deliberazione
    • al Sindaco e all’Ufficio di Controllo Interno perché facciano conoscere le misure che intendono adottare per evitare il ripetersi di tali fenomeni;
    • all’esponente;
    • alla Procura Regionale della Corte dei conti per le valutazioni di competenza

Il Consigliere Relatore Piero Calandra                                                                    
Il Presidente f.f. Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 3 giugno 2010
Il Segretario Maria Esposito