Comunicato del Presidente del 6 ottobre 2015

 

Oggetto: Clausole relative alle modalità di pagamento dei  lavori pubblici finanziati in tutto o in parte da soggetti esterni. Comunicato  del 6 ottobre 2015 - Errata corrige del 31 maggio 2016 - Errata corrige  del 10 maggio 2017


E’ stata segnalata all’Autorità la circostanza che in diversi bandi di gara relativi all’affidamento di lavori pubblici viene inserita una clausola che subordina i  pagamenti dovuti all’impresa esecutrice all’ottenimento di finanziamenti da parte di soggetti terzi ovvero a risorse non ancora a disposizione da parte della stazione appaltante

Come noto, il principio di buon  andamento di cui all’art. 97 Cost. unitamente alle previsioni dell’art. 81  Cost. impone che i provvedimenti comportanti una spesa siano adottati soltanto  in presenza di idonea copertura finanziaria. In attuazione di tali principi, ad  esempio, il d.lgs. 267/2000, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli  enti locali, prevede che «gli enti locali possono effettuare spese solo se  sussiste l'impegno contabile registrato sul competente programma del bilancio  di previsione e l'attestazione della copertura finanziaria di cui all'articolo  153, comma 5 (art. 191, comma 1)».

Pertanto, la stazione appaltante ha  l’onere di verificare ex ante la sostenibilità finanziaria  degli interventi che intende realizzare,  anche in considerazione dei limiti posti dal patto di stabilità, garantendone  la permanenza anche in fase di esecuzione, coerentemente a quanto previsto nel  bando di gara che, a norma dell’art. 64 d.lgs. 163/2006, deve contenere, tra  l’altro, le informazioni di cui all’allegato IX A del Codice dei contratti  pubblici, ivi incluse quelle relative alle modalità essenziali di finanziamento  e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni in materia.

Su tale ultimo punto, si precisa che la  specifica disciplina dei termini e delle modalità di pagamento previste nella  lex specialis deve essere conforme alle prescrizioni normative di cui al d.lgs.  9.10.2002 n. 231, come modificato dal d.lgs. 9.11.2012 n. 192. Si richiama in  merito la determinazione dell’Autorità n. 4 del 7.7.2010, nella quale è indicato  che «non può ritenersi sufficiente che la stazione appaltante per derogare alla  suddetta normativa puntuale, faccia in sede di bando di gara un generico  richiamo alla necessità del rispetto del patto di stabilità interno.  Eventualmente, in via del tutto eccezionale, il bando potrà indicare quelle  condizioni oggettive, specificamente individuate, che impediscono alla stazione  appaltante di rispettare le condizioni di pagamento imposte dalle norme, purché  le stesse non siano imputabili alla violazione del dovere generale che grava  sulle amministrazioni pubbliche di verificare la
compatibilità del programma dei pagamenti con i relativi  stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica».

*Si rileva, infine, che la previsione di  termini e modalità di pagamento incerti, oltre a non poter garantire la  tassatività dei termini di pagamento prescritta dal diritto comunitario e  nazionale, genera problematiche connesse alla sostenibilità della  partecipazione alle gare stesse da parte dei soggetti privati, riducendone gli  incentivi ed alterando, in tal modo, le condizioni di concorrenza sul mercato.

Raffaele Cantone

Errata corrige del 31 maggio 2016 – formato pdf

Errata corrige del 10 maggio 2017 - formato pdf

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