DELIBERA N. 924 DEL  7 settembre 2016

 

OGGETTO: Infrastrutture  strategiche di preminente interesse nazionale. Entrata in vigore del decreto  legislativo 18 aprile 2016, n. 50, periodo di prima applicazione. Richiesta di  parere.
AG 35/16/AP

Infrastrutture  strategiche – approvazione progetti - regime transitorio
I progetti delle infrastrutture strategiche già inserite  negli strumenti programmatori approvati, e per i quali la procedura di VIA è  già iniziata al momento dell’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016, sono  approvati secondo la disciplina previgente. Le procedure e i contratti per i  quali i bandi sono pubblicati successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016,  rientrano nell’ambito di applicazione del nuovo codice.
Artt. 161 e segg. e 182  e segg. d.lgs. 163/2006; artt. 200, 201 co. 9, 214 e 216 d.lgs. 50/2016

Il  Consiglio
Visto il decreto  legislativo n. 163/2006;
Visto il decreto legislativo n. 50/2016;
Visto l’appunto dell’Ufficio  Precontenzioso e Affari Giuridici;

Considerato in fatto

Con nota acquisita al prot. n. 125297 del 26 agosto 2016,  l’Ufficio Legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiede  parere all’Autorità in ordine al regime transitorio applicabile agli interventi  relativi alle infrastrutture strategiche già programmati, oggetto dell’abrogata  legge obiettivo e ora disciplinati dal nuovo codice degli appalti.
La richiesta di parere riguarda, in particolare, le opere  infrastrutturali già inserite all’interno dell’XI Allegato infrastrutture al  DEF 2013, la cui procedura di VIA sia iniziata prima dell’entrata in vigore del  d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50.  In merito a tali interventi l’Amministrazione ritiene che i  relativi progetti preliminari e definitivi vadano approvati secondo la  disciplina previgente in tutti i casi in cui la procedura di VIA sia già stata  avviata, con la precisazione che le procedure e i contratti per i quali i bandi  sono pubblicati successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016,  rientrano nell’ambito di applicazione del nuovo codice.

Ritenuto in diritto

Al fine di rendere il parere richiesto, si richiamano  preliminarmente le  norme di riferimento, che anche l’Ufficio Legislativo richiedente illustra al  fine di fornire il quadro della previgente disciplina recata dal d.lgs. 12  aprile 2006, n. 163 in tema di procedure di approvazione dei progetti delle  infrastrutture in argomento, nonchè delle disposizioni contenute nel nuovo  codice.
L’art. 161 del d.lgs. 163/2006 attribuiva al CIPE  l’approvazione dei progetti delle infrastrutture strategiche di preminente  interesse nazionale ed  esso provvedeva  anche ai fini dell’attestazione della compatibilità ambientale (art. 165).  L’art. 163 definiva le attività di competenza del Ministero delle  infrastrutture, consistenti nel promuovere tutte le attività tecniche e  amministrative ai fini della progettazione e della successiva approvazione (fra  le altre: acquisire il parere istruttorio dei progetti preliminari e  definitivi; curare l’istruttoria per la proposta al CIPE; proporre al CIPE  l’assegnazione delle risorse finanziarie integrative necessarie alla  realizzazione delle infrastrutture previa approvazione del progetto preliminare).
La disciplina ora recata dal nuovo codice degli appalti  d.lgs. 50/2016 prevede all’art. 200 che il Ministero «effettua una ricognizione  di tutti gli interventi già compresi negli strumenti di pianificazione e  programmazione», vigenti alla data di entrata in vigore del nuovo codice, e ne  propone l’inserimento nel primo Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP).  Il successivo art. 201 prevede che il primo DPP è da approvare entro un anno  dall’entrata in vigore del codice e che, fino all’approvazione del primo DPP,  valgono come programmazione degli investimenti gli strumenti di pianificazione  e programmazione e i piani, comunque denominati, già approvati secondo le  procedure vigenti alla data di entrata in vigore del codice (co. 9).
La disposizione appena citata fa pertanto espressamente  salvi gli strumenti programmatori già approvati, fra i quali appare quindi  rientrare l’XI Allegato infrastrutture al DEF 2013, indicato  dall’Amministrazione quale «ultimo strumento di pianificazione delle infrastrutture  strategiche che ha superato tutto il processo approvativo».
Ulteriore norma di rilievo, ai fini del presente parere, è  l’art. 214 d.lgs. 50/2016, il quale, in ordine alle funzioni del Ministero  delle infrastrutture, ricalca in gran parte quanto già in precedenza previsto  dal citato art. 163 d.lgs. 163/2006 e precisa altresì, al co. 11, che «in sede  di prima applicazione restano comunque validi gli atti e i provvedimenti  adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti e i rapporti giuridici sorti  sulla base dell’art. 163 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163».
Infine, l’art. 216 d.lgs. 50/2016, recante le disposizioni  transitorie, dispone al co. 27 che «le procedure per la valutazione di impatto  ambientale delle grandi opere avviate alla data di entrata in vigore del  presente decreto secondo la disciplina già prevista dagli articoli 182, 183,  184 e 185 di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono concluse  in conformità alle disposizioni e alle attribuzioni di competenza vigenti  all’epoca del predetto avvio. Le medesime procedure trovano applicazione anche  per le varianti».
Gli artt. 182 e segg. d.lgs. 163/2006 disciplinavano  appunto le procedure per la valutazione di impatto ambientale delle grandi  opere e specificavano che «il provvedimento di compatibilità ambientale è  adottato dal CIPE contestualmente all’approvazione del progetto preliminare»  (art. 183, co. 6).
La contestualità della predetta  approvazione, unitamente alla osservazione per cui il legislatore si è  preoccupato di precisare che le procedure di VIA iniziate proseguono e sono  concluse in conformità alle disposizioni previgenti, consentono di concordare  con quanto prospettato dall’Ufficio richiedente in merito al regime transitorio  applicabile alle grandi opere già inserite in programmazione, e la cui  procedura di VIA sia già iniziata.
Sulla base del quadro normativo di riferimento sopra  richiamato, infatti, appare legittimo ritenere che la contestualità, prevista  dal codice previgente, fra l’approvazione del progetto preliminare e l’adozione  del provvedimento di compatibilità ambientale, consenta l’applicazione del  regime transitorio di cui all’art. 216, co. 27 al procedimento di approvazione  dei progetti delle opere strategiche già programmate.
Le procedure e i contratti per i quali i bandi siano  pubblicati successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016, rientrano  nell’ambito di applicazione del nuovo codice.

Il Consiglio
ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che:
- i progetti delle infrastrutture strategiche già inserite  negli strumenti programmatori approvati, e per i quali la procedura di VIA è  già iniziata al momento dell’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016, sono  approvati secondo la disciplina previgente;
- le procedure e i contratti per i quali i bandi sono  pubblicati successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016, rientrano  nell’ambito di applicazione del nuovo codice.

 

Raffaele  Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 15 settembre 2016
Il  Segretario, Maria Esposito

 

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