DELIBERA N. 914 del 31 agosto 2016

OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7,  lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata da Securia S.r.l./Agenzia del Demanio  Dir. Gen. Emilia Romagna. Procedura aperta per l’affidamento tramite accordo  quadro di un appalto di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli  immobili in uso alle amministrazioni dello Stato, nonché su quelli i cui  interventi sono gestiti dall’Agenzia del Demanio. Criterio di aggiudicazione: prezzo  più basso. Importo a base di gara eu. 18.740.000,00 S.A. Agenzia del Demanio  Dir. Gen. Emilia Romagna

PREC 39/16/L
Requisiti di  partecipazione. Capacità professionale. Attestazione SOA Cat. OG2. Beni  culturali e di interesse storico artistico e archeologico. Certificati  esecuzione lavori utilizzabili per dimostrare i requisiti. Esclusione.  Legittimità.
E’ illegittima  l’esclusione dalla gara di un’impresa che abbia prodotto certificati di  esecuzione lavori su beni di interesse storico artistico, sia pure riferiti  anche a lavori di impiantistica e non di particolare complessità, poiché  anch’essi restano ascrivibili alla cat. OG2, e non alle categorie  specialistiche corrispondenti, data la tipologia del bene oggetto  dell’intervento.
Artt. 40 e  42 D.lgs.163/2006; art. 40, 198 e 201 D.lgs. 163/2006; art. 240 e 61  Regolamento 207/2010;.

Il  Consiglio
VISTA  l’istanza prot. n. 3214 del 11 gennaio 2016, con la quale la Securia S.r.l. chiedeva  un parere all’Autorità sulla legittimità dell’esclusione disposta dalla  stazione appaltante in suo danno per mancanza dei requisiti di capacità tecnico  professionale relativi alla parte di lavori da affidare ricompresa nella categoria  OG2;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto  in data 30 marzo 2016;
VISTA la documentazione in atti e, in  particolare, le memorie prodotte dalle parti;
CONSIDERATO che le questioni giuridiche  controverse prospettate dagli istanti possono essere decise ai sensi  dell’articolo 8 del Regolamento  sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui  all’articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. n. 163/2006;
RILEVATO che il bando con cui viene  indetta la procedura è del 2015 e quindi relativo al periodo in cui era in  vigore il vecchio Codice;
RILEVATO che la stazione appaltante,  nella propria memoria di replica, sostiene di aver proceduto alla verifica dei  requisiti ex art. 48 del Codice e in quella sede di aver valutato che le  certificazioni lavori

prodotte dall’istante per la  dimostrazione dei requisiti di capacità tecnico professionale nel settore dei  beni culturali non sarebbero completamente ascrivibili alla cat. OG2. Tale constatazione  ha condotto la stazione appaltante a sottrarre alla somma degli importi da  calcolare per raggiungere i requisiti richiesti le esperienze lavorative che sarebbero  invece riconducibili alle categorie OG1 e OS30 dell’All. A al Regolamento  207/2010;
CONSIDERATO che l’affidamento di cui si  tratta, rientra nella lett. b) delll’art. 240 del Regolamento 207/2010, in  quanto riferito alla tipologia: “restauro  e manutenzione di beni immobili di interesse archeologico, storico e  artistico”;
CONSIDERATO che l’art. 198 del Codice  cui rinvia l’art. 239 del Regoalmento 207/2010, nel definire l’ambito di  applicazione della disciplina dei contratti concernenti i beni culturali  individua “i beni mobili e immobili e gli  interventi sugli elementi architettonici e sulle superfici decorate di beni del  patrimonio culturale, sottoposti alle disposizioni di tutela di cui al decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, al fine di assicurare l'interesse pubblico  alla conservazione e protezione di detti beni e in considerazione delle loro  caratteristiche oggettive”;
CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 201  del Codice, per l’esecuzione di tali lavori, occorre “la qualificazione nella categoria di riferimento, a prescindere  dall'incidenza percentuale che il valore degli interventi sui beni tutelati  assume nell'appalto complessivo”;
RITENUTO che, come chiarito in vari  precedenti (vd. Parere di prec. n. 168 del 23.10.2013; n. 85 del 30.5.2012, n.  74 del 2011, ecc.), la norma è da interpretarsi nel senso che tutti gli  interventi su immobili sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in  materia di beni culturali e ambientali sono da ricondursi alla cat. OG2, a  prescindere dalla tipologia delle lavorazioni eseguite, giacché quel che  richiede la peculiare qualificazione è la natura intrinseca del bene su cui le  lavorazioni insistono;
RILEVATO che l’elenco delle  certificazioni prodotte dall’impresa si riferisce a lavori di vario tipo ed  entità ma tutti svolti su immobili sottoposti a vincolo della Soprintendenza;
RILEVATO quindi che non si può accedere  all’interpretazione normativa data dalla stazione appaltante che ritiene di  sottrarre parte dei lavori certificati dall’impresa al computo dell’importo  complessivo occorrente per la dimostrazione dei requisiti, in quanto, se pur  svolti su immobili di cui non contesta la natura di beni culturali, non ritiene  la condizione sia sufficiente da sé sola alla loro qualificazione come lavori  appartenenti alla cat. OG2 e vorrebbe ricondurli alle cat. OG1 (  ristrutturazione e manutenzione in edifici civili e industriali) e OS30 (manutenzione  e ristrutturazione impianti) dell’all. A al Regolamento 207/2010;

Il Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in  motivazione, l’operato della stazione appaltante non conforme alla disciplina  normativa di settore.

Il  Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio in data 7 settembre 2016
Il Segretario Maria Esposito

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