DELIBERA N. 1033 del 5 ottobre 2016

OGGETTO: richiesta  di parere formulata dal Segretario Generale della CCIAA di L’Aquila in merito  all’inquadramento giuridico dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio  dell’Abruzzo – Unioncamere Abruzzo. Fascicolo n. 831/2016.  AG 39/2016

Il Consiglio dell’Autorità  nazionale anticorruzione
nell’adunanza del  5/10/2016;
visto il d.lgs. n. 39/2013;
visto l’appunto dell’Ufficio  Precontenzioso e Affari Giuridici (UPAG)

Considerato in fatto
Con nota prot. n. 149136 del 9.11.2015 è pervenuta la  richiesta di parere indicata in oggetto con la quale il Segretario Generale  della Camera di commercio di L’Aquila chiede un parere in merito  all’inquadramento giuridico dell’Unione regionale delle Camere di commercio  dell’Abruzzo (Unioncamere Abruzzo), al fine di conoscere se l’incarico di  Segretario Generale della Camera di Commercio di L’Aquila sia cumulabile con  quello di Segretario Generale della suddetta Unione regionale, oppure se  quest’ultima rientri tra gli enti per i quali il d.lgs. n. 39/2013 individua  ipotesi di inconferibilità/incompatibilità.
A tal fine l’istante rappresenta che la Unioncamere  Abruzzo è stata istituita ai sensi dell’art. 6 della legge n. 580/1993, come  modificata dal d.lgs. n. 23/2010, secondo cui le Camere di commercio sono  associate in Unioni regionali, costituite ai sensi del codice civile, allo  scopo di esercitare funzioni e compiti per il perseguimento degli obiettivi  comuni del sistema camerale nell’ambito del territorio regionale di  riferimento. Le Camere di commercio, quindi, per l’esercizio dei compiti e  delle funzioni loro assegnati, possono avvalersi delle Unioni regionali, il cui  statuto, deliberato con il voto dei due terzi dei componenti dell’organo  assembleare, ne disciplina l’attività. Le Unioni regionali possono formulare  pareri e proposte alle regioni sulle questioni di interesse del sistema  regionale delle imprese oltre che   svolgere funzioni di osservatorio e di monitoraggio dell’economia  regionale. Il finanziamento ordinario delle Unioni regionali delle camere di  commercio è assicurato da un’aliquota delle entrate delle camere di commercio  associate e dalle entrate e dai contributi per attività svolte per conto della  regione ed altri enti pubblici o privati.
Per quanto riguarda, in particolare, l’Unione  regionale delle Camere di commercio dell’Abruzzo, il suo statuto, oltre a  prevederne il finanziamento secondo le modalità sopra indicate, elenca, agli  artt. 6 e 8,  le competenze,  rispettivamente, del Consiglio e della Giunta, assegnando al primo  l’approvazione e alla seconda la definizione degli indirizzi generali  dell’Unione, le strategie, le linee di sviluppo e le linee programmatiche delle  attività. Relativamente alla nomina degli organi, il Consiglio è composto di  diritto dai presidenti delle 4 Camere e da 4 membri per ciascuna Camera  nominati dalle rispettive giunte; la Giunta è composta di diritto dai  Presidenti delle 4 Camere; il Presidente è nominato dalla Giunta dell’Unione  regionale, a rotazione tra i Presidenti delle Camere stesse; il Collegio dei  revisori dei conti è nominato dal Consiglio dell’Unione.
Fatta tale premessa, l’istante, nel chiarire che  l’incarico di segretario generale dell’Unione regionale è stato assegnato a  titolo gratuito, rappresenta che in occasione della nomina, da parte  dell’Unione Regionale, del Segretario Generale della CCIAA di L’Aquila a  Segretario generale dell’Unione Regionale e, successivamente, in occasione del  rinnovo dell’incarico di Segretario generale della CCIAA di l’Aquila al  soggetto che già rivestiva la carica di segretario generale dell’Unione  regionale, la stessa Camera di commercio di L’Aquila si è trovata di fronte  alla necessità di stabilire se tali nomine fossero compatibili con la normativa  sulle inconferibilità/incompatibilità di cui al d.lgs. n.39/2013.
L’istante chiede, quindi, un parere in merito alla  correttezza delle nomine effettuate, sull’assunto della assenza di situazioni  ostative ai sensi del suddetto decreto delegato.

Ritenuto in diritto
Al fine di definire la questione oggetto del presente  esame, è necessario stabilire se siano applicabili al caso di specie gli artt.  9 e 4 del d.lgs. n. 39 riguardanti, rispettivamente, le ipotesi di  incompatibilità tra incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o  finanziati e quelle di inconferibilità di incarichi a soggetti provenienti da  enti di diritto privato regolati o finanziati da pubbliche  amministrazioni.  Occorre, quindi,  chiarire la natura giuridica dell’Unione regionale delle Camere di commercio  dell’Abruzzo, ovvero se la stessa vada o meno inquadrata nell’ambito degli  “enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione che  conferisce l’incarico ”o in quello degli “enti di diritto privato in controllo  pubblico”.
Tornando ai fatti rappresentati dall’istante, il  segretario generale della Camera di commercio di L’Aquila è stato nominato  segretario generale della Unione regionale. Pertanto, uno stesso soggetto,  sull’assunto della assenza di una situazione di incompatibilità di cui all’art.  9 del d.lgs. n. 39/2013, ha rivestito sia la carica di segretario generale di  una p.a. (Camera di commercio di L’Aquila) sia quella di segretario generale di  un ente privato (Unione regionale di Abruzzo). Questo stesso soggetto, poi, una  volta scaduto l’incarico di segretario generale della Camera di commercio di  L’Aquila, si è visto rinnovare detto incarico, ritenendosi insussistente,  questa volta, una situazione di inconferibilità ai sensi dell’art. 4 del d.lgs.  n. 39/2013.
La Camera di commercio di L’aquila ha quindi ritenuto  che gli artt. 9 e 4 del decreto in parola non potessero riguardare l’Unione  regionale, in quanto associazione di diritto privato non regolata o finanziata  da alcuna amministrazione pubblica né tantomeno in controllo pubblico.
L’art. 9, comma 1 del d.lgs. n. 39/2013 stabilisce che  «gli incarichi amministrativi di vertice… nelle pubbliche amministrazioni, che  comportano poteri di vigilanza o controllo sulle attività svolte dagli enti di  diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione che conferisce  l’incarico, sono incompatibili con l’assunzione e il mantenimento, nel corso  dell’incarico, di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o  finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico».
Nel nostro caso, il segretario  generale della Camera di commercio di L’Aquila è stato nominato, dalla Unione  regionale, segretario generale di quest’ultima. La compatibilità tra i due  incarichi è stata ravvisata in ragione del fatto che il segretario generale  della Camera socia non esercita sull’Unione regionale i poteri di vigilanza e  controllo previsti all’art. 9 del d.lgs. n. 39/2013.
Tale posizione è condivisibile  se si tiene conto che lo statuto dell’ente regionale stabilisce che i segretari  generali della Camere associate hanno il diritto di partecipare alle riunioni  di Giunta e Consiglio, ma senza diritto di voto. Le camere socie, inoltre, non  hanno alcun potere di verifica sui bilanci dell’unione regionale e il comitato  dei segretari generali delle CCIAA abruzzesi è un organismo di supporto e di  consulenza tecnica dell’Unioncamere regionale, con funzioni di collaborazione  agli organi dell’Unione nell’espletamento delle funzioni di indirizzo e delle  competenze. Quindi l’Unione regionale non è ente di diritto privato regolato o  finanziato da una pubblica amministrazione, ma soprattutto l’incarico di cui si  discute non è stato conferito da una amministrazione pubblica, ma dalla stessa  Unione regionale. Quest’ultima non è “ente di diritto privato regolato o  finanziato” anche perché il suo finanziamento, che proviene dai contributi  delle Camere associate, è assicurato per statuto e non, come richiede la norma,  attraverso rapporti convenzionali, quali contratti pubblici, contratti di  servizio pubblico e di concessione di beni pubblici.
Pertanto, la non ricorrenza dei  presupposti per l’applicazione al caso di specie dell’art. 9, esclude che vi  sia incompatibilità tra le due cariche, di segretario generale della Camera di  commercio e segretario generale della Unione regionale.
Lo stesso è a dirsi a proposito  del rinnovo dell’incarico di segretario generale della Camera di commercio al  soggetto che medio tempore era stato  nominato segretario generale della unione regionale. L’incarico è rinnovabile  e, pertanto, conferibile in quanto l’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013, che  stabilisce la inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali  regionali e locali a soggetti che provengono da enti di diritto privato  regolati o finanziati, non trova applicazione nel caso di specie. Come infatti  già precisato, l’Unione regionale non è “ente di diritto privato regolato o  finanziato” dall’amministrazione che conferisce l’incarico né quello di  segretario generale della camera di commercio, che è ente pubblico locale, ma  non territoriale, può rientrare tra gli incarichi vietati di cui all’art. 4,  lettere a), b) o c).  La figura di  segretario generale è un incarico amministrativo apicale, ma l’incarico  amministrativo di vertice di cui al d.lgs. n. 39/2013 è riferito ad  amministrazioni statali, regionali e locali. Ciò significa che seppure la legge  individua le camere di commercio come enti pubblici locali dotati di autonomia  funzionale, tuttavia, dalla lettura sistematica del d.lgs. n. 39/2013  sembrerebbe che per amministrazioni locali si comprendano solo gli enti locali  territoriali ovvero comuni, province forme associative di comuni.
Esclusa la natura giuridica di  “ente di diritto privato regolato o finanziato”, rimane da stabilire se il  decreto in parola possa trovare applicazione al caso di specie qualificando le  Unioni regionali come enti di diritto privato in controllo pubblico e se quindi  siano comunque configurabili situazioni di inconferibilità o incompatibilità  tra le due cariche in esame.
L’Unione regionale, come già  chiarito, è un ente di diritto privato (associazione ai sensi del codice  civile) ovvero una figura associativa di coordinamento e di condivisione delle  politiche comuni delle Camere di commercio sul territorio abruzzese, di matrice  organizzativa. Non è, per le ragioni già evidenziate, ravvisabile quel  controllo che ai sensi dell’art. 2359 deve sussistere tra ente pubblico ed ente  privato ai fini della configurabilità di una situazione di “controllo  pubblico”. Infatti, l’ente di diritto privato in controllo pubblico è quello  rispetto al quale sono riconosciuti in capo alle amministrazioni pubbliche  poteri di controllo che complessivamente consentono di esercitare un potere di  ingerenza sull’attività con carattere di continuità ovvero un’influenza  dominante sulle decisioni dell’ente. Nel caso di specie rimane difficile, anche  alla luce di quanto previsto nello statuto dell’ente regionale, ravvisare una  ingerenza sulla attività di quest’ultima da parte delle Camere socie, con le  quali, è bene evidenziare, l’Unione persegue obiettivi comuni. Se si guarda,  poi, alla nomina degli organi dell’Unione, emerge con tutta evidenza che questi  sono composti da membri delle camere socie (sia il Consiglio sia la Giunta, dai  presidenti delle 4 Camere). Pertanto, il cumulo delle cariche di cui si discute  può agevolmente farsi rientrare nell’ambito di una logica organizzativa interna  per il migliore perseguimento degli obiettivi comuni del sistema camerale  nell’ambito del territorio regionale di riferimento.
Si ritiene, pertanto, in  conclusione legittimo l’operato dell’amministrazione richiedente e,  conseguentemente, insussistenti le ipotesi di incompatibilità e di  inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013. 

Tutto ciò premesso e considerato,
IL  CONSIGLIO
In esito alla istruttoria sopra riportata delibera quanto segue:

       
  • L’Unione  regionale delle Camere di Commercio dell’Abruzzo non è ente di diritto privato  regolato o finanziato da una pubblica amministrazione né ente di diritto privato  in controllo pubblico;
  •    
  • non  trovando, quindi applicazione, rispetto ad essa, le disposizioni sulle  inconferibilità/incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013, non sussiste  incompatibilità formale tra la carica di Segretario generale della Camera di  commercio di L’Aquila e la carica di Segretario Generale dell’Unione Regionale  delle Camere di Commercio dell’Abruzzo né è inconferibile l’incarico di Segretario  generale della Camera di Commercio di L’Aquila al soggetto che medio tempore ha rivestito l’incarico di  Segretario generale dell’Unione Regionale delle Camere di Commercio  dell’Abruzzo.

 

Presidente f.f.
Prof. Francesco Merloni

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 13 ottobre 2016
Il  Segretario, Maria Esposito

 

Documento formato pdf (97 Kb)