Delibera n. 1037 del 5 ottobre 2016

Oggetto: Istanza di parere  per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del  d.lgs.163/2006 presentata da Istituto di Vigilanza Privata La Torpedine S.r.l./Autorità  regionale Stazione Unica Appaltante Calabria (CZ). Procedura aperta per  l’affidamento del servizio di vigilanza degli uffici regionali ubicati in  Catanzaro presso la Cittadella regionale. Criterio di aggiudicazione: offerta  economicamente più vantaggiosa. Importo a base di gara eu. 2.890.500,00 S.A.:  SUA Calabria- Catanzaro. Controinteressata: Istituto di Vigilanza privata  notturna e diurna S.r.l.
PREC 281/15/S

Procedura telematica.  Pubblicità delle sedute di gara. Principi di trasparenza e imparzialità,  segretezza e immodificabilità dell’offerta.
In una gara che si svolga  attraverso procedura telematica di cui all’art. 85 del Codice è da ritenersi legittimo  il comportamento della stazione appaltante che ometta la comunicazione ai  concorrenti della data e luogo in cui si svolgerà la seduta pubblica di gara  dedicata alla valutazione dell’ offerta tecnica, anzi, la modalità peculiare  deve considerarsi a tutela della riservatezza dei concorrenti e  dell’immodificabilità dell’offerta.
Artt. 2 e 85 D.lgs.163/2006.

Il  Consiglio
VISTA  l’istanza prot. n. 115793 del 14 settembre 2015, con la quale la società La Torpedine  S.r.l. chiedeva un parere all’Autorità sulla legittimità delle operazioni di  gara per aver la Commissione omesso di comunicare ai partecipanti il giorno e  l’ora dello svolgimento della seduta pubblica relativa all’apertura  dell’offerta tecnica nonché della seduta in cui si è provveduto all’aggiudicazione  provvisoria;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 30 dicembre  2015;
VISTA la documentazione in atti e, in particolare, le memorie  prodotte dalle parti;
CONSIDERATO che le questioni giuridiche controverse  prospettate dagli istanti possono essere decise ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di  componimento delle controversie di cui all’articolo 6, comma 7, lettera n) del  d.lgs. n. 163/2006;
RILEVATO che il bando con cui viene indetta la procedura è  del 2015 e quindi relativo al periodo in cui era in vigore il vecchio Codice;
RILEVATO che la gara si è svolta attraverso l’utilizzo di un  sistema telematico denominato “SISGAP”, tramite invio e apertura dei documenti  su piattaforma informatica in formato digitale;
RILEVATO che la stazione appaltante, nella propria memoria di  replica, citando conforme giurisprudenza, sostiene la legittimità del proprio  comportamento asserendo che la procedura telematica indetta ai sensi dell’art.  85 del Codice permetta di procedere in deroga ai dettami relativi alla  pubblicità delle sedute, senza violare il principio di trasparenza di cui  all’art. 2 dello stesso Codice;
CONSIDERATO che quando il bando di gara qualifichi  espressamente la procedura come un’asta elettronica, prevista dall’articolo 3,  n. 15 del Codice o interamente gestita con sistemi telematici (art. 85 comma  13) deve ritenersi applicabile, alla procedura di cui trattasi, l’articolo 85 del  Codice che prevede le valutazioni avvengano in seduta riservata;
CONSIDERATO quindi che la procedura definita telematica è da  considerare legittimamente svolta in forma riservata (vd. Consiglio di Stato, sezione V, sentenza  del 5 dicembre 2014, n. 6018).  Infatti secondo la giurisprudenza prevalente :“Lo svolgimento in seduta riservata delle operazioni di gara, sia per le  aste elettroniche che per le procedure telematiche, è giustificato dalla  particolarità della procedura, che consente una piena tracciabilità delle  operazioni, nonché dalla natura essenzialmente quantitativa e vincolata dei  criteri di valutazione, dovendo la Commissione valutare se le caratteristiche  tecniche delle offerte siano coerenti con le previsioni di gara e poi  attribuire il punteggio previsto, e, dalla segretezza dell’identità dei  candidati fino all’ultima offerta, dette  modalità sono idonee a soddisfare l’interesse pubblico alla trasparenza ed  imparzialità che devono caratterizzare le procedure di gara pubbliche, nel  rispetto dei principi di tutela della par  condicio che sono tesi a tutelare i principi di pubblicità e trasparenza  che governano la disciplina comunitaria e nazionale in materia di appalti  pubblici di cui alla sentenza dell’Adunanza Plenaria di questo Consiglio 31  luglio 2012, n. 31”( vd.. Consiglio di Stato, sezione V, 29 ottobre 2014,  n. 5377);
RITENUTO che nel caso di specie ricorrano i presupposti per  l’applicabilità della deroga;
RITENUTO infine che gli ulteriori motivi di doglianza siano  di rilievo formale e pertanto possano considerarsi assorbiti dal principale;

Il  Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, l’operato della  stazione appaltante conforme alla disciplina normativa di settore.
Il  Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 13  ottobre 2016
Il Segretario, Rosetta Greco

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