Delibera  n. 1098 del 26 ottobre 2016

 

Oggetto: Prefettura di Reggio Calabria – oneri per l’attuazione dei piani  della sicurezza – richiesta di parere.
AG  44/2016/AP

d.lgs. 50/2016
Sussiste l’obbligo per la SA di indicare nei documenti di gara i costi  della sicurezza, non soggetti a ribasso, in forza delle specifiche previsioni  in materia dettate dal d.lgs. 81/2008, cui rinvia il d.lgs. 50/2016.

Il Consiglio

Visto il decreto legislativo n. 163/2006  e s.m.i.;
Visto l’appunto dell’Ufficio  Precontenzioso e Affari Giuridici;

Considerato  in fatto
Con nota pervenuta  in data 16 maggio 2016, acquisita al prot. n. 77977, la Prefettura di Reggio  Calabria ha chiesto all’Autorità di esprimere un parere in merito  all’interpretazione dell’art. 95, comma 4, del d.lgs. 50/2016.
In particolare, l’Amministrazione  istante sottolinea che con risorse del PON Sicurezza Obiettivo Convergenza  2007/2013, successivamente trasferite su fondi del Piano Azione Giovani, è  stata finanziata l’iniziativa quadro “Progetto Locride”, finalizzata alla  realizzazione di otto impianti sportivi e di undici centri di aggregazione in  sedici Comuni del comprensorio della Locride.
Al fine della  celere definizione delle procedure di gara, relative ai progetti finanziati  nell’ambito della predetta iniziativa, in data 3 maggio 2012 è stata istituita,  presso la Prefettura richiedente, la Stazione Unica Appaltante alla quale hanno  aderito tutti i Comuni beneficiari dei finanziamenti. Attualmente è in fase di  predisposizione un bando di gara relativo ad un progetto afferente l’iniziativa  “Progetto Locride”.
In tale ambito,  evidenzia l’Amministrazione istante, sono sorti dubbi interpretativi in ordine  alle disposizioni dell’art. 95, comma 4, del d.lgs. 50/2016, nella parte  riguardante la determinazione del minor prezzo dell’appalto. In particolare non  sembra chiaro se gli oneri per l’attuazione dei piani della sicurezza di cui al  d.lgs. 81/2008 e s.m. e del costo del personale, siano da escludere dal ribasso  percentuale (come prevedeva il previgente assetto normativo) ancorché  specificati in dettaglio nell’offerta, ovvero se debbano essere considerati  inclusi, insieme ai lavori, in un’unica voce “prezzo d’appalto”, costituente la  base di gara da assoggettare al ribasso.
Alla luce di quanto  sopra, la Prefettura di Reggio Calabria ha chiesto all’Autorità di esprimere  avviso sulla illustrata questione interpretativa.

Ritenuto  in diritto

Al  fine di rendere il richiesto parere, si rappresenta preliminarmente che nel  previgente assetto normativo recato dal d.lgs. 163/2006, l’art. 131 (“piani di  sicurezza”) prevedeva espressamente, al comma 3, che «Il piano di  sicurezza e di coordinamento, quando previsto ai sensi del decreto legislativo  14 agosto 1996, n. 494 [ora d.lgs. n.  81/2008], ovvero il piano di sicurezza sostitutivo di cui alla lettera  b) del comma 2, nonché il piano operativo di sicurezza di cui alla lettera c)  del comma 2 formano parte integrante del  contratto di appalto o di concessione; i  relativi oneri vanno evidenziati nei bandi di gara e non sono soggetti a  ribasso d’asta. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte  dell'appaltatore o del concessionario, previa formale costituzione in mora  dell’interessato, costituiscono causa di risoluzione del contratto (…)».
Il  d.p.r. 207/2010 individua al riguardo (art. 39) i contenuti e le finalità dei  piani di sicurezza, anche con rinvio alle previsioni del d.lgs. 9 aprile 2008,  n. 81 (All. XV), quali documenti complementari al progetto esecutivo,  stabilendo (art. 16) che i quadri economici degli interventi prevedono la seguente  articolazione del costo complessivo: 1) lavori a misura, a corpo, in economia;  2) oneri della sicurezza, non soggetti a  ribasso d’asta [tali disposizioni regolamentari sono ancora in vigore per  effetto delle previsioni dell’art. 216, comma 4 del d.lgs. 50/2016].
Ai  sensi delle norme sopra richiamate, quindi, i piani di sicurezza formano parte integrante del contratto  d’appalto ed i fondi necessari per dare attuazione a quanto in essi previsto  non sono soggetti a ribasso d’asta; ciò al fine di assicurare che l’adempimento  alle misure volte a tutelare la sicurezza dei lavoratori avvenga in modo  puntuale, evitando che tale obiettivo possa essere compromesso dalla  concorrenza tra le imprese partecipanti alle gare d’appalto e dalle relative  offerte di ribasso.
Si  evidenzia al riguardo che una specifica disposizione in tema di piani di  sicurezza, analoga a quella prevista dall’art. 131 del d.lgs. 163/2006, non è  attualmente contemplata nel d.lgs. 50/2016.
Il  nuovo Codice richiama, tuttavia, tali piani in diverse disposizioni, tra le  quali, in particolare, l’art. 23, comma 11, prescrive che gli oneri inerenti  alla progettazione, alla direzione dei lavori, alla vigilanza, ai collaudi,  agli studi e alle ricerche connessi, alla redazione  dei piani di sicurezza e di coordinamento, quando previsti ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,  alle prestazioni professionali e specialistiche, necessari per la redazione di  un progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, possono essere fatti gravare  sulle disponibilità finanziarie della stazione appaltante cui accede la  progettazione medesima; analoga previsione è contenuta nell’art. 113, co. 1. L’art. 97, del Codice, in tema di anomalia  dell’offerta, specifica al  comma 6 che non sono ammesse  giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili  stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge, né in relazione agli  oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dall’articolo 100 del  decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (la stazione appaltante in ogni caso può valutare la  congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia  anormalmente bassa). In tema di subappalto, l’art. 105 co. 17, dispone  altresì che «i piani di sicurezza di cui al decreto legislativo del 9 aprile  2008, n. 81 sono messi a disposizione delle autorità  competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri.....Il  direttore tecnico di cantiere è responsabile del rispetto del piano da parte di  tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori».
Dunque  il nuovo Codice pur non contemplando una specifica disposizione in ordine alla  redazione dei Piani di sicurezza, fa tuttavia riferimento agli stessi in alcune  previsioni normative, richiamando sul tema la disciplina contenuta nel d.lgs.  81/2008.
Si  sottolinea al riguardo che l’Allegato XV del d.lgs. 81/2008 indica i contenuti  del Piano di sicurezza e prevede espressamente, al punto 4.1.4., che i costi della sicurezza sono compresi nell’importo totale dei  lavori ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a  ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.A sua volta l’art. 100 del predetto decreto legislativo  individua il contenuto del piano (con la stima dei costi della sicurezza quali  indicati nell’allegato XV), mentre l’art. 26, comma 6, stabilisce  che «nella predisposizione delle gare di  appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di  affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti  aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e  sufficiente rispetto al costo del lavoro  e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente  indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei  lavori, dei servizi o delle forniture».
Si ritiene quindi che l’obbligo per la SA di  indicare nei documenti di gara i costi della sicurezza, non soggetti a ribasso,  sia ancora sussistente in forza delle specifiche previsioni in materia dettate  dal citato d.lgs. 81/2008, cui rinvia il d.lgs. 50/2016.
Quanto sopra trova peraltro conferma nell’avviso  giurisprudenziale (ancorchè relativo al previgente assetto normativo) a tenore  del quale «a) le stazioni appaltanti, nella predisposizione  degli atti di gara per lavori e al fine della valutazione dell’anomalia delle  offerte, devono determinare il valore economico degli appalti includendovi  l’idonea stima di tutti i costi per la sicurezza con l’indicazione specifica di  quelli da interferenze; i concorrenti, a loro volta, devono indicare  nell’offerta economica sia i costi di sicurezza per le interferenze (quali predeterminati  dalla stazione appaltante) che i costi di sicurezza interni che essi  determinano in relazione alla propria organizzazione produttiva e al tipo di  offerta formulata» (Cons. di Stato Ad. Pl. n. 3/2015, richiamata anche in Cons.  St. Ad. Pl. n. 16/2016).
Alla  luce delle considerazioni che precedono, deve conclusivamente osservarsi che  pur in assenza nel d.lgs. 50/2016, di una specifica previsione in ordine ai  piani di sicurezza, analoga a quella precedentemente prevista dall’art. 131 del  Codice, sussista comunque l’obbligo per la stazione appaltante di evidenziare,  nei documenti di gara, i costi per i piani di sicurezza ed il costo del  personale, non soggetti a ribasso, quale obbligo discendente dalle previsioni  dettate dal d.lgs. 81/2008.
Il Consiglio
approva la presente  deliberazione.
Raffaele Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 10 novembre 2016

Il Segretario, Maria Esposito

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