DELIBERA  N. 87 DEL 8 febbraio 2017

 

OGGETTO:    Richiesta di parere prot. n. 191276 del  27.12.2016 integrata con nota prot. n. 2966 del 11.01.2017 proveniente dal  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in merito ai  contratti di pulizia nelle scuole e alla prosecuzione del progetto “Scuole  belle” a seguito della risoluzione di Convenzioni Consip

AG  4/17/AP

Progetto “scuole belle” -  Risoluzione della convenzione Consip  
La risoluzione delle convenzioni disposta da Consip  ai sensi dell’art. 1456 c.c. produce effetti anche rispetto agli atti  contrattuali attuativi, siano essi ordinativi di fornitura o contratti  aggiuntivi, cui deve ricollegarsi il perfezionamento dell’appalto come  espressione di una fattispecie contrattuale a formazione progressiva.
La situazione venutasi a  creare nei lotti in cui la convenzione Consip è stata risolta non è  normativamente equiparabile alla situazione presente nelle aree geografiche  dove la convenzione sia scaduta o non sia stata mai attivata l’art. 2, d.l.  58/2014 dovendo essere interpretato restrittivamente.
Le  vicende del contratto di appalto risolto incidono sulle vicende del subappalto  in quanto rapporto di derivato e accessorio con la conseguenza che la  risoluzione dell’uno determina lo scioglimento del secondo.
Art. 2, d.l. 58/2014 (conv.  con l. 89/2014 e successive modifiche)

Il  Consiglio

Visto il decreto legislativo n. 50/2016
Visto l’appunto dell’Ufficio Precontenzioso e Pareri

Considerato  in fatto
Il  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha trasmesso  all’Autorità Nazionale Anticorruzione la richiesta di parere prot. n. 191276  del 27 dicembre 2016 con la quale, oltre a sottoporre all’attenzione  dell’Autorità diversi quesiti, ha fornito talune informazioni in ordine al  quadro normativo di riferimento e a talune vicende procedimentali e processuali  pregresse nel quale inserire l’erogazione nelle scuole di servizi di pulizia e  ausiliari.
Nella  nota pervenuta si rappresenta che con l’entrata in vigore della l. 124/1999 il  personale dipendente impiegato nei servizi ausiliari presso le istituzioni  scolastiche è transitato alle dipendenze dello Stato che, contemporaneamente, è  subentrato anche nei contratti con le imprese di pulizia che impiegavano ex  lavoratori socialmente utili.
Dal  2009 gli istituti scolastici hanno provveduto ad affidare i servizi di pulizia  e ausiliari ricorrendo alle convenzioni Consip.
Tenendo  conto delle esigenze occupazionali connesse all’impiego di ex lavoratori socialmente  utili, con accordi governativi è stato avviato il progetto “Scuole belle” finanziato con i fondi del  programma dell’edilizia scolastica dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Il progetto è consistito sostanzialmente nell’acquisizione da parte delle  istituzioni scolastiche di servizi di manutenzione ordinaria da parte delle  imprese che occupavano ex lavoratori socialmente utili alle condizioni tecniche  del capitolato tecnico allegato alle convenzioni Consip per l’affidamento dei  servizi di pulizia e secondo il quale le istituzioni scolastiche possono  adottare un atto aggiuntivo all’ordinativo principale di fornitura con cui  effettuare tali acquisti, nei limiti dei costi stabiliti dalle Convenzioni di  Consip. Successivamente, al fine di garantire il mantenimento dei servizi nelle  scuole e dello stato occupazionale il legislatore è intervenuto a disciplinare  transitoriamente le situazioni venutesi a creare nei diversi lotti geografici  in cui le convenzioni non fossero state attivate o fossero scadute o sospese.
La  disciplina è stata dettata all’art. 2, d.l. 58/2014, convertito con l. 89/2014  e modificato dall’art. 1, d.l. 42/2016 (convertito con l. 89/2016).
Introdotta  in  deroga al regime concorrenziale,  nelle more dell’attivazione delle convenzioni Consip e al fine di consentire la  regolare conclusione delle attività didattiche nell'anno scolastico 2016/2017  in ambienti in cui siano garantite le idonee condizioni igienico-sanitarie,  l’art. 2, comma 1, d.l. 58/2014 e successive modifiche, ha consentito un regime  di proroghe in favore dei precedenti affidatari dei servizi di pulizia e  ausiliari a partire dal 1.04.2014 e non oltre il 31.08.2017 (ulteriore  differimento introdotto con art. 1, comma 380, l. 232/2016); la proroga è stata  ammessa anche nelle regioni nelle quali la convenzione Consip risultasse  scaduta o sospesa.
Nelle  regioni con convenzione Consip non ancora attiva o sospesa le proroghe dei  servizi di pulizia e ausiliari sono consentite, ai sensi del comma 2, alle  condizioni tecniche previste dalle convenzioni Consip attive e alle condizioni  economiche “pari all’importo del prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna  area omogenea nelle regioni in cui la convenzione è attiva”; invece, nelle  regioni con convenzioni Consip scadute, la proroga è ammessa con applicazione  in via transitoria delle condizioni tecniche ed economiche della convenzione  scaduta.
I  commi 2-bis e 2-bis1 dell’art. 2, d.l. 58/2014 hanno introdotto un regime in  deroga anche per gli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalità  degli immobili adibiti a sede di istituzioni scolastiche ed educative statali,  consentendone l’affidamento in taluni casi agli operatori economici in proroga.
Il  comma 2-bis stabilisce che nei territori in cui non è stata ancora attivata la  convenzione Consip, «le istituzioni scolastiche ed educative statali effettuano  gli interventi di mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili  adibiti a sede di istituzioni scolastiche ed educative statali, da definirsi  secondo le modalità della successiva delibera CIPE, acquistando il relativo  servizio dai medesimi raggruppamenti e imprese che assicurano i servizi di  pulizia ed altri ausiliari alla data del 30 aprile 2014, alle condizioni  tecniche previste dalle convenzioni Consip ed alle condizioni economiche pari  all’importo del prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna area omogenea nelle  aree in cui è attiva la convenzione»; invece, il comma 2-bis1 statuisce che  «Nei territori ove è già stata attivata la convenzione-quadro Consip ovvero la  stessa sia scaduta per il mantenimento del decoro e della funzionalità degli  immobili adibiti a sede di istituzioni scolastiche ed educative statali, le  medesime istituzioni scolastiche ed educative effettuano gli interventi di cui  al comma2-bis mediante ricorso alla citata convenzione Consip».
In  sintesi, per i servizi di pulizia e ausiliari, sulla base della richiamata  disciplina possono distinguersi le regioni in cui è scaduta la  convenzione-quadro CONSIP ove sono ammesse le proroghe degli affidamenti alle  stesse condizioni tecniche ed economiche stabilite nelle convenzioni scadute e  le regioni in cui le convenzioni Consip non sono attive o risultano sospese  dove sono consentiti gli affidamenti ai pregressi contraenti anche se alle condizioni  tecniche previste dalle convenzioni Consip e alle condizioni economiche stabilite  determinando l’importo del prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna area  omogenea nelle regioni in cui è attiva la convenzione Consip.
Tale  quadro normativo deve confrontarsi con gli eventi procedimentali occorsi  nell’ambito della gara indetta da Consip S.p.A. nel 2012 avente a oggetto l’affidamento  di servizi di pulizia e altri servizi ausiliari tesi al mantenimento del decoro  e della funzionalità degli immobili per gli istituti scolastici di ogni ordine  e grado, suddivisa in 13 lotti geografici e con una durata degli affidamenti di  quattro anni.
Tali  procedure di gara sono state oggetto dell’indagine dell’Autorità Garante della  Concorrenza e del Mercato conclusa con provvedimenti dichiarativi  dell’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra taluni fornitori  di servizi di pulizia e attività ausiliarie che avevano assunto la qualità di  aggiudicatari nell’ambito di talune delle procedure riferite a taluni lotti geografici.  In particolare l’AGCM accertava che CNS Consorzio Nazionale Servizi società  cooperativa, Manutencoop Facility Management S.p.A., Kuadra S.p.A. e Roma  Multiservizi S.p.A. ponevano in essere un’intesa restrittiva della concorrenza  avente la finalità di condizionare gli esiti della gara Consip con ripartizione  dei lotti geografici. I provvedimenti adottati dell’AGCM venivano confermati  come legittimi in sede giurisdizionale dal TAR Lazio con sentenze nn.  10303/2016, 10307/2016 e 10309/2016,  (le  sentenze del TAR Lazio sono state appellate dinanzi al Consiglio di Stato e  attualmente pendono i relativi giudizi).
In  conseguenza dei provvedimenti adottati e delle sentenze del TAR Lazio la Consip  S.p.A. ha proceduto alla risoluzione delle “Convenzioni  per l’affidamento dei servizi di pulizia ed altri servizi tesi al mantenimento  del decoro e della funzionalità degli immobili, per gli Istituti  scolastici  ogni ordine e grado e per i  centri di formazione delle Pubbliche amministrazioni – lotti 1, 2, 4, 8, 9, 10”  stipulate con la Manutencoop FM S.p.A. e CNS Consorzio Nazionale Servizi  società cooperativa, attive dal 25.11.2013, avvalendosi della clausola  risolutiva espressa di cui all’art. 11, comma 2, delle Condizioni Generali  della Convenzione ai sensi e per gli effetti dell’art. 1456 c.c. per fatto e  colpa del fornitore.
I  servizi e le forniture cui si riferisce la richiesta di parere sono soggetti al  regime giuridico delle convenzioni di cui all’art. 26, l. 23.12.1999, n. 488 e  art. 58, l. 23.12.2000, n. 388. In particolare, l’obbligo per le istituzioni  scolastiche di ricorrere a tale sistema giuridico di gare è stato introdotto  all’art. 1, comma 449, l. 27.12.2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) che ha  previsto che tutte le amministrazioni statali centrali e periferiche, inclusi gli  istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le  istituzioni universitarie (…), abbiano l’obbligo di approvvigionarsi  utilizzando le convenzioni-quadro come disciplinate secondo il sistema di cui agli  artt. 26, l. 488/1999 e 58, l. 388/2000.
Il  Ministero solleva i seguenti quesiti:
1)  con riferimento ai servizi di pulizia, il Ministero domanda di sapere se, a  seguito dell’avvenuta risoluzione delle convenzioni da parte della stazione  appaltante (Consip S.p.A.), ai sensi dell’art. 1456 c.c., i dirigenti  scolastici, in qualità di firmatari sino al termine del corrente anno  scolastico dei contratti di acquisto dei servizi di pulizia in adesione alle  medesime Convenzioni risolte, siano a loro volta tenuti alla risoluzione degli  stessi contratti “attuativi” delle convenzioni Consip, ciò anche in  considerazione dell’obbligo di assicurare la permanenza di idonee condizioni  igienico-sanitarie nelle scuole, ove si svolge un servizio pubblico essenziale,  mediante l’erogazione del servizio di pulizia senza soluzione di continuità;
2)  con riferimento al progetto “Scuole belle”, il Ministero chiede di sapere se  alla situazione venutasi a creare con la risoluzione delle Convenzioni medesime  sia o meno analogicamente applicabile quanto disposto dal richiamato art. 2,  commi 2-bis e 2-bis1, d.l. 58/2014, convertito dalla l. 87/2014 e modificato  dall’art. 1, d.l. 42/2016 convertito dalla l. 89/2016 nel senso che la  condizione di una convenzione risolta ex art. 1456 c.c. sia di fatto assimilabile a quella di una convenzione scaduta o  non ancora attivata e se le istituzioni scolastiche delle regioni ricomprese  nei lotti interessati dalla risoluzione possano legittimamente effettuare  acquisti di servizi di manutenzione ordinaria dalle imprese che occupano ex lavoratori socialmente utili secondo  quanto previsto dal progetto “Scuole belle”; in tal caso il Ministero domanda  se siano applicabili le condizioni stabilite dall’art. 2, comma 2-bis per le ipotesi di convenzione non  ancora attiva ovvero quelle indicate al successivo comma 2-bis1 per le ipotesi di convenzioni scadute;
3)  con riferimento al lotto 4 della convenzione risolta da Consip S.p.A., rispetto  al quale per la provincia di Roma il Consorzio Nazionale dei Servizi (CNS) ha  sottoscritto contratto di subappalto di servizio con Roma Multiservizi S.p.A.,  il Ministero domanda se sia possibile autorizzare la proroga del subappalto e se  il Ministero sia in generale competente per tali autorizzazioni.
Nelle  note indirizzate all’attenzione dell’Autorità, il Ministero solleva i quesiti  evidenziando come gli stessi attengano a esigenze di tutela dell’interesse alla  concorrenza, come da segnalazione ANAC di cui alla Delibera n. 376/2016, a  esigenze di tutela alla continuità nell’erogazione dei servizi negli istituti  scolastici e a esigenze di tutela del livello occupazionale.

Ritenuto  in diritto
Prima  di riscontrare i quesiti sollevati, si ritiene di dover richiamare  sinteticamente taluni passaggi della posizione già assunta dall’ANAC con l’Atto  di segnalazione approvato con Delibera n. 376 del 2 marzo 2016 con il quale  l’Autorità evidenziò le criticità del regime giuridico introdotto con l’art. 2,  d.l. 58/2014 sia sotto il profilo della compatibilità con il principio di  concorrenza sia sotto il profilo della compatibilità con principio di  economicità dell’agire pubblico.
L’Autorità  segnalò in particolare come l’introduzione di un regime derogatorio rispetto  all’assetto normativo vigente, per quanto determinato dall’obiettivo di  salvaguardia di talune categorie di lavoratori, comporti un effetto restrittivo  sull’accesso al mercato ponendo «alcuni fornitori di servizi in una situazione  privilegiata rispetto ai propri concorrenti, peraltro in un contesto di  posizioni già “consolidate” in partenza, in contrasto con il principio di  concorrenza, di cui all’art. 2, co. 1, del Codice, teso a garantire l’apertura  del mercato a una concorrenza “effettiva”»; d’altra parte, l’Autorità evidenziò  anche gli effetti distorsivi sull’economicità degli affidamenti di servizi  considerato che le stazioni appaltanti acquisiscono servizi non necessariamente  in linea con le migliori condizioni di mercato, tenuto conto anche degli  effetti della verificata intesa restrittiva della concorrenza sui prezzi degli  affidamenti nelle zone in cui la convenzione Consip non è attiva e dove occorre  tenere conto del prezzo medio di aggiudicazione per ciascuna area omogenea.  Secondo l’orientamento espresso dall’Autorità nella segnalazione n. 376/2016  «le condizioni economiche alle quali i servizi sono acquistati risultano  alterate sotto un duplice profilo: da una parte per la mancata adozione di  procedure ad evidenza pubblica per via delle proroghe normative e dall’altra  dalla prosecuzione dei servizi a condizioni economiche – quelle della gara  Consip – non espresse da un reale confronto concorrenziale tra le imprese»;  pertanto, nell’occasione l’Autorità segnalò la necessità di un intervento  urgente affinché la gestione dei servizi sia riportata «nell’alveo delle  ordinarie procedure di affidamento previste dal Codice dei contratti pubblici»  auspicando che nel futuro non si ricorra all’utilizzo di sistemi derogatori  come le proroghe che, anche quando ispirate da ragioni sociali, non risultano  essere lo strumento idoneo a tutelarle.
Nel  riscontrare i quesiti sollevati, non può non tenersi conto anche delle  indicazioni contenute nell’atto di segnalazione con il quale l’Autorità ha  evidenziato le criticità del sistema normativo introdotto in deroga al regime  concorrenziale nell’ambito del progetto “Scuole belle”.
Si  osserva, pertanto, quanto segue.
1)Il Ministero chiede se, a seguito  dell’avvenuta risoluzione delle convenzioni da parte della stazione appaltante  (Consip S.p.A.), ai sensi dell’art. 1456 c.c., i dirigenti scolastici,  firmatari dei contratti di acquisto dei servizi di pulizia in adesione alle  medesime Convenzioni risolte, siano a loro volta tenuti alla risoluzione degli  atti negoziali attuativi delle convenzioni Consip, ciò anche in considerazione  dell’obbligo di assicurare la permanenza di idonee condizioni  igienico-sanitarie nelle scuole, ove si svolge un servizio pubblico essenziale,  mediante l’erogazione del servizio di pulizia.
La gara indetta da Consip S.p.A.  prevedeva una suddivisione in tredici lotti geografici e la stipula di una  convenzione con l’aggiudicatario di ciascun lotto; la convenzione ha natura di  contratto “quadro”, stipulata da Consip S.p.A. per conto delle amministrazioni  aderenti, che costituisce la fonte dell’obbligo giuridico  dell’aggiudicatario-fornitore di «accettare gli Ordinativi Principali di  Fornitura delle Pubbliche Amministrazioni» (punto II.2.1 del bando di gara). La  fattispecie contrattuale si perfeziona con la sottoscrizione dell’accordo con  l’amministrazione richiedente i servizi attraverso l’ordinativo di fornitura  che può assumere anche la forma di un contratto aggiuntivo. Infatti, il  “contratto attuativo” con l’amministrazione richiedente i servizi  all’aggiudicatario è definito come l’«atto  stipulato dalle amministrazioni contraenti con il fornitore mediante  l’ordinativo principale di fornitura, compresi i relativi atti aggiuntivi e  ordini di intervento, che recepisce l’insieme delle prescrizioni e condizioni  fissate nella convenzione e relativi allegati» (cfr. art. 2, comma 1, lett. f  della convenzione-quadro).
La risoluzione delle convenzioni  disposta da Consip ai sensi dell’art. 1456 c.c. nei confronti degli operatori  economici aggiudicatari dei lotti rispetto ai quali l’indagine dell’AGCM ha  accertato l’intesa restrittiva della concorrenza si ritiene che travolga anche  gli atti attuativi, ordinativi di fornitura o contratti aggiuntivi, cui deve  ricollegarsi il perfezionamento dell’appalto come espressione di una  fattispecie contrattuale a formazione progressiva.
Rispetto agli atti negoziali  attuativi la convenzione Consip costituisce un atto negoziale presupposto del  successivo accordo contrattuale attuativo.
La questione può assumere connotati  diversi rispetto ai contratti  in corso di esecuzione in proroga sottoscritti in aree senza convenzioni Consip  o con convenzioni sospese dove il corrispettivo è stato determinato,  nell’ambito del regime legale di proroga ex  lege, sulla base del prezzo di aggiudicazione medio per aree omogenee ove  si sia tenuto conto anche del prezzo di aggiudicazione delle convenzioni  risolte per intesa restrittiva della concorrenza.
Tali situazioni presentano un  profilo di irregolarità, ma la risoluzione dei contratti sottoscritti dagli  istituti scolastici con operatori economici diversi da quelli oggetto della  censura dell’AGCM potrebbe non configurarsi come atto dovuto da parte  dell’istituto scolastico né come conseguenza automatica della risoluzione della  convenzione Consip. D’altra parte, lo stesso ordinamento giuridico a fronte  dell’illegittima aggiudicazione di una gara, accertata giudizialmente con  conseguente annullamento giurisdizionale del provvedimento di aggiudicazione,  non prevede l’automatica caducazione del contratto sottoscritto sulla base del  presupposto provvedimento di aggiudicazione annullato, contemplando la  possibilità di una valutazione in concreto del giudice in ordine  all’inefficacia del contratto stipulato (art. 121 c.p.a.). Se tale è stato  l’orientamento del legislatore rispetto al rapporto tra annullamento  dell’aggiudicazione e efficacia del contratto, a maggior ragione si ritiene  soggetta a valutazione discrezionale dell’istituto scolastico la decisione di  risolvere il contratto o di recedere rispetto agli ordinativi di forniture  sottoscritti in buona fede da entrambe le parti contrattuali laddove il prezzo  di aggiudicazione sia stato condizionato anche dall’importo di aggiudicazione  della convenzione risolta.
2) Con il secondo quesito sollevato il Ministero domanda se  possa equipararsi la condizione di una convenzione risolta ex art. 1456 c.c. a quella di una convenzione scaduta o non ancora  attivata.
Al riguardo si ritiene di dover esprimere parere nel senso  che la situazione venutasi a creare nei lotti in cui la convenzione Consip è  stata risolta non appare normativamente equiparabile alla situazione presente  nelle aree geografiche dove la convenzione è stata stipulata sulla base di una  procedura di gara regolare e sia scaduta per ordinaria decorrenza dei termini  laddove la norma eccezionalmente consente alla stessa convenzione Consip S.p.A.  di avere prorogata l’efficacia non oltre la data del 31 agosto 2017.
La situazione venutasi a creare nelle aree geografiche in  ragione delle convenzioni risolte non appare nemmeno potersi equiparare alla  situazione vigente nelle aree in cui alcuna convenzione Consip è stata attivata  laddove la norma giustifica la continuazione degli affidamenti agli operatori  economici già insistenti nell’aprile 2014.
La disciplina contenuta all’art. 2, d.l. 58/2014 esprime un  regime giuridico in deroga al regime giuridico concorrenziale degli affidamenti  di contratti pubblici e necessita di un’interpretazione ed applicazione  restrittive.
Ne consegue che ove la risoluzione della convenzione da parte  di Consip S.p.A. determini la caducazione degli ordinativi di fornitura, nelle  more dell’attivazione delle nuove convenzioni Consip le istituzioni scolastiche  dovranno provvedere ai nuovi affidamenti ai sensi di legge e con procedure  autonome ai sensi del d.lgs. 50/2016.
3) In relazione al quesito relativo  al lotto 4 della convenzione risolta da Consip S.p.A. e le conseguenze della  disposta risoluzione rispetto all’esito del subappalto sottoscritto tra il  Consorzio Nazionale dei Servizi (CNS) e la Roma Multiservizi S.p.A., occorre  tenere conto dei principi generali regolanti la fattispecie negoziale del  subcontratto cui deve ricondursi il subappalto disposto nel caso di specie ai  sensi dell’art. 118, d.lgs. 163/2016.
In quanto sub-contratto, la  sub-fornitura in esame si configura come fattispecie negoziale derivata e  accessoria rispetto al contratto di appalto base dove il rapporto contrattuale  intercorrente tra le parti è distinto rispetto al rapporto contrattuale  principale così come l’oggetto del subcontratto deriva dalle prestazioni  previste dal contratto base.
L’amministrazione contraente e  Consip S.p.A. restano estranee al contratto di subappalto come specificato  anche espressamente dal disciplinare di gara ove si legge che il subappalto  «non comporta alcuna modificazione agli obblighi e agli oneri  dell’aggiudicatario che rimane unico e solo responsabile nei confronti delle  Amministrazioni contraenti e della Consip S.p.A. delle prestazioni  subappaltate».
L’autorizzazione al subappalto -  che sulla base del disciplinare di gara (art. 9) sembrerebbe di competenza di  Consip S.p.A. - risulta condizionata dalla validità e dall’efficacia del  rapporto contrattuale principale costituito tra le parti in ragione della  sottoscrizione della convenzione Consip e dell’ordinativo di fornitura e/o  contratto attuativo.
La natura derivata del rapporto  comporta che lo stesso sia condizionato dalle vicende che attengono al rapporto  base cosicché deve ritenersi applicabile il principio secondo cui le vicende  del rapporto base incidono sulle vicende del rapporto derivato e la risoluzione  del rapporto base determina lo scioglimento del subcontratto derivato  (espressione di tale principio generale è l’art. 1595, comma 3, c.c. che in  tema di sublocazione statuisce: «Senza  pregiudizio delle ragioni del subconduttore verso il sublocatore, la nullità o  la risoluzione del contratto di locazione ha effetto anche nei confronti del  subconduttore»).
Ne consegue per il caso sottoposto  all’esame dell’Autorità che gli istituti scolastici, soggetti terzi rispetto al  rapporto di subappalto, non possono che prendere atto dell’avvenuta perdita di  efficacia del contratto di subappalto in ragione dell’avvenuta risoluzione del  contratto base.

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione,  che:

       
  1. la risoluzione delle convenzioni disposta da Consip  ai sensi dell’art. 1456 c.c. produce effetti anche rispetto agli atti  contrattuali attuativi, siano essi ordinativi di fornitura o contratti  aggiuntivi, cui deve ricollegarsi il perfezionamento dell’appalto come  espressione di una fattispecie contrattuale a formazione progressiva;
  2.    
  3. la  situazione venutasi a creare nei lotti in cui la convenzione Consip è stata  risolta non è normativamente equiparabile alla situazione presente nelle aree  geografiche dove la convenzione sia scaduta o non sia stata mai attivata l’art.  2, d.l. 58/2014 dovendo essere interpretato restrittivamente;
  4.    
  5. le vicende del  contratto di appalto risolto incidono sulle vicende del subappalto in quanto  rapporto derivato con la conseguenza che la risoluzione dell’uno determina lo  scioglimento del secondo.

 

Raffaele  Cantone  

 

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 16  febbraio 2017
Il Segretario Maria Esposito

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