DELIBERA N. 208  DEL  1 marzo 2017


OGGETTO: Procedura di gara indetta da STP Spa per  il sub-affidamento dei servizi relativi alle linee di TPL extra-urbane  Molfetta-Taranto e Gravina in Puglia-Taranto – Contratto di servizio tra  Co.Tr.A.P. e STP Spa – Richiesta parere. 
AG  7/2017/AP

Contratti  pubblici settori speciali – Consorzi stabili – subaffidamento e subappalto
I consorzi stabili possono assegnare le  prestazioni oggetto del contratto d’appalto ai soli consorziati per i quali, in  fase di presentazione dell’offerta, hanno dichiarato di partecipare, per cui  ogni ulteriore affidamento ad altre imprese, soprattutto se consorziatesi  successivamente all’espletamento della gara, devi ritenersi illegittimo.  Inoltre, poiché a differenza delle  riunioni temporanee di imprese il consorzio stabile opera come unica  controparte del rapporto di appalto sia nella fase di gara che in quella di  esecuzione del contratto, e in relazione alle singole consorziate opera sulla  base di un rapporto organico, di modo che le attività compiute dalle  consorziate siano imputabili organicamente al consorzio, è da ritenere  inammissibile un eventuale rapporto di subappalto tra il consorzio stabile ed  un proprio consorziato, proprio in ragione del rapporto di immedesimazione  interorganica che lega il secondo al primo. Per la stessa motivazione e logica  conseguenza deve escludersi che un consorziato esecutore dei lavori, servizi o  forniture affidi in subappalto questi ultimi ad altro consorziato, in quanto  entrambi appartenenti alla medesima struttura giuridica, quindi riconducibili  ad un unico centro decisionale. Del tutto diversa è, in via generale,  l’eventualità che il consorzio affidi in subappalto i lavori, i servizi o le  forniture a soggetti estranei alla compagine consortile e in possesso di  adeguati requisiti, essendo ciò consentito alla luce del combinato disposto  degli artt. 45, comma 2, lett. c), 114 e 118 del d.lgs. n. 50/2016.
Articoli  45, comma 2, lett. c), 114 e 118 del d.lgs. n. 50/2016

Il Consiglio


Visto il decreto legislativo n. 50/2016 e  s.m.i.;

Visto l’appunto dell’Ufficio Precontenzioso  e Pareri;

Considerato  in fatto
Con note del 26 agosto, del 30  agosto e del 5 settembre 2016, acquisite in pari date, rispettivamente, al  prot. gen. ANAC n. 125875, n. 126269 e  n. 128505, la società STP Spa – attraverso l’Amministratore Delegato e il  Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Pubblicità e  Trasparenza – ha richiesto un parere circa la legittimità del proprio operato  in merito all’indizione della procedura di gara indicata in oggetto, nonché  sulla legittimità della pregressa modalità di gestione dei sub-affidamenti da  parte delle precedenti amministrazioni della STP e relative, reiterate proroghe  del servizio a operatori economici individuati senza apposita procedura ad  evidenza pubblica.
Al fine di rilasciare il  richiesto parere, appare indispensabile ricostruire sinteticamente l’intera  vicenda come portata all’attenzione dell’Autorità da parte dell’istante.
A fine dicembre 2004 la  Regione Puglia concedeva in affidamento il servizio di trasporto pubblico  locale al Consorzio Trasporti Aziende Pugliesi (di seguito COTRAP) all’esito di  una gara pubblica.
Il Consorzio aggiudicatario,  secondo quanto previsto dal proprio Statuto e dal proprio Regolamento,  ripartiva tra le imprese consorziate i vari servizi di tpl ricevuti in  affidamento dalla Regione. Il citato Regolamento prevede che ogni impresa “conserva la propria autonomia e la propria  responsabilità tecnico-amministrativa”.
La STP, in qualità di  principale consorziata, risultava assegnataria (con contratto di servizio del  22.3.205) di una quota molto rilevante dei suddetti servizi di tpl.
Con delibera del 22.2.2013 e  successivi distinti contratti dell’1.4.2013, il CDA della STP, con il parere  favorevole del Consorzio, subaffidava ad altre due distinte imprese consorziate  l’espletamento dei propri servizi di tpl sulle linee extraurbane  Molfetta-Taranto e Gravina in Puglia-Taranto. Ciò è stato possibile in ragione  di una espressa previsione (art. 13) contenuta nel contratto di servizio tra il  Consorzio e la STP a tenore della quale «l’Impresa,  sentito il parere vincolante del ‘Consorzio affidante’, può subaffidare quote  di servizi complessivamente non superiori al 20% nel pieno rispetto di quanto  previsto dall’art. 17 del T.U., ad altri soggetti dotati dei requisiti di  idoneità morale, finanziaria e professionale, previsti dalla vigente normativa  sull’accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada»
I suddetti contratti di  subaffidamento indicavano tassativamente la data del 31.12.2013 quale data di  scadenza dei rapporti, con facoltà di proroga in capo a STP.
Alla scadenza dei contratti, i  vari CDA susseguitisi in STP hanno concesso, peraltro in assenza di qualsiasi  motivazione, un totale di 11 proroghe, fino alla data del 30.6.2016; data in  cui l’attuale amministrazione di STP ha ritenuto di interrompere la sequenza di  proroghe e così iniziando a svolgere in proprio i servizi in discussione nelle  more della indizione di una procedura di subaffidamento ad evidenza pubblica.
Inoltre, nel corso dello  svolgimento dei servizi in proroga si è proceduto anche ad un aumento dei  corrispettivi pattuiti a favore dei subaffidatari (pari a euro 0,10/Km, così  passando da 1,30 euro/Km a 1,40 euro/Km a decorrere dal 1° gennaio 2015) ai  fini dell’adeguamento degli stessi all’inflazione.
Nel mese di agosto 2016 la STP  procedeva pertanto con l’indizione di una procedura di gara per il  subaffidamento dei servizi di tpl indicati in oggetto “a condizioni sostanzialmente analoghe a quelle oggetto dei precedenti  contratti” (affidati senza gara).
Tuttavia, con nota del  25.8.2016, il Consorzio richiedeva formalmente alla STP di annullare “qualsivoglia improprio sub-affidamento a  terzi” e precisava, altresì, che in mancanza il Consorzio medesimo sarebbe  stato costretto “ad attivare le procedure  di cui agli articoli indicati in oggetto [ovvero gli articoli 13-18 e 19,  lett. h) – n.d.r.], nonché quelli previsti dallo Statuto e  Regolamento vigente”, consistenti nell’applicazione di sanzioni pecuniarie  e fino alla risoluzione del contratto di servizio.
Con nota del 26.8.2016, la STP  riscontrava la diffida del Consorzio sostenendo la piena legittimità del  proprio operato essenzialmente basata su una dichiarata, corretta  interpretazione delle norme del contratto di servizio e del T.U. sulla  disciplina del trasporto pubblico locale della regione Puglia (L.R. 31 ottobre  2002, n. 18) ma, in ogni caso, rinviando “qualsivoglia  ulteriore valutazione all’esito della pronuncia dello specifico parere  richiesto” all’ANAC.
Infine, con una nota del  29.8.2016, il Consorzio reiterava la diffida di cui alla nota del 25.8.2016  negando che il parere favorevole rilasciato per i precedenti subaffidamenti e  le relative proroghe, obbligatoriamente richiesto dall’art. 13 del contratto di  servizio più volte citato, potesse considerarsi automaticamente estensibile  alla decisione di STP di bandire una gara pubblica per procedere ai nuovi  subaffidamenti. 

Ritenuto  in diritto
Il principale quesito, dunque,  che la società STP sottopone al vaglio di questa Autorità si può ricondurre  alla duplice domanda se la STP possa subaffidare a terzi le tratte di tplr ad  essa affidate dal Consorzio COTRAP e, in caso affermativo, se possa farlo con  gara pubblica.

Per dare risposta a tali  quesiti giova ricostruire brevemente il quadro procedurale, normativo e  contrattuale entro cui si inscrive l’intera vicenda sottoposta a  valutazione. 
Il Consorzio COTRAP risulta  essere l’attuale affidatario dei servizi di trasporto pubblico locale  automobilistico afferenti ai servizi minimi della Regione Puglia e Provincia di  Bari in quanto aggiudicatario di una gara svoltasi nel 2004 secondo le  disposizioni del Testo Unico sul trasporto pubblico locale della Regione Puglia  (L.R. n.18/2002) 1.
Dal contratto di servizio  stipulato tra il Consorzio e la STP in data 22 marzo 2005 emerge che il COTRAP  ha sottoscritto in data 29.12.2004 e 21.1.2005 il contratto di servizio con  l’Ente affidante “in nome proprio e per  conto delle imprese consorziate” e pertanto appare ragionevole dedurre, pur  in assenza della documentazione afferente alla gara in questione, che obiettivo  del Consorzio era quello di provvedere alla successiva, immediata distribuzione  delle diverse quote del servizio tra tutte le imprese consorziate secondo il  principio espresso nell’art. 9 del Regolamento di organizzazione del Consorzio  medesimo, ovvero quello della assegnazione “a  ciascuna impresa consorziata di una percentuale di servizi proporzionale ai  servizi già esercitati in ciascuna rete, nei bacini o sub bacini e sulle tratte  in cui opera la stessa”.
Il successivo art. 10 del  Regolamento disciplina l’ipotesi in cui l’Autorità competente disponga una  intensificazione dei servizi prevedendo che in tali casi i servizi ulteriori  siano di competenza esclusiva dell’impresa che già svolge il servizio “salvo che la stessa non abbia le capacità  tecniche per provvedervi”. Ricorrendo tale ipotesi, “il servizio verrà svolto direttamente dal Consorzio o sub affidato ai  sensi dell’art. 17 della Legge Regionale n. 18 del 31 ottobre 2002”.
L’art. 17 del sopra citato  Testo Unico stabilisce che «Il soggetto  gestore dei servizi di TPRL può dare in sub affidamento, previa autorizzazione  dell’ente affidante, nei cui confronti rimane comunque unico responsabile,  quote di servizi complessivamente non superiori al 20% dei servizi gestiti ad  altri soggetti dotati dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e  professionale previsti dalla vigente normativa. I soggetti sub affidatari sono  individuati dal soggetto sub affidante tramite procedure concorsuali di cui  all’art. 16, preferendo, a parità di altre condizioni, i precedenti gestori  operanti nel bacino interessato».
Siffatta norma è stata poi  pedissequamente riprodotta tanto nel contratto di servizio tra Regione Puglia e  COTRAP che in quello tra quest’ultimo e la STP nel medesimo art. 13, a tenore  del quale sia COTRAP che STP possono «subaffidare quote di servizi complessivamente non superiori al 20% nel pieno  rispetto di quanto previsto dall’art. 17 del T.U., ad altri soggetti dotati dei  requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale, previsti dalla  vigente normativa sull’accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori  su strada», purché in presenza di previa autorizzazione da parte della  Regione, nel caso di COTRAP, e di parere vincolante da parte di COTRAP, nel  caso della STP.
Le suddette disposizioni,  tuttavia, in assenza della documentazione afferente alla gara del 2004 e di  specifichi chiarimenti sul punto da parte dell’istante, risultano di difficile  inquadramento normativo e di ancora più incerta applicazione.
Atteso che il ‘subaffidamento’  di cui trattasi non può essere inteso come ‘subappalto’, in ragione del  peculiare e diverso iter procedimentale richiesto dalla legge regionale rispetto alle disposizioni  normative che regolavano e regolano tuttora tale istituto, si deve ritenere –  in assenza di altro fondamento normativo – che con l’art. 17 la Regione Puglia  abbia voluto introdurre una disciplina specifica di settore, le cui finalità  potrebbero indirettamente desumersi dal Regolamento di organizzazione di  COTRAP. In altri termini, potrebbe trattarsi di una previsione che fornisce una  copertura per l’ipotesi in cui il gestore dei servizi, e nel caso di specie il  Consorzio affidatario, non riesca a far fronte all’ampliamento/intensificazione  dei servizi già resi o alla istituzione di nuovi servizi da parte degli enti  pubblici competenti né con la loro assegnazione alle imprese consorziate né con  mezzi e personale propri (v. in tal senso l’art. 10 del Regolamento).           
Come già più sopra accennato,  la facoltà riconosciuta dalla legge regionale all’ente affidatario di  subaffidare una minima quota dei servizi di trasporto (nella misura del 20%) di  cui è risultato aggiudicatario con l’acquisizione di una autorizzazione  preventiva dell’ente affidante e mediante una gara pubblica, si è inteso  riconoscerla anche alle società consorziate cui il COTRAP ha attribuito i  servizi di trasporto da svolgere per la Regione o, quantomeno, è stata  sicuramente riconosciuta alla STP (v. art. 13 del contratto di servizio).
Tale facoltà assume  particolare importanza nella vicenda in esame posto che dalla documentazione  prodotta dall’istante risulta che essa è stata utilizzata dalla STP per  subaffidare, con il parere favorevole del Consorzio, ad altri 2 consorziati le  linee di tplr menzionate nella premessa, fino alla decisione  dell’Amministrazione attualmente in carica di reinternalizzare tali servizi  (dopo ben 11 proroghe concesse dai precedenti Amministratori della STP sempre  in accordo con il Consorzio), senza tuttavia procedere ad alcun tipo di  confronto competitivo, come invece previsto dalla disciplina contrattuale e  normativa richiamata e, quindi, in modo sostanzialmente illegittimo.
D’altra parte, le situazioni  astrattamente prospettabili sono sostanzialmente due e in entrambi i casi la  conclusione non può che essere quella testé espressa: nella prima si deve presumere  che le due imprese che hanno svolto in affidamento diretto (con successive  proroghe) i servizi di trasporto relativi alle due tratte indicate in oggetto  facessero già parte del Consorzio affidatario, mentre nella seconda che esse si  siano consorziate solo in epoca successiva allo svolgimento della gara. Nel  primo caso, atteso che COTRAP, una volta divenuto aggiudicatario della gara del  2004, non ha affidato alcuna parte dei servizi di tplr alle due imprese in  questione, si deve ritenere che queste – pur già facenti pare del Consorzio – non  fossero state indicate, al momento della presentazione dell’offerta, come  soggetti destinatari di alcuno dei servizi oggetto di appalto; pertanto, poiché  la normativa applicabile, ratione  temporis, alla gara del 2004 prevedeva – come oggi – l’obbligo da parte dei  consorzi partecipanti di indicare i singoli consorziati per conto dei quali  concorrevano (v. art. 23, comma 3 del d.lgs. n. 158/95), le due imprese in  questione in ogni caso non avrebbero potuto essere affidatarie dirette di  alcuna prestazione oggetto del contratto di servizio tra Regione e COTRAP, né  da parte di quest’ultimo né tantomeno da parte della STP (o di altro  consorziato ‘subaffidatario’). Nel secondo caso sarebbe ancora più manifesta  l’illegittimità dei due sub-affidamenti in contestazione: se infatti si  consentisse a soggetti inizialmente estranei alla compagine consortile di  consorziarsi successivamente alla procedura di gara, in esito alla quale il  consorzio è divenuto aggiudicatario, al solo fine di farsi attribuire  direttamente, ovverosia senza alcuna procedura competitiva, quote dei servizi  oggetto di appalto si determinerebbe una illegittima elusione non solo delle  norme generali che regolano gli appalti pubblici, ma anche delle disposizioni speciali  e di settore (ancora attualmente) vigenti nella Regione Puglia.

Poiché, però, interesse della  STP è, allo stato, capire se sulla base della normativa regionale ancora in  vigore, nonché del Regolamento COTRAP e del contratto di servizio, le sia  consentito appaltare a terzi in subaffidamento tratte ad essa affidate e, in  caso di risposta affermativa, quale procedura utilizzare, appare inevitabile  interrogarsi sulla legittimità dell’identica previsione contenuta nel contratto  di servizio tra COTRAP e STP alla luce delle norme in materia di affidamento di  servizi pubblici locali, di consorzi stabili e di subappalto.  
Per quanto concerne la gestione dei servizi  pubblici locali, appare opportuno ricordare per sommi capi quali siano  attualmente le modalità di affidamento ammesse dalla legge: a) affidamento mediante procedura ad  evidenza pubblica; b) affidamento a  società mista, il cui socio privato sia stato scelto con procedura a evidenza  pubblica; c) gestione diretta, con  affidamento in house; d) gestione  in economia o mediante azienda speciale, limitatamente ai servizi diversi da  quelli a rete.
Nel caso di specie, la  circostanza – più volte sottolineata nella richiesta di parere – che la STP sia  una società in controllo pubblico non assume alcun rilievo atteso che essa si  trova a gestire parte dei servizi di tpl della Regione Puglia sulla base di un  presupposto affatto diverso da ciascuna delle modalità di affidamento dianzi  descritte.
La STP, infatti, svolge i  servizi di tplr sulla base di atti regolamentari e contrattuali tutti interni  al Consorzio di cui fa parte e quindi essenzialmente in ragione delle norme in  materia di affidamento dei contratti pubblici ai consorzi stabili.
In ogni caso, volendo  presumere che nella gara con cui nel 2004 la Regione Puglia ha affidato al  COTRAP i servizi in discussione il Consorzio medesimo abbia partecipato indicando  – come già allora previsto dall’art. 23, comma 3 del d.lgs. n. 158/95 (recante “Attuazione  delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE relative alle procedure di appalti nei  settori esclusi”) – che  concorreva in nome proprio e per conto delle singole imprese consorziate, tale  indicazione doveva e deve tuttora ritenersi vincolante, cosicché i consorziati esecutori possono essere solo  quelli indicati (o desumibili) in sede di partecipazione alla gara. Da ciò  discende anche, a fortiori, che  un’impresa divenuta socia del consorzio solo in epoca successiva  all’espletamento della gara, non possa poi eseguire i lavori aggiudicati al  consorzio stesso.
In  ordine poi alla questione di un eventuale utilizzo dello strumento del  subappalto occorre precisare che, poiché a differenza delle riunioni temporanee  di imprese il consorzio stabile opera come unica controparte del rapporto di  appalto sia nella fase di gara che in quella di esecuzione del contratto, e in  relazione alle singole consorziate opera sulla base di un rapporto organico, di  modo che le attività compiute dalle consorziate siano imputabili organicamente  al consorzio, è da ritenere inammissibile un eventuale rapporto di subappalto  tra il consorzio stabile ed un proprio consorziato, proprio in ragione del rapporto  di immedesimazione interorganica che lega il secondo al primo. Per la stessa  motivazione e logica conseguenza deve escludersi che un consorziato esecutore  dei lavori, servizi o forniture affidi in subappalto questi ultimi ad altro  consorziato, in quanto entrambi appartenenti alla medesima struttura giuridica,  quindi riconducibili ad un unico centro decisionale. 
Del  tutto diversa è, in via generale, l’eventualità che il consorzio affidi in  subappalto i lavori, i servizi o le forniture a soggetti estranei alla  compagine consortile e in possesso di adeguati requisiti, essendo ciò  consentito alla luce del combinato disposto degli artt. 45, comma 2, lett. c),  114 e 118 del d.lgs. n. 50/2016.
Nel  caso in esame, poi, non assumerebbe alcun rilievo contrario la circostanza che  l’art. 13 del contratto di servizio stipulato tra Regione Puglia e COTRAP  preveda il “pieno rispetto di quanto  previsto all’art. 17 del T.U.” (ovvero l’obbligo di esperire una procedura  competitiva) per il subaffidamento di una quota (massima del 20%) del complesso  dei servizi assegnati al Consorzio medesimo poiché tale norma contrattuale  disciplina – come detto – una ipotesi diversa dal subappalto propriamente  inteso.
Altro  discorso deve farsi, invece, per le consorziate che eseguono parte della  prestazione dedotta nel contratto principale e, nel caso che ci occupa, per la  STP che ha sollevato il problema con la richiesta di parere in oggetto.
Ancora  una volta per il corretto inquadramento della questione, ovvero quella della  possibilità da parte di STP di provvedere direttamente e autonomamente al  subappalto di una quota dei servizi ad essa assegnati dal Consorzio  affidatario, soccorre il richiamo ai principi generali in materia di consorzi  stabili e subappalto.
Per  le motivazioni più sopra esplicitate, il consorzio, e non i singoli  consorziati, è l’interlocutore della stazione appaltante e dunque il soggetto  che è responsabile nei confronti della stazione appaltante dell’esecuzione  dell’appalto anche quando non esegue in proprio le prestazioni ma tramite i  consorziati. L’istituto del subappalto consiste nel  contratto derivato con il quale i soggetti (individuali o collettivi)  aggiudicatari di un contratto pubblico possono “affidare a terzi l'esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni  oggetto del contratto di appalto” in deroga al divieto generale a pena di  nullità, di cessione del contratto pubblico (art. 105, comma 1) e nei limiti   delle condizioni di legge (art. 105, comma 2), secondo una precisa e  attenta procedimentalizzazione sia in fase di gara, sia in fase di esecuzione.
Nella  disciplina del sub-affidamento a terzi di parti della prestazione, il Codice  distingue due diverse fattispecie, includendo solo la prima nell’istituto del  subappalto e lasciando la seconda allo spazio garantito all’autonomia privata  dell’impresa di svolgere le proprie relazioni economiche con terzi, mediante  contratto, senza che ciò sia sottoposto al complesso procedimento  autorizzatorio dell’art. 105. In tal senso, è considerato subappalto “qualsiasi contratto avente ad oggetto  attività del contratto di appalto ovunque espletate che richiedono l'impiego di  manodopera”. I contratti, diversi da quelli sopra indicati, sono  considerati sub-contratti, per i quali il terzultimo capoverso del comma 2,  sancisce, che “L’affidatario comunica  alla stazione appaltante, prima dell’inizio della prestazione, per tutti i  sub-contratti che non sono subappalti, stipulati per l’esecuzione dell’appalto,  il nome del sub-contraente, l’importo del sub-contratto, l’oggetto del lavoro,  servizio o fornitura affidati. Sono, altresì, comunicate alla stazione  appaltante eventuali modifiche a tali informazioni avvenute nel corso del  sub-contratto”
Alla  luce di tali premesse, citando una giurisprudenza ormai consolidata  secondo la quale “non è dubitabile  che il consorzio sia l'unico soggetto interlocutore dell'amministrazione  appaltante, che in quanto tale partecipa alla procedura non come mandatario ma  ex se come portatore di un interesse proprio, anche se finalisticamente  collegato allo scopo mutualistico delle consorziate, destinato ad assumere la  veste di parte del contratto, con relativa assunzione in proprio di tutti gli  obblighi, gli oneri e le responsabilità” (Cons. St., sez. VI, 29 aprile  2003 n. 2183), appare logica conseguenza che le imprese consorziate non possano  disporre, mediante contratti di subappalto, di obbligazioni di cui non sono  direttamente titolari; mentre, seguendo il medesimo ragionamento, non  perderebbero la facoltà di esercizio della loro autonomia contrattuale con  riferimento, però, alla sola facoltà di stipulare sub-contratti, permanendo in  ogni caso in capo alle singole consorziate l’obbligo di comunicare al Consorzio  affidatario e, tramite quest’ultimo, all’Ente affidante “il nome del sub-contraente, l’importo del sub-contratto, l’oggetto del  lavoro, servizio o fornitura affidati” come previsto dal Codice degli  appalti (prima dall’art. 118 e ora dall’art. 105).
Poiché  tale qualificazione non può attribuirsi ai ‘subaffidamenti’ disciplinati  dell’art. 13 del contratto di servizio stipulato tra COTRAP e STP e atteso che  non potrebbe neanche trattarsi di ipotesi di subappalto, si deve ritenere che  il citato art. 13 sia, di fatto, privo di qualsiasi effettiva possibilità  applicativa in quanto illegittimamente derogatorio, allo stato, della  disciplina generale in materia di consorzi stabili e subappalto.  

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in motivazione, che la  STP non possa autonomamente appaltare a terzi quote di servizi ad essa attribuite  da COTRAP sulla base del contratto di servizio, né attraverso la procedura di  cui all’art. 13, né attraverso l’istituto del subappalto.
Ritiene invece ammissibile che COTRAP, al  ricorrere delle condizioni previste dai contratti di servizio, dal Regolamento  e dallo Statuto, in conformità alle disposizioni del Codice appalti, possa  subappaltare parte dei servizi di tplr di cui risulta affidatario ad operatori  economici estranei alla compagine consortile.
Ritiene, infine, per le motivazioni che precedono,  che ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 18/2002 e dell’art. 13 del contratto di  servizio tra Regione Puglia e COTRAP, solo quest’ultimo possa provvedere al  subaffidamento della quota massima del 20% dei servizi ad asso affidati purché  in esito all’espletamento delle procedure concorsuali di cui all’art. 16 della  legge regionale citata.   
 

Il Presidente
Raffaele  Cantone

 

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio in data 10 marzo 2017

Il Segretario, Maria esposito

 


1 Il contratto di servizio tra Regione Puglia e COTRAP, a  norma del d.lgs. n. 422/97 e la L.R. Puglia n. 18/2002 a norma dei quali i  contratti di servizio del TPLR non possono avere durata superiore a 9 anni,  sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2013. Tuttavia la sua durata risulta  essere stata prorogata con Delibera G.R. n.1453 del 2.8.2013 per la durata di  anni quattro e mezzo a partire dal 1°gennaio 2014, previa verifica a cura degli  Enti competenti, delle condizioni previste dall’art. 4 par. 4 del Regolamento  (CE) n. 1370/2007 relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su  strada e per ferrovia.

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