DELIBERA  N. 948  DEL 13 settembre 2017

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo  18 aprile 2016, n. 50 presentata dalla GLOBALGEST S.r.l. – Procedura aperta per  l’affidamento in gestione a terzi del servizio di “manutenzione ordinaria degli impianti tecnologici della Caserma S. Ten. G. M. Barbarisi”, sede  dell’Accademia della Guardia di Finanza, Via dello Statuto 21- Bergamo. Importo a base di gara euro: 247.959,18. S.A.: Accademia della Guardia di Finanza  Bergamo.
PREC 53/17/S

Il giudizio di anomalia dell’offerta ha lo scopo di esaminare la serietà dell’offerta nel suo complesso sulla scorta delle  giustificazioni e/o chiarimenti forniti dall’interessato, valutando se la portata delle stesse sia modificativa sostanzialmente dell’offerta presentata, costituendo così una nuova offerta, ovvero sia specificativa della serietà  dell’offerta malgrado la evidenziata anomalia.
Artt. 86 e 88, d.lgs. 163/2006.

Il Consiglio

 

VISTA l’istanza di parere prot. n. 184174 del  13.12.2016 presentata dalla GLOBALGEST S.r.l. relativamente alla procedura aperta per l’affidamento in gestione a terzi del servizio di manutenzione ordinaria degli impianti tecnologici della Caserma S. Ten. G. M. Barbarisi, sede dell’Accademia della  Guardia di Finanza, Via dello Statuto 21- Bergamo;

VISTA in particolare, la doglianza sollevata  da parte istante in ordine alle presunte gravi irregolarità dell’offerta  presentata dalla società Techne Facility Management S.p.A., aggiudicataria  della procedura de qua, in quanto, in  sede di verifica di anomalia, risulterebbe essere stata modificata in maniera  sostanziale l’offerta economica presentata in gara in conseguenza della  variazione in aumento dell’elemento tecnico “ore di manodopera” (pari a 260 ore  di lavoro relativo alle manutenzioni preventive e programmate). La GLOBALGEST  S.r.l. sostiene che la differente percentuale di ribasso calcolata  dall’aggiudicatario è visibile anche in sede di verifica dell’anomalia ove è  passata, - nel computo fatto dall’aggiudicatario per giustificare il ribasso  del 33% offerto - dal 33,39% al 33,05%. Parte istante evidenzia, altresì, che  le ore di manodopera per le manutenzioni programmate passano da ore di  straordinario a ore di lavoro ordinario. Siffatta modifica delle modalità  esecutive e della ripartizione delle attività di manutenzione preventiva e  programmata secondo la GLOBALGEST S.r.l. ha consentito alla Techne Facility  Management S.p.A. di modificare un elemento dell’offerta originaria, in  violazione alla prescrizioni della lex  specialis secondo cui “il personale dedicato al nucleo fisso a disposizione  non potrà svolgere attività di manutenzione preventiva e programmata compresi  nel canone”;

VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in  data 2.3.2017;

VISTE le osservazioni formulate dalla  stazione appaltante con le quali illustra le principali decisioni assunte nel  corso della procedura, evidenziando che, con riferimento alla questione della  modifica percentuale di ribasso in sede di giustificazione dell’anomalia  dell’offerta da parte della Techne Facility Management S.p.A., la percentuale  di ribasso pari al 33% presentata è rimasta tale e non ha subito alcuna  modifica incrementativa. L’Accademia della Guardia di Finanza precisa che lo  scarto di punti percentuali (da 33,39% al 33,05%) risulta essere mera dimostrazione  di politiche gestionali che garantiscono di assicurare alla medesima più ampi  margini nel quale il 33% risulta ricompreso e garantito. Relativamente poi alla  questione della rimodulazione delle ore e dei costi della manodopera, la  stazione appaltante rappresenta che, tenuto conto che il criterio di  aggiudicazione della gara triennale prescelto è quello del prezzo più basso,  per la formulazione della graduatoria è stato richiesta una percentuale unica di  ribasso sull’importo a base d’asta. Precisa che, dall’analisi dell’offerta  economica della Techne Facility Management S.p.A. relativamente alla somma  complessiva del costo della manodopera, la stessa risultava pienamente in linea  con le cifre quantificate dagli altri offerenti; di contro il numero degli  addetti da impiegare e relativo monte ore di lavoro non appariva idonea. Tale  aspetto è stato oggetto di approfondimento in fase di valutazione dell’anomalia  dell’offerta nella quale l’impresa ha rimodulato il numero degli addetti, fermo  restando il rispetto totale del costo del lavoro indicato in offerta nonché delle tabelle salariali di settore;

VISTE le controdeduzioni inoltrate dalla Techne  Facility Management S.p.A. con le quali  sostiene che non vi sia stata alcuna modifica all’offerta presentata in sede di gara  pari a un ribasso del 33% sull’importo a base d’asta. Rappresenta l’impresa che « le diverse percentuali riportate in sede di giustificazioni (33,39% e 33,05%) costituiscono l’indicazione dello sconto astrattamente “offribile” alla  stazione appaltante, assumendo un utile d’impresa non inferiore al 3%. Essendo entrambe le predette percentuali di ribasso astratto superiori all’effettivo  ribasso offerto ne deriva la pacifica congruità dell’offerta che presenta un  utile di impresa superiore al 3%». Inoltre, evidenzia come non vi sia stata alcuna modifica al monte ore offerto in relazione alle attività di  programmazione ma unicamente una variazione delle modalità di computo dello  stesso. Il costo della manodopera è sempre stato pari a euro 17,61/ora;

RILEVATO che sulla questione può decidersi  ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di  precontenzioso di cui all’art. 211, d.lgs. 50/2016;

CONSIDERATO che il quadro normativo di  riferimento ratione temporis è quello  del d.lgs. 163/2006 in quanto la data di pubblicazione del bando è del  13.4.2016;

PRESO ATTO che, nel caso in esame, così  come indicato nel disciplinare di gara il criterio di aggiudicazione prescelto  dalla stazione appaltante risulta essere quello del prezzo più basso ai sensi degli  artt. 81 e 82 del d.lgs. 163/2006. Risulta che, ai sensi dell’art. 88, comma 7 del d.lgs. 163/2006, la stazione appaltante si sia riservata la facoltà di  procedere contemporaneamente alla verifica di anomalia delle migliori offerte, non oltre la quinta, fermo restando quanto previsto ai commi da 1 a 5. Ai sensi  dell’art. 86, comma 3 del d.lgs. 163/2006 la stazione appaltante si è riservata,  altresì, la facoltà di valutare la congruità delle offerte che, pur al di fuori dei casi previsti al comma 2 della citata disposizione, appaiano anormalmente  basse in base a elementi specifici;

CONSIDERATO quanto affermato dalla costante giurisprudenza amministrativa in tema di verifica delle offerte anormalmente basse, laddove si precisa che « la funzione è quella di garantire un equilibrio tra la convenienza della p.a. ad affidare l’appalto al prezzo più basso e l’esigenza di evitarne l’esecuzione con un ribasso che si attesti al di là del ragionevole limite  dettato dalle leggi di mercato, al fine di assicurare la piena affidabilità  della proposta contrattuale» (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 27 marzo 2013,  n.1815);

CONSIDERATO pertanto che, il giudizio di  anomalia dell’offerta ha lo scopo di esaminare la serietà dell’offerta nel suo complesso sulla scorta delle giustificazioni e/o chiarimenti forniti dall’interessato, valutando se la portata delle stesse sia modificativa sostanzialmente  dell’offerta presentata, costituendo così una nuova offerta, ovvero sia specificativa della serietà dell’offerta malgrado la evidenziata anomalia;

RILEVATO in generale che, giova ricordare come nelle gare pubbliche l’esame delle giustificazioni, il giudizio di anomalia o di incongruità dell’offerta costituiscono espressione di discrezionalità tecnica di esclusiva pertinenza dell’Amministrazione sindacabile dal giudice amministrativo soltanto in caso di macroscopiche illegittimità, quali gravi e plateali errori di valutazione o inficiati da errori di fatto;

TENUTO CONTO che secondo quanto affermato dalla  giurisprudenza del supremo consesso circa i limiti alla giustificazione dell’offerta  anomala laddove ritiene che «le giustificazioni sono ammissibili nella misura  in cui gli elementi di correzione non siano di segno contrario rispetto alle  indicazioni fornite in sede di offerta (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 9 marzo 2015,  n. 1162);

RITENUTO quindi che, nel caso di specie, ferme restando le considerazioni sopra esposte in tema di discrezionalità di esclusiva competenza  dell’amministrazione procedente e limiti di sindacabilità della stessa, il vaglio eseguito dalla stazione appaltante in sede di verifica circa i  riscontrati profili di anomalia dell’offerta della società Techne Facility Management S.p.A. appare comunque conforme anche secondo quanto precisato dal Cons. Stato, Sez. VI, 05.06.2015 n. 2770, relativamente  alla circostanza che «le giustificazioni siano state,  per così dire, messe a punto nelle successive fasi interlocutorie, e che la stima di alcune componenti dell’offerta abbia subito variazioni non influisce  sulla legittimità del giudizio finale, dato che l’offerta economica risulta essere invariata e che la stazione appaltante ne ha ritenuto la convenienza»,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che, fermo restando che l’esame delle giustificazioni, il giudizio di anomalia o di incongruità dell’offerta costituiscono espressione di discrezionalità tecnica di esclusiva pertinenza dell’Amministrazione sindacabile dal giudice amministrativo soltanto in caso di macroscopiche illegittimità, quali gravi e plateali errori di valutazione o inficiati da errori di fatto, nel caso in esame il procedimento di verifica dell'anomalia da parte della stazione appaltante risulta aver accertato in concreto che l'offerta, nel suo complesso, sia attendibile ed affidabile.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 21 settembre 2017
Il segretario Rosetta Greco

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