DELIBERA N. 1019 DEL 11 ottobre 2017

 

OGGETTO: Istanza congiunta  di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata  da Pignatti Dario S.r.l. e C.U.C.  Unione delle Terre d’Argine per conto del Comune di CarpiAffidamento dei lavori di realizzazione di una rotatoria  nell’incrocio fra le vie Guastalla e dell’Industria con conseguente  eliminazione dell’impianto semaforico Importo  a base d’asta: euro 563.000,00 - S.A. C.U.C. Unione delle Terre d’Argine per  conto del Comune di Carpi
PREC 309/17/L

Il Consiglio

Considerato in fatto

Con istanza di parere  prot. n. 97279 del 2 agosto  2017, e relativa memoria, la Pignatti Dario S.r.l. rappresenta di aver partecipato  alla gara in oggetto, dove l’elemento economico dell’offerta, secondo il  disciplinare di gara, doveva essere composto dall’importo complessivo a corpo,  già ribassato, delle opere e dall’importo complessivo a corpo, già ribassato,  delle migliorie. Tali voci, sommate fra loro, costituivano l’importo totale  ribassato delle opere. L’istante evidenzia poi che, secondo il disciplinare,  l’offerta doveva riportare un “unico ribasso percentuale, espresso in cifre e  in lettere in maniera unica e uniforme, sull’importo dei lavori a corpo posto a  base di gara”, ma non era specificato se l’importo di riferimento dovesse o  meno comprendere il costo delle migliorie. L’istante presentava pertanto  un’offerta comprensiva di tutte le voci e indicava un ribasso percentuale del  17,1317% prendendo a riferimento l’importo totale delle opere ribassato.
La Commissione,  tuttavia, valutava i ribassi prendendo a riferimento l’importo dei soli lavori  a corpo posto a base di gara, non comprensivo delle migliorie, e rilevava pertanto  una incongruenza tra la percentuale di ribasso offerta dalla Pignatti Dario S.r.l.e l’importo totale  dei lavori. Riteneva pertanto di valutare tale offerta in conformità al ribasso  offerto e rettificava conseguentemente l’importo complessivo dei lavori,  disponendo di rettificare altresì eventuali errori di calcolo derivanti dalla  suddetta discordanza, rinviando poi l’esame delle giustificazioni della  congruità dell’offerta.
L’istante chiede  pertanto all’Autorità se “in caso di incertezze derivanti da una non chiara  formulazione della legge di gara, la S.A. possa indagare la volontà  dell’offerente attraverso il mero accertamento e comparazione delle singole  voci di costo indicate; e se, in caso di discrasie nel metodo di calcolo  utilizzato dall’operatore economico, la S.A. possa indagare la reale volontà  dell’offerente ove l’offerta economica sia completa dei suoi elementi  costitutivi”.
La S.A. ha comunicato  il proprio assenso al parere con nota prot. 99085 dell’8 agosto 2017.

Ritenuto in diritto

La questione oggetto dell’istanza di  parere riguarda i limiti entro i quali la Commissione di gara può indagare la  reale volontà dell’offerente, qualora appaiano discrasie nel metodo di calcolo  utilizzato dall’offerente, ed eventualmente in presenza di una non chiara  formulazione della legge di gara.
Nel caso di specie il disciplinare  stabiliva che il modulo-offerta doveva riportare “l’unico ribasso percentuale,  espresso in cifre e in lettere in maniera unica e uniforme sull’importo dei  lavori a corpo posto a base di gara”, e che dovevano altresì «essere riportate  apposite voci: “A- Importo complessivo delle opere a corpo già ribassato” e “B-  Importo complessivo delle integrazioni tecniche migliorative a corpo, già  ribassato” riferito alle migliorie offerte, che sommate andranno a costituire  “l’importo totale delle opere ribassato”».
In ordine alle possibili discrasie  contenute nell’offerta economica, che nel caso di specie potevano anche  derivare da una non chiarissima formulazione della legge di gara, è possibile  richiamare quanto deciso dall’Autorità con precedenti pareri, nei quali è stato  sempre evidenziato l’orientamento della giurisprudenza sull’argomento.
Con parere di precontenzioso adottato con  delibera n. 246  dell’8 marzo 2017 è stata richiamata la ratio del sub  procedimento di verifica dell'anomalia, che è quella di accertare la serietà,  la sostenibilità e la sostanziale affidabilità della proposta contrattuale, in  maniera da evitare che l'appalto sia aggiudicato a prezzi eccessivamente bassi  tali da non garantire la qualità e la regolarità dell'esecuzione del contratto  oggetto di affidamento. In caso di verifica di congruità con esito positivo,  l’iter logico seguito è arguibile dal rinvio alle giustificazioni fornite, ove  queste siano a loro volta plausibili e documentate (Cons. Stato, sez. V, 8  luglio 2008 n. 3406) e siano chiaramente condivise dall’amministrazione (Cons.  Stato, sez.VI, 20 aprile 2009 n. 2384). E’ stato anche sottolineato che ciò  comunque «non libera l’amministrazione dall’obbligo di motivazione ex art. 3 l.  n. 241/1990, dovendo essa illustrare, anche sinteticamente, le ragioni per le  quali ritiene di condividere i chiarimenti forniti, chiarendo sommariamente  quegli aspetti che fanno ritenere i chiarimenti plausibili e fondati» (TAR  Lazio Roma sez. I 16 novembre 2010 n. 33472).
Con pareri n. 289 del 22 marzo  2017 e n.60 del 22 aprile 2015 è  stato inoltre rammentato il  principio di massima affermato dalla  giurisprudenza secondo cui «le offerte di  gara, intese come atto  negoziale, sono suscettibili di essere interpretate alla  ricerca della  effettiva volontà del dichiarante; con la conseguenza, fra  l’altro, che  tale attività interpretativa può consistere anche nella  individuazione e  nella rettifica di eventuali errori di scritturazione e di  calcolo. A  condizione, s’intende, che alla rettifica si possa pervenire con  ragionevole  certezza, e, comunque, senza attingere a fonti di conoscenza  estranee  all’offerta medesima né a dichiarazioni integrative o rettificative   dell’offerente, che non sono ammesse» (Cons. Stato. sez. III, 7 marzo  2014, n. 1487).
E’ stato infatti notato che mentre  l’offerta economica è immodificabile da parte dei concorrenti, modificabili  sono invece le giustificazioni, e sono senz’altro ammesse giustificazioni  sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, così come non può  vietarsi un limitato rimaneggiamento di taluni elementi delle giustificazioni  stesse, purché l’offerta contrattuale non risulti alterata e venga ritenuta nel  suo complesso affidabile al momento dell’aggiudicazione: in sede di verifica  dell’anomalia, pertanto, deve ritenersi possibile che, a fronte di determinate  voci di prezzo giudicate eccessivamente basse e dunque inattendibili, l’impresa  dimostri che, per converso, altre voci di prezzo sono state inizialmente  sopravvalutate e che, in relazione a queste, essa è in grado di conseguire un  concreto, effettivo, documentato e credibile risparmio che permette di  compensare il maggior costo di altre voci (Cons. Stato, sez. VI, 24 agosto 2011  n. 4801; Id., sez. VI, 21 maggio 2009 n. 3146; Id., sez. VI, 7 marzo 2008 n.  1007). Dunque, la presenza, nella fase del contraddittorio con l’impresa  aggiudicataria, di eventuali significativi elementi di novità o difformità  rispetto alle prime giustificazioni, non comporta di per sé un’inammissibile  modifica dell’offerta originaria, né tampoco consente alla stazione appaltante  di disporre l’esclusione senza considerare l’effettiva e concreta  inattendibilità del ribasso proposto (Parere Avcp n. 114 del 19 luglio 2012).

In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in  motivazione che:

       
  • le offerte di  gara, intese come atto  negoziale, sono suscettibili di essere interpretate alla  ricerca della  effettiva volontà del dichiarante; tale attività interpretativa può consistere  anche nella  individuazione e nella rettifica di eventuali errori di  scritturazione e di  calcolo, a condizione che alla rettifica si possa  pervenire con  ragionevole certezza, senza attingere a fonti di conoscenza   estranee all’offerta medesima.

 

Raffaele Cantone  

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data  23 ottobre 2017
Il Segretario  Maria Esposito

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