Atto  di segnalazione n. 5 del 29/11/2017

Concernente l’art. 5, comma 1 D.P.R. 14  novembre 2002, n. 313  recante il Testo  unico delle diposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario  giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei  relativi carichi pendenti.

Approvato dal Consiglio dell’Autorità con  delibera 1227 del 29/11/2017

Premessa

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (di  seguito, A.N.AC.), ai sensi dell’art. 213, co. 3, lettere c) e d), del d.lgs.  18 aprile 2016, n. 50 (nel seguito Codice) ha il potere di segnalare al Governo  e al Parlamento, con apposito atto, fenomeni particolarmente gravi di  inosservanza o di applicazione distorta della normativa di settore nonché di  formulare al Governo proposte in ordine a modifiche occorrenti in relazione  alla normativa vigente di settore.
La Procura  della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha segnalato all’Autorità i  profili critici dell’art. 5, comma 1 D.P.R 14 novembre 2002, n. 313 nella parte  in cui prevede che “le iscrizioni nel casellario giudiziale sono eliminate al  compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si  riferiscono”.
Secondo  la Procura scrivente, la disposizione in oggetto ostacolerebbe le verifiche  sull’affidabilità soggettiva degli amministratori ultraottantenni di società,  imponendo alle stazioni appaltanti, in assenza di informazioni rinvenibili nel  certificato del casellario giudiziale, di rivolgersi alla competente Procura  della Repubblica per gli accertamenti di competenza.

Profili  di criticità riscontrati

L’art.  80, comma 1, del d.lgs. 50/2016 (di seguito codice) prevede, quale causa  ostativa alla partecipazione alle procedure di affidamento pubbliche, la  condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto  irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta per i reati indicati  alle successive lettere da a) a g), emessa nei confronti dei soggetti indicati  al comma 3 dello stesso articolo.
L’art.  84, comma 4, lettera a) del codice stabilisce che gli organismi di attestazione  (SOA), al fine del rilascio dell’attestazione di qualificazione necessaria per  partecipare alle procedure di affidamento di importo pari o superiore a 150.000  euro, attestano l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’art. 80 del  codice.
La  verifica della sussistenza della causa di esclusione in esame è svolta dalle  stazioni appaltanti attraverso l’utilizzo del sistema AVCpass gestito  dall’Autorità, che consente l’acquisizione del certificato del casellario  giudiziale tramite cooperazione applicativa con il Ministero della Giustizia.
In  tale contesto, la disposizione contenuta nell’art. 5, comma 1, del d.p.r. 313/2002  preclude la verifica dei requisiti di moralità, con le modalità ordinarie, in  capo ai soggetti ultraottantenni, imponendo la richiesta di intervento della  competente Procura della Repubblica per le verifiche del caso.
Inoltre,  la previsione in esame rischia di ingenerare dubbi in ordine alla rilevanza dei  precedenti penali eliminati dal casellario in conseguenza del raggiungimento  del limite di età da parte del soggetto a cui si riferiscono, favorendo  l’adozione di comportamenti disomogenei da parte delle stazioni appaltanti e  delle SOA. Tale pericolo è alimentato da un orientamento giurisprudenziale non univoco  sul punto: sebbene la Corte Costituzionale abbia chiarito che la disposizione ha  natura meramente amministrativa e non produce effetti sostanziali - con la  conseguenza che i precedenti penali sussistenti continuano a produrre i loro  effetti indipendentemente dalla menzione nel certificato (sentenza n. 209/1987)  - si rinvengono, infatti, pronunce di senso contrario, sebbene datate e isolate  (Cons. Giust. Amm. per la Regione Siciliana, sent. n. 4523 del 14/8/1997).    
Infine,  si evidenzia che la permanenza nell’ordinamento della norma in esame, introdotta  per la prima volta con il R.D. 107/1902, non appare più sorretta dalle ragioni  che avevano giustificato l’originaria previsione. L’esigenza di sfoltire gli  archivi cartacei dei casellari, liberandoli dalla documentazione che si  presumeva non essere più utile è stata, infatti, superata dall’avvento dei  sistemi informatizzati di archiviazione della documentazione. Inoltre, anche  volendo ritenere che la previsione sia volta a perseguire esigenze di semplificazione  ancora attuali, tale obiettivo non potrebbe considerarsi prevalente rispetto  all’obbligo, posto da una norma speciale, di verificare l’affidabilità morale  degli esecutori di contratti pubblici e, in ogni caso, non dovrebbe essere raggiunto  attraverso l’eliminazione di informazioni rilevanti.
Come  noto, la materia sarà a breve oggetto di un intervento di revisione: la legge 23  giugno 2017, n. 103 all’art. 1, comma 18, ha delegato il Governo ad adottare,  nel termine di un anno dalla sua entrata in vigore, un decreto legislativo per  la revisione della disciplina del casellario giudiziale, individuando, tra i  principi e criteri direttivi, l’abrogazione del comma 1 dell’art. 5 del testo  unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n.  313, nonché la revisione “dei presupposti in tema di eliminazione delle  iscrizioni per adeguarli all’attuale durata media della vita umana”.
Il legislatore sembrerebbe, quindi, orientato a  confermare l’impianto normativo attuale, atteso che la disposizione richiamata,  pur prevedendo l’abrogazione (che a questo punto sarebbe soltanto parziale) dell’art.  5, comma 1 D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, conferma l’eliminazione delle  iscrizioni presenti nel certificato al raggiungimento di un limite di età da  individuarsi, a cura del legislatore delegato, in considerazione della durata  media della vita umana.   

In  considerazione di quanto sopra esposto

l’Autorità Segnala

la necessità, nell’ambito dell’esercizio  della delega di cui all’art. 1, comma 18, della l. 103/2017, di abrogare l’art.  5, comma 1 D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 con l’eliminazione di ogni  riferimento alla possibilità di cancellazione delle notizie contenute nel  certificato del casellario giudiziale in dipendenza del raggiungimento di  determinati limiti di età del soggetto interessato, attesa la necessità di  disporre di adeguati strumenti atti a verificare agevolmente il possesso dei  requisiti di moralità in capo ai soggetti che partecipano alle procedure di affidamento  dei contratti pubblici e/o richiedono il rilascio dell’attestazione di  qualificazione.

Approvato dal Consiglio nella seduta del 29  novembre 2017

Il Presidente
Raffaele  Cantone

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio l’11 dicembre 2017

Il Segretario, Maria Esposito                   

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