DELIBERA N.  43    DEL 17 gennaio 2018

 

OGGETTO: Istanza congiunta di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da Ordine degli Architetti di  Bologna/Area Blu S.p.A. – Servizi attinenti all’Architettura ed  all’Ingegneria (progettazione/direzione lavori/coordinamento sicurezza) per i  lavori di restauro e consolidamento strutturale del cimitero monumentale del  Piratello blocco est e superfetazioni annesse– Importo a base di gara: euro  177.861, 23 - S.A.: Area Blu S.p.A.
PREC  347/17/L

VISTA l’istanza acquisita al protocollo n. 133019 del 5  dicembre 2017, con cui l’Ordine degli Architetti di Bologna e la stazione  appaltante Area Blu S.p.A. hanno congiuntamente sottoposto all’Autorità la valutazione  della legittimità della clausola del bando della gara in epigrafe che, ai fini  partecipativi, richiede il seguente requisito: «svolgimento negli ultimi dieci  anni di due servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, riferiti a  tipologie di lavori analoghi, ossia interventi su cimiteri monumentali, per  importo totale dei lavori non inferiore a, per ciascuna Categoria/ID.Opere: E.22  euro 150.000,00  - S.04 euro 400.000,00 -  IA.03 euro 10.000,00»;

VISTA la doglianza sollevata dall’Ordine degli  Architetti di Bologna in ordine al requisito così come formulato, ovvero  limitato ai soli servizi specificamente posti a base di gara (servizi di  architettura e ingegneria per interventi su cimiteri monumentali) che, secondo  l’istante, sarebbe in contrasto con i principi del Codice dei contratti e, in  particolare, con il punto 2.2.2.4 delle Linee guida n. 1, di attuazione del d.  lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi  attinenti all’architettura e all’ingegneria”, e risulterebbe lesivo e  distorsivo della concorrenza;

VISTO quanto rappresentato dalla stazione appaltante  secondo la quale il bando non si pone in violazione delle richiamate Linee  guida in quanto non limita il possesso del requisito alla progettazione  congiunta alla direzione lavori né richiede servizi identici ma, non potendo  sottovalutare la particolare tipologia di lavori in esame (cimitero), chiarisce  cosa s’intende per “tipologie di lavori analoghi”, anche in considerazione del  fatto che si tratta di un bene culturale per il quale l’art. 146 del Codice dei  contratti e il D.M. 154/2017 prevedono il possesso di requisiti di  qualificazione specifici, adeguati e coerenti, onde assicurare la tutela del  bene oggetto di intervento;

VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 18 dicembre  2017;

VISTA la documentazione in atti;  

VISTO quanto disposto dalle richiamate Linee Guida  n. 1 al punto 2.2.2. in ordine ai requisiti di capacità  economico-finanziaria e tecnico-organizzativa che le stazioni appaltanti  possono richiedere per la partecipazione alle procedure di affidamento dei  servizi di ingegneria e di architettura e, in particolare, il requisito di  capacità tecnico professionale indicato al  punto 2.2.2.1, lett. c: «avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di  due servizi di ingegneria e di architettura, di cui all’art. 3, lett. vvvv) del  codice, relativi ai lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie  dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base  delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo  totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l’importo  stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad  ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi  per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento»;

CONSIDERATO che la  disposizione è chiara nell’indicare nelle categorie dei lavori cui si  riferiscono i servizi oggetto della gara l’ambito rispetto al quale la stazione  appaltante può richiedere lo svolgimento di servizi pregressi, con l’ulteriore  limitazione del riferimento a “tipologie di lavori analoghi per dimensione e  per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell’affidamento”;

CONSIDERATO altresì  che la richiamata disposizione identifica la nozione di analogia nella  similarità delle opere per dimensione e per caratteristiche tecniche;

VISTO che  l’Autorità ha chiarito che, benché la stazione appaltante possa fissare,  nell’ambito della propria discrezionalità, requisiti di  partecipazione ad  una gara di appalto e di qualificazione più rigorosi e restrittivi  di  quelli minimi stabiliti dalla legge, purché tali prescrizioni si rivelino   rispettose dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, non limitino   indebitamente l’accesso alla procedura di gara e siano giustificate da  specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell’appalto, «Tuttavia, la ratio alla base delle specifiche previsioni del Codice e delle linee guida [Linee  guida n. 1] preclude  la possibilità di richiedere esclusivamente servizi  identici a quelli oggetto dell’affidamento» (Comunicato del Presidente del 14  Dicembre 201 recante alcune indicazioni interpretative sulle Linee guida n. 1  «Indirizzi  generali sull’affidamento dei servizi attinenti  all’architettura e  all’ingegneria»);

CONSIDERATO che,  nel caso in esame, il bando richiede l’avvenuto svolgimento di servizi di architettura  e ingegneria relativi ai lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie  dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, riferiti a tipologie di lavori analoghi, specificando che per lavori  analoghi devono intendersi esclusivamente “interventi su cimiteri monumentali”;

RITENUTO che una simile interpretazione della  nozione di analogia non è conforme a quanto previsto al punto 2.2.2.1, lett. c,  delle Linee Guida n. 1, che individua l’analogia nella similarità delle opere  per dimensione e caratteristiche tecniche, e che la stazione appaltante non ha  fornito elementi sufficienti a far ritenere che tale clausola limitativa  dell’accesso alla procedura di gara sia giustificata da specifiche esigenze  imposte dal peculiare oggetto dell’appalto; 

VISTO altresì che per i beni culturali l’art. 22  comma 1, del DM n. 154/2017 dispone che «Secondo quanto disposto dall’articolo 147, comma 1, del Codice dei contratti pubblici e nel rispetto delle linee guida dell’Autorità  nazionale anticorruzione in materia di affidamento dei servizi attinenti  all’architettura e all’ingegneria, per i lavori concernenti i beni culturali di  cui al presente decreto, nei casi in cui non sia prevista l’iscrizione a un  ordine o collegio professionale, le prestazioni relative alla progettazione di  fattibilità, definitiva ed esecutiva possono essere espletate anche da un  soggetto con qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente  normativa, ovvero, secondo la tipologia dei lavori, da altri professionisti di  cui all'articolo 9-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, in entrambi i casi in possesso di specifica  competenza coerente con l'intervento da attuare»;

VISTO che le Linee guida, a cui il DM n.  154/2017 rinvia, al punto 2.2.2.4. dispongono che «Qualora la progettazione di  cui alla classe I categorie a), b), c), d) ed e) riguardi immobili di interesse  storico artistico sottoposti a vincoli culturali la progettazione è riservata  ai laureati in architettura o muniti di laurea equipollente che consente  l’iscrizione all’Albo degli Architetti, sez. A (art. 52 del regio decreto 23  ottobre 1925, n. 2537);

CONSIDERATO che i peculiari requisiti  richiesti per i servizi di architettura e ingegneria riguardanti i beni  culturali di cui sopra sono soddisfatti dal bando laddove, al punto III.1.1., richiede  l’iscrizione all’Albo Architetti e la presenza di uno dei professionisti di cui  all’art. 147, comma 6, del Codice dei contratti;

RITENUTO che, alla  luce di quanto sopra, la clausola del bando in esame risulta avere  impropriamente assimilato il concetto di lavori analoghi con quello di lavori  identici, con conseguente ingiustificato sacrificio del principio della massima  partecipazione;

RILEVATO che sulla questione  posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei  pareri di precontenzioso di cui all’art. 211, comma  1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in  motivazione che:

       
  • la clausola del bando che richiede quale requisito di  partecipazione lo svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi attinenti  all’architettura e all’ingegneria, riferiti a tipologie di lavori analoghi,  ossia interventi su cimiteri monumentali, non è legittima perché, in violazione  delle Linee guida n. 1 assimila impropriamente il concetto di lavori analoghi  con quello di lavori identici, con conseguente ingiustificato sacrificio del  principio della massima partecipazione.
  •    

    Raffaele    Cantone  

       Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 24 gennaio 2018
       Il segretario Valentina Angelucci
       
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