DELIBERA N. 100 DEL 7  febbraio 2018

 

OGGETTO: Istanza di parere  per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile  2016, n. 50/2016 presentata da Impresa Costruzioni Tremari Angelo di  Tremari Sergio & C. S.a.s./ Comune di Maslianico. Procedura negoziata senza  pubblicazione del bando di gara per l’affidamento di interventi di adeguamento  antincendio nel plesso scolastico “G. Rodari” di Maslianico (Co). Criterio di aggiudicazione:  minor prezzo. Importo a base di gara: 45.180,17 euro.
Prec. 357/17/L

Il  Consiglio

Considerato in fatto
Con  l’istanza prot. n. 57386 del 20 aprile 2017, l’impresa  Costruzioni Tremari Angelo di Tremari Sergio  & C. S.a.s. chiede un parere all’Autorità sulla legittimità dell’esclusione  disposta in suo danno dalla stazione appaltante, motivata dall’asserita  incoerenza tra i lavori eseguiti documentati dall’impresa e quelli da affidare.  Chiede inoltre se sia corretto il riferimento alla cat. OS 18 – A per  identificare i lavori oggetto dell’affidamento.
Il Comune  ha indetto una procedura negoziata  senza pubblicazione del bando di gara per l’affidamento di interventi di  adeguamento antincendio nel plesso scolastico “G. Rodari” di Maslianico. Le  opere principali sono indicate come appartenenti alla cat. OS18/A - fornitura e  posa in opera di una scala antincendio esterna al corpo di fabbrica della  scuola da adeguare a funzione di emergenza e atta a garantire l’incolumità  delle persone. Trattandosi di una gara di importo inferiore a 150.000 euro,  l’ente ha chiesto di comprovare i requisiti di partecipazione con l’allegazione  di certificati di esecuzione lavori analoghi a quelli identificati nel bando. Data  la natura dei lavori documentati dall’istante, che ad avviso del responsabile  del procedimento “ appartengono più alla  cat. OG1 – Edifici civili e industriali o alla carpenteria metallica leggera”,  dopo l’aggiudicazione provvisoria, il Comune ha escluso l’impresa non ritenendo  comprovata la capacità tecnica richiesta in base ai lavori eseguiti, tutti  relativi a fornitura e posa in opera di manufatti come parapetti, ringhiere e cancellate in ferro e altri materiali  metallici.
Nella sua  memoria difensiva, il Comune sostiene che i lavori richiesti appartengono alla carpenteria  metallica pesante e correttamente sono da inquadrarsi nella cat. OS18/A; i  lavori svolti dalla Tremari S.r.l. invece sarebbero classificabili come  carpenteria leggera inclusa nella cat. OG1 “Edifici civili e industriali”.  Invocando la discrezionalità tecnica, l’ente afferma che non è riscontrabile la  coerenza tra i lavori indicati dall’impresa e quelli riportati nel progetto,  quindi rivendica la facoltà di non riconoscere analogia tra gli stessi nel caso  di specie.
In secondo  luogo fa rilevare di aver applicato il soccorso istruttorio concedendo un termine  per produrre la documentazione richiesta.
Infine  precisa di non concordare con l’impresa che prospetta una suddivisione delle  opere tra un importo di 31.000,00 euro come OS18/A e un importo pari al  restante 75% dell’importo globale per la fornitura oltre incidenza della mano  d’opera (25%). Tale ricostruzione rappresenterebbe un artificio volto ad  aggirare la carenza di qualificazione dell’impresa al fine di ricorrere al  subappalto della posa in opera tramite altra ditta.

Ritenuto in diritto
Ai sensi della tabella sintetica delle categorie, in vigore  dal 19 gennaio 2017, la  categoria specializzata OS18 riguarda  “componenti strutturali in acciaio”. L’impresa riferisce di aver prodotto  certificato di attestazione SOA per le cat. OG6, OG3 e OG1, tutte in II  classifica.
Tuttavia, per i lavori di importo inferiore ai 150.000 euro,  non essendo previsto l’obbligo di attestazione SOA, i requisiti di capacità  tecnica devono essere comprovati tramite certificati di esecuzione lavori e i  lavori ritenuti analoghi devono essere specificati nel bando di gara, come  previsto dalla Deliberazione n. 165/2003 ex Avcp, che segnalava 1’opportunità  di inserire nei bandi di gara per lavori di importo pari o inferiore a 150.000  euro l’indicazione della natura degli stessi.
Come già affermato dall’Autorità nella Delibera n. 898 del 6 settembre 2017, per  gli appalti di importo inferiore ai 150.000 euro, “in caso di qualificazione in gara, spetta alla stazione appaltante,  nell’ambito della propria discrezionalità tecnica, il compito di effettuare un  giudizio sulla similarità tra lavori oggetto del contratto e lavori eseguiti  dall’impresa nel quinquennio antecedente alla data di pubblicazione del bando,  sulla base di un riscontro concreto ed oggettivo che tenga conto della  specificità del contenuto della singola procedura ad evidenza pubblica”. Per  quanto concerne il rapporto di analogia tra lavori eseguiti e lavori da  eseguire di cui all’art. 90, d.P.R. n. 207/2010, l’Autorità ha chiarito che “tale analogia da intendere come coerenza  tecnica tra la natura degli uni e degli altri, il cui accertamento è rimesso al  giudizio discrezionale della stazione appaltante cui spetta di valutare “la  minima  correlazione tecnica oggettiva fra lavori eseguiti e da eseguire,  necessaria  per accertare la coerenza tecnica che dà titolo per la  partecipazione alla gara” (Parere di precontenzioso n. 8 del 16 gennaio  2014).
Nel caso di specie, l’ente committente ha richiesto una  particolare competenza in materia di strutture antincendio e l’esecuzione di  lavorazioni specialistiche atte a garantire la sicurezza, con caratteristiche  dettate dalla normativa comunitaria di settore, non ritenendo adeguate le esperienze  in materia di carpenteria generale offerte dall’impresa. La valutazione non può  ritenersi irragionevole in quanto motivata da una logica esigenza di maggiore  affidabilità dovuta alla natura delle opere richieste.
Per quanto concerne l’applicazione della procedura di  soccorso istruttorio, la stazione appaltante ha documentato la possibilità di  integrare le certificazioni ritenute carenti concessa all’impresa nel corso  della procedura di gara con due successivi termini (27.11.2015 e 11.12.2015), pertanto  non può essere ritenuto illegittimo il modus procedendi che ha condotto alla declaratoria di esclusione dalla  partecipazione dell’impresa.
In ordine alla classificazione delle opere, si rileva che la  stazione appaltante definisce opera principale del progetto la costruzione  della scala antincendio esterna al corpo di fabbrica; infatti dal capitolato  speciale e dal computo metrico si evince che del totale previsto per gli  interventi di adeguamento antincendio, l’importo previsto per la scala di  emergenza è pari a 42.708,00 euro e non soltanto  31.000,00 euro per la fornitura e posa in  opera come indicato dall’impresa. Pertanto, il frazionamento dei lavori tra  incidenza dei materiali e della mano d’opera suggerito dall’istante corrisponde  a una artificiosa suddivisione allo scopo di rientrare nei limiti di legge per  il ricorso al subappalto della manodopera nell’esecuzione delle opere per le  quali non può vantare esperienza specifica.

Il  Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, legittimo  l’operato della stazione appaltante.

 

Il Presidente  f.f.
Francesco  Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 20  febbraio 2018
Il Segretario Maria Esposito

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