DELIBERA N. 267 DEL  14 marzo 2018

 

OGGETTO:  Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016  presentata da ANCE Lecce – Procedura  aperta per l’affidamento in concessione del servizio di pubblica illuminazione,  riqualifica degli impianti e servizi smart  cities del Comune di Ruffano (LE) - Importo a base di gara: euro  10.037.409,30  - S.A.: CUC dei Comuni di Casarano, Galatone,  Gallipoli, Ruffano
PREC 15/18/S 

Il Consiglio

VISTA  l’istanza singola prot. n. 74243 del 30 maggio 2017 presentata da ANCE Lecce, nella  quale si evidenzia che nel quadro economico  della gara in oggetto risultano illegittimamente posti a carico  dell’aggiudicatario alcuni costi di funzionamento della stazione appaltante, in  particolare gli oneri per la redazione del progetto tecnico, nonché le spese  relative a: direzione lavori, collaudo, consulenze specialistiche, commissione  giudicatrice, validazione del progetto, competenze e assistenza per il Rup.  L’istante evidenzia inoltre che l’amministrazione aggiudicatrice avrebbe  individuato tali costi non già nella lex  specialis di gara bensì in risposta ad un quesito formulato in sede di  chiarimenti, effettuando così una inammissibile integrazione della  documentazione di gara;

VISTO  l’avvio dell’istruttoria effettuato in data 17 gennaio 2018;

VISTA la documentazione in atti e le memorie prodotte  dalle parti;

RILEVATO che sulla questione  posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei  pareri di precontenzioso di cui all’art. 211, comma  1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
RILEVATO  che la concessione in oggetto riguarda la progettazione e  realizzazione di interventi di ristrutturazione, riqualificazione ed  efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica del Comune  di Ruffano e la loro gestione e manutenzione a completo carico  dell’aggiudicatario - incluso l’approvvigionamento di energia elettrica - per la  durata di trenta anni, a fronte del riconoscimento di un canone annuale da  parte del concedente;

CONSIDERATO che, con la determina n. 10 del 23 settembre  2015 recante «Linee guida per l’affidamento delle concessioni di lavori  pubblici e di servizi», l’Autorità ha specificato che si  considera sussistente il trasferimento del rischio operativo al concessionario  nel caso in cui, in condizioni  operative normali, non sia garantito il  recupero degli investimenti effettuati  o dei costi sostenuti per la  gestione dei servizi oggetto di concessione. La  parte del rischio  trasferita al concessionario deve comportare una reale  esposizione alle  fluttuazioni del mercato tale per cui ogni potenziale perdita subita dal  concessionario non sia puramente nominale o trascurabile.  La corretta  quantificazione dei costi connessi ai rischi da allocare, necessaria per  verificare la percorribilità del partenariato rispetto alla tradizionale forma  dell’appalto, deve tenere in considerazione il valore totale dell’opera o del  servizio e della relativa gestione nel corso di tutta la vita utile;

CONSIDERATO  che con il successivo comunicato del 14 settembre 2016, recante indicazioni  operative per l’affidamento del c.d. “servizio luce”, l’Autorità ha evidenziato  che il servizio di illuminazione pubblica rappresenta un servizio pubblico  locale avente rilevanza economica e come tale il suo affidamento è soggetto  alle procedure concorrenziali, anche attraverso le formule della concessione di  servizi con la componente lavori, del project  financing e del finanziamento tramite terzi. Il PPP nel servizio di  pubblica illuminazione implica l’assenza del rischio di domanda, poiché  l’Amministrazione è l’unico “payer” e  il concessionario trae la propria remunerazione (per l’investimento e il costo  dei servizi erogati) dal valore del risparmio energetico conseguito con l’intervento  e dal canone versato dal concedente. In tali casi, affinché si versi in una  effettiva operazione di partenariato,  le  stazioni appaltanti devono garantire che il canone di “disponibilità” di cui  all’art. 180, comma 4, del d. lgs. 50/2016 - necessario per assicurare  al concessionario il perseguimento dell’equilibrio economico finanziario degli  investimenti e della connessa gestione in relazione alla qualità del servizio  da prestare - sia  retributivo della effettiva funzionalità del servizio e non dovuto in caso di  disservizio;
CONSIDERATO che nello schema  concessorio è possibile porre a carico del concessionario tutte le spese che  attengono alla progettazione e realizzazione degli interventi previsti - ed  eventualmente la direzione lavori - nonchè agli oneri di gestione degli  impianti per tutta la durata della concessione; al contrario, non possono  essere considerate nel valore dell’investimento (e calcolate ai fini della determinazione  della rata di ammortamento) le spese di gestione delle procedure di gara e i costi  di funzionamento della stazione appaltante, quali le somme per collaudi e  consulenze, l’incentivo da corrispondere al Rup, gli oneri per la validazione  del progetto, i compensi per la commissione giudicatrice, le spese di  assistenza e supporto al Rup;
RITENUTO, in riferimento al  rilievo dell’asserita portata innovativa e integrativa del chiarimento fornito  dalla stazione appaltante circa le spese a carico dell’aggiudicatario, che le  precisazioni formulate nel chiarimento stesso - sebbene con i limiti sopra  evidenziati - non contengono elementi diversi o ulteriori rispetto ai documenti  facenti parte integrante della documentazione di gara e pertanto non  costituiscono un’integrazione postuma della lex  specialis di gara;

Il Consiglio 

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione:

       
  • l’operato della stazione appaltante non conforme alla  normativa di settore

Raffaele Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 22 marzo 2018
Il  Segretario Maria Esposito

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