DELIBERA N. 329  DEL  28 marzo 2018
OGGETTO:  Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016  presentata da Grasso Forniture S.r.l. - Procedura aperta per l’affidamento dei lavori di realizzazione di un  immobile da adibire a Casa dello Studente nell’ambito del Policlinico  Universitario - Importo a base d’asta: euro 4.036.822,54 - S.A.: Università degli  Studi di Messina
PREC 18/18/L

Il Consiglio

VISTA  l’istanza singola prot. n. 75131 del 31 maggio 2017 presentata da Grasso Forniture S.r.l, nella  quale l’istante evidenzia che la stazione appaltante ha aggiudicato l’appalto  in oggetto in assenza del nulla osta antimafia e senza aver verificato  l’eventuale sussistenza di gravi errori professionali, ai sensi dell’art. 38  comma 1 lett. f) del d. lgs. 163/2006, a carico dell’impresa aggiudicataria;

VISTO  l’avvio dell’istruttoria effettuato in data 17 gennaio 2018;

VISTA la  documentazione in atti e le memorie prodotte dalle parti, dalle quali risulta  che la  stazione appaltante ha richiesto la documentazione antimafia alla Prefettura  nell’aprile 2016 e, a fronte della comunicazione da parte di quest’ultima di  approfonditi accertamenti istruttori in corso, ha aggiudicato definitivamente  la gara soltanto a maggio 2017. La stipula del contratto è stata ulteriormente  differita, prolungando al 21 dicembre 2017 il termine dilatorio di cui all’art.  11 comma 10 del d. lgs. 163/2006, a seguito della comunicazione del 30 ottobre  2017 con la quale il Ministero dell’Interno - Struttura di Missione Prevenzione  e Contrasto Antimafia Sisma ha disposto l’iscrizione provvisoria dell’operatore  economico aggiudicatario nell’Anagrafe antimafia degli esecutori istituita dall’art.  30, comma 6, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, valida quale “informazione  antimafia speditiva”, «non essendo emerse, nella prima fase delle verifiche  antimafia, situazioni ostative ex artt. 67 e 84, comma 4, lett. a),b), c) del  d. lgs. 159/2011»;
VISTO l’art. 38 del d. lgs. n. 163/2006;

RILEVATO che sulla questione  posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei  pareri di precontenzioso di cui all’art. 211, comma  1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
CONSIDERATO che in base all’art.  88 del d. lgs. 159/2011 il prefetto rilascia la comunicazione antimafia entro  trenta giorni e che decorso tale termine è possibile procedere alla stipula del  contratto anche in assenza della comunicazione, previa acquisizione  dell’autocertificazione da parte del soggetto da verificare, prevedendo nel  contratto apposita condizione risolutiva nel caso dovesse emergere una  comunicazione interdittiva;

CONSIDERATO, in riferimento al rilievo  circa l’omessa valutazione della sussistenza di gravi errori professionali, che  l’Autorità, con la Determinazione n. 1 del 12 gennaio 2010, ha precisato che l'accertamento  dell'errore grave, ove riferito a rapporti non intercorsi con la stazione  appaltante che ha bandito la gara, deve essere adeguatamente motivato e deve  risultare da fatti certificati in sede amministrativa o giurisdizionale, o attestati  da altre stazioni appaltanti, o altrimenti accertati. Nel caso in esame, la  circostanza addotta dall’istante, genericamente riferita all’esistenza di  un’indagine penale sull’esecuzione di un diverso appalto, non appare ascrivibile  ad alcuna delle sopra indicate categorie;

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in  motivazione:

       
  • l’operato  della stazione appaltante conforme alla normativa di settore

Raffaele Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 12 aprile 2018
Il  Segretario Maria Esposito
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