DELIBERA N. 380  DEL  28 marzo 2018

OGGETTO: Istanza di  parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del decreto  legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da EasyServ Srl – Fornitura della  gestione di alcune fasi della procedura sanzionatoria (violazioni del Codice  della Strada elevate nei confronti di proprietari di veicoli con targa  estera)-LOTTO 3 – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più  vantaggiosa – Importo a base d’asta: euro 200.000,00; S.A.: CUC Provincia di  Padova per il Comune di Codevigo.
PREC 68/18/F

Il Consiglio

VISTA l’istanza acquisita al prot. ANAC n. 0066364 del 11.5.2017, con la quale la  società EasyServ Srl chiede all’Autorità l’espressione di un parere riguardo  alla legittimità delle previsioni del disciplinare e del capitolato speciale  d’appalto «nella parte in cui, ai fini della valutazione delle offerte e della  attribuzione del punteggio, prevedono la possibilità per gli operatori  economici di ridurre le spese di gestione a carico del trasgressore anziché il  corrispettivo dovuto dall’Amministrazione per la gestione del servizio»;
CONSIDERATO in particolare che, in relazione al lotto 3, l’importo a  base di gara soggetto a ribasso   (calcolato in 25 euro+iva) è costituito da un costo che, una volta  accertata la sanzione, viene sostenuto interamente dal trasgressore (v. lettera  “j” del Capitolato speciale) e che “per tutta la durata del servizio il  corrispettivo dovuto alla società affidataria sarà pari al 25%+iva al 22%  calcolato sulle posizioni incassate (relativamente all’importo affidato)” (v.  lettera “o” del Capitolato speciale), cosicché, secondo un principio del tutto  illogico e irrazionale a giudizio dell’istante, «dei benefici economici  derivanti dalla riduzione delle spese di gestione trarrebbero vantaggio  esclusivamente i trasgressori e non la Stazione appaltante, che dovrebbe  comunque corrispondere al gestore del servizio il corrispettivo nella misura  fissa predeterminata nel Capitolato speciale d’appalto»;
VISTO l’avvio dell’istruttoria  avvenuto in data 20.2.2018;
CONSIDERATAla documentazione in atti ele memorie di replica della Stazione appaltante;
RILEVATO che la Stazione appaltante in relazione alle  contestazioni dell’istante chiarisce che «I costi di gestione dell’impresa  indicati sul bando… a base di gara per euro 25,00 più I.V.A. e quindi  suscettibili di ribasso, sono posti al fine di consentire minori spese a carico  dei trasgressori, e quindi di conseguenza minori spese a carico  dell’amministrazione quale Stazione appaltante» e che «Il corrispettivo dovuto  alla società affidataria del 25% più I.V.A. calcolato sulle posizioni  incassate, invece, è stato indicato in maniera fissa e predeterminata perché  vuole essere un incentivo per la ditta di impegnarsi al massimo delle sue  capacità affinché incassi quanto più possibile le somme accertate per le  violazioni a carico dei veicoli con targa estera… un maggiore impegno  comporterà un maggiore incasso, e quindi un maggior guadagno per la società  appaltatrice»;
CONSIDERATO che – secondo quanto riferito dalla Stazione appaltante –  l’operatore economico odierno istante non risulta essere incluso negli elenchi  delle ditte che hanno presentato offerta per la partecipazione alla gara;
RITENUTO che, la normativa codicistica attualmente in vigore in  materia di criteri di aggiudicazione, consente ad una Stazione appaltante di effettuare  una selezione quasi esclusivamente basata sulla valutazione della componente qualitativa  delle offerte riservando un peso percentuale molto ridotto alla componente del  prezzo;
CONSIDERATO che, nel caso di specie, la Stazione appaltante  sembrerebbe aver scelto proprio questo criterio laddove il peso ponderale del  prezzo è limitato al 20% dell’offerta complessiva, intendendo valorizzare,  dunque, soprattutto la componente tecnico-qualitativa del servizio oggetto di  affidamento;
RITENUTO che tali determinazioni dell’Amministrazione procedente  non sono sindacabili nel merito perché rimesse alla discrezionalità tecnica della  stessa purché nei limiti della congruità, ragionevolezza e proporzionalità e  che proprio sotto quest’ultimo profilo appare illogica o, quantomeno, non  sufficientemente motivata la decisione di valutare la componente del prezzo  offerto con riferimento ai costi di gestione della procedura sanzionatoria, che  però sono a totale carico del trasgressore, piuttosto che – come appare più  corretto e coerente rispetto alla tipologia di servizio in gara e per rispetto  del principio generale di economicità che permea gli appalti pubblici – con  riferimento alla percentuale dovuta all’affidatario sull’importo incassato per  ogni singola sanzione;     

Il Consiglio
                                                               

ritiene, limitatamente alle modalità di  valutazione della componente del prezzo nell’ambito del criterio dell’offerta  economicamente più vantaggiosa, fondate le doglianze dell’istante e dunque l’operato  della Stazione appaltante non conforme alla disciplina normativa di settore.

Raffaele Cantone  

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 18 aprile 2018
Il Segretario  Maria Esposito

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