DELIBERA N. 398  DEL  17 aprile 2018

OGGETTO:  Istanza congiunta di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs.  50/2016 presentata da F. Mirto S.r.l. e Comune di Giarratana -  Procedura  aperta per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo  smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi  quelli assimilati, ed altri servizi di igiene pubblica all’interno dell’A.R.O.  di Giarratana -  Importo a base d’asta:  euro 3.452.716,17 - S.A. Comune di Giarratana
PREC 90/18/S

Il Consiglio

Considerato  in fatto

Con  istanza congiunta prot. n. 20693 del 6 marzo 2018 il Comune  di Giarratana, in qualità di stazione appaltante, e la società F. Mirto  S.r.l, come partecipante alla gara in oggetto, rappresentano  che  la stazione appaltante ha attivato  la procedura di soccorso istruttorio con sanzione per sanare l’asserita  mancanza, nella documentazione prodotta dalla F. Mirto S.r.l. in riferimento al  possesso della certificazione di qualità ISO 9001:2008, della dicitura prevista  al p.to 14 del disciplinare di gara.
Tale clausola prevedeva  l’obbligo di inserire nella busta “A - Documentazione amministrativa” una dichiarazione  sostitutiva, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, di essere in  possesso del Certificato del sistema di qualità conforme alle norme europee  della serie ISO 9001:2008 per i Servizi di igiene urbana, rilasciato da un  organismo accreditato ai sensi delle norme serie UNI CEI EN 45000 o della serie  UNI CEI EN ISO/IEC 17000.
Nella  richiesta di regolarizzazione documentale effettuata nei confronti della  società, il RUP ha evidenziato che «l’impresa non rende in maniera completa la  dichiarazione così come prevista al punto 14 del disciplinare di gara in  riferimento alla certificazione ISO 9001 per i Servizi di Igiene urbana.  L’impresa ha allegato il certificato ISO 9001:2008 – “Raccolta e trasporto di  rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi” che non integra le specifiche  richieste al punto 14. Trattandosi di irregolarità essenziale, si ritiene che  la regolarizzazione sia soggetta alla sanzione prevista dal Disciplinare di  gara».
La  società F. Mirto S.r.l., pur avendo eccepito che  l’integrazione richiesta non costituiva un’irregolarità essenziale sanzionabile  ai sensi dell’art. 83, comma 9, del d. lgs. 50/2016, ma semplicemente  un’imprecisione nella traduzione in italiano dell’oggetto della certificazione espresso  in lingua inglese, ha provveduto comunque all’integrazione documentale e al  pagamento della sanzione di euro 3.452,72, al fine di evitare l’esclusione  dalla gara, riservandosi la facoltà di chiederne la restituzione.
Le parti chiedono all’Autorità di esprimersi in relazione  alla legittimità dell’operato della stazione appaltante, in particolare si  domanda se  sia dovuto il rimborso della sanzione pecuniaria versata dall’operatore  economico concorrente.
A  seguito dell’avvio dell’istruttoria, effettuato in data 19 marzo 2018, non sono  pervenute memorie o documenti da parte degli istanti nel termine assegnato. In  data 27 marzo 2018 l’Ufficio Precontenzioso e Pareri ha chiesto alle parti  l’invio del disciplinare di gara e della certificazione ISO presentata dalla  società F. Mirto, documenti necessari per poter valutare l’istanza. In data 9  aprile 2018 è stato ulteriormente sollecitato l’invio dei documenti citati, che risultano acquisiti al prot. n. 0031266  del 10 aprile 2018. Il termine di conclusione del procedimento di cui all’art.  8 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso del 5 ottobre  2016 deve intendersi conseguentemente rimodulato.

Ritenuto in diritto

La  questione oggetto dell’istanza di parere riguarda la natura della descritta carenza  documentale del certificato ISO, in particolare occorre stabilire se si tratta di  un’irregolarità essenziale, sanabile mediante la procedura di soccorso  istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, del d. lgs. 50/2016, oppure di una  mera imprecisione sulla quale la stazione appaltante avrebbe dovuto rivolgere,  eventualmente, una semplice richiesta di chiarimento.
A tale scopo, occorre rilevare che il certificato  ISO 9001:2008 presentato dalla F. Mirto S.r.l. risulta rilasciato da ACS  Registrars Ltd., soggetto accreditato dall’ente nazionale britannico UKAS,  omologo di Accredia. Il certificato è redatto in lingua inglese e reca in  oggetto «Collection and transport of hazardous  and non-hazardous waste», con la dicitura sottostante «Raccolta e trasporto  di rifiuti pericolosi e non, speciali ed urbani».
In  assenza di una traduzione giurata dell’intero documento, che attesti la  corrispondenza dei contenuti, appare necessario adottare quale riferimento la  lingua originale dell’atto. L’oggetto del certificato ISO indicato in inglese si  riferisce in generale ai rifiuti pericolosi e non pericolosi, senza precisare  se si tratta di rifiuti urbani o speciali. E’ noto che, in base all’art. 184  del d. lgs. 152/2006, i rifiuti sono classificati secondo l’origine in due  macro categorie: rifiuti urbani e rifiuti speciali, nonché, secondo le  caratteristiche di pericolosità nell’ambito di ciascuna categoria, in rifiuti  pericolosi e rifiuti non pericolosi. Pertanto, la mancata indicazione dell’ambito  relativo ai rifiuti urbani non consente di ritenere effettivamente sussistente  la dichiarazione richiesta a pena di esclusione dal disciplinare di gara, che  prevedeva il riferimento ai servizi di igiene urbana.
Acclarata  l’effettiva sussistenza della carenza documentale, occorre interrogarsi sulla  sua essenzialità. Sull’argomento  è necessario richiamare i principi già affermati dall’Autorità nella determinazione  n. 1/2015 recante «Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni dell’art.  38, comma 2-bis e dell’art. 46, comma  1-ter del d. lgs. 12 aprile 2006, n.  163» ; tali  principi possono ritenersi  validi anche in vigenza del d.lgs. 50/2016 e sono stati da ultimo ribaditi nei Bandi-tipo  n. 1 e n. 2 (delibere n. 1228 del 22 novembre 2017 e n. 2 del 10 gennaio 2018,  p.to 14). Gli atti di regolazione richiamati includono, tra le  irregolarità essenziali sanabili mediante soccorso istruttorio, tutte quelle  che riguardano l’omessa o incompleta o irregolare presentazione di dichiarazioni  sul possesso dei requisiti di partecipazione, nonché ogni altra incompletezza  della domanda, qualora esse attengano a cause tassative di esclusione stabilite  dalla legge e dalla lex specialis di  gara, fatta eccezione per quelle attinenti all’offerta tecnica ed economica.
In questa prospettiva, l’irregolarità  nella quale è incorsa l’impresa appare qualificabile come essenziale, in quanto  il possesso della certificazione del sistema di qualità per i servizi di igiene  urbana costituiva un requisito necessario ai fini della partecipazione alla  gara e pertanto la sua mancata esplicita attestazione  è sanabile mediante il procedimento di  soccorso istruttorio ai sensi dell’art. 83, comma 9, del d lgs 50/2016, con  applicazione della sanzione pecuniaria prevista dal bando, conformemente alla  disciplina applicabile ratione temporis (Delibera n. 1205 del 22 novembre 2017).
Alla luce di quanto sopra  considerato,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione,  che:

       
  • l’incompletezza  della dichiarazione relativa al possesso della certificazione del sistema di  qualità ISO 9001:2008 è regolarizzabile attraverso il procedimento di soccorso istruttorio  di cui all’art. 83, comma 9, del d. lgs. 50/2016, con irrogazione della  sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, conformemente  alla disciplina applicabile ratione temporis
  •    

    Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 27 aprile 2018
       Il  segretario Maria Esposito
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