DELIBERA N. 412   DEL 2 maggio 2018

OGGETTO: Istanza di parere di  precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da Adaxi S.r.l. –  Affidamento  dei servizi applicativi informatici sulla piattaforma ACS-Remedy da attivare  presso l’Acquedotto Pugliese S.p.a. Importo  a base d’asta: euro 324.100,00S.A. Acquedotto Pugliese S.p.a.
PREC 31/18/S

Il Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 60729 del 2 maggio 2017  presentata da Adaxi S.r.l., e relativa memoria, con la quale l’istante, secondo classificato nella  gara in oggetto, chiede all’Autorità se i giustificativi forniti  dall’aggiudicataria Venicecom S.r.l. possano ritenersi puntuali, esaustivi e  idonei a giustificare il prezzo offerto. In particolare l’istante rappresenta  che il costo reale della forza lavoro dichiarato da Venicecom S.r.l. implicava  una gestione sicuramente in perdita; inoltre essa sostituiva due componenti del  gruppo di lavoro senza allegare i rispettivi curricula; non allegava le tabelle  ministeriali di riferimento; inquadrava due componenti del gruppo di lavoro in  un livello contrattuale inadeguato, in violazione del CCNL di categoria;  ricomprendeva nel gruppo di lavoro un apprendista; rideterminava per difetto i  costi della sicurezza aziendali e ometteva di indicare i costi amministrativi;

RILEVATO che, dopo l’avvio del procedimento non sono  pervenute memorie da parte della S.A. e della controinteressata Venicecom  S.r.l.;

VISTO  il Verbale di gara n. 7, dal quale emerge che la Commissione, avendo rilevato  l’anomalia dell’offerta di Venicecom S.r.l. e richiesto al concorrente di  fornire spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nell’offerta, consegnava i  giustificativi al Responsabile del procedimento per la conseguente valutazione  di congruità ed egli rilevava, con il supporto della Commissione, che i  dettagli economici forniti erano incompleti e difficilmente interpretabili per  la mancanza del CCNL applicato, la mancanza dell’inquadramento professionale  dei singoli componenti del team e delle spese generali e amministrative;  chiedeva pertanto al concorrente di indicare il CCNL applicato e fornire le  tabelle ministeriali di riferimento, nonché di indicare per ogni figura  professionale il relativo livello e il costo orario, determinato sulla base  delle tabelle di riferimento, e di fornire  una tabella riassuntiva recante le voci principali dei costi e ricavi di  commessa;

VISTO  il Verbale di gara n. 8, dal quale emerge che, in sede di esame delle ulteriori  precisazioni fornite, il concorrente indicava il CCNL di settore applicato, con  allegata tabella; indicava il livello di inquadramento di ciascun componente  del gruppo di lavoro con il relativo costo orario e allegava tabella;  riassumeva le voci principali dei ricavi e dei costi di commessa e allegava  tabella e relative note. Al termine dell’analisi il Responsabile del  procedimento, con il supporto della Commissione, esplicitava le motivazioni per  cui riteneva l’offerta nel suo complesso congrua, attendibile e affidabile,  evidenziando che: «in relazione alla voce di costo concernente le spese per il  personale impiegato nella commessa, va tenuto conto che tutte le attività  oggetto dell’appalto saranno contrattualizzate e consuntivate a corpo. Tali  spese […] risultano coerenti con i costi medi orari previsti nella tabella  ministeriale riferita al CCNL del Commercio applicato dal concorrente […]; il  riepilogo dei costi, tutti adeguatamente giustificati […] evidenzia la presenza  di un margine di commessa pari a circa il 9% dell’importo offerto (segue  tabella riassuntiva) e il margine permarrebbe anche considerando  conservativamente il valore dei costi della sicurezza indicato in sede di  offerta»;

VISTO  l’orientamento consolidato della giurisprudenza, secondo cui nelle gare  pubbliche il giudizio di anomalia o di incongruità dell’offerta, oltre ad avere  natura globale e sintetica sulla serietà delle stesse nel loro complesso,  costituisce espressione di discrezionalità tecnica, sindacabile solo in caso di  macroscopica illogicità o di erroneità fattuale che rendano palese  l’inattendibilità complessiva dell’offerta (ex  multis Cons. Stato, sez. V, 12 marzo 2018,  n. 1541; Cons. Stato, sez.  V, 14 giugno 2017, n. 2900; Cons. Stato, sez. V, 30 marzo 2017, n. 1465; v.  anche pareri di precontenzioso n. 796 del 19 luglio 2017; n. 84 del 10  aprile 2014);

RITENUTO pertanto  che,  nel caso di specie, non emerge una macroscopica illogicità, dal momento che venivano  esplicitate chiaramente le ragioni per cui si riteneva la congruità dell’offerta  presentata;

RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai  sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso  di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18  aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in motivazione che:

       
  • il giudizio di anomalia o di incongruità  dell’offerta, oltre ad avere natura globale e sintetica sulla serietà delle  stesse nel loro complesso, costituisce espressione di discrezionalità tecnica,  sindacabile solo in caso di macroscopica illogicità o di erroneità fattuale che  rendano palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta;
  •    
  • nel caso di specie non emerge tale macroscopica illogicità,  dal momento che venivano esplicitate chiaramente le ragioni per cui si riteneva  la congruità dell’offerta presentata.
  •    
       Raffaele    Cantone      

    Depositato presso la Segreteria  del Consiglio in data 11 maggio 2018
       Il Segretario Valentina Angelucci

       

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