DELIBERA N. 421 DEL  2 maggio 2018

OGGETTO:  Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016  presentata da Cosir S.r.l. - Procedura  negoziata per la concessione  del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e reintegra  delle matrici ambientali compromesse dal verificarsi di incidenti stradali ed  interventi eseguiti in situazioni di emergenza - Importo a base d’asta: euro  39.000,00 - S.A. Consorzio Industriale Provinciale Oristanese

 

PREC 85/18/S

Il Consiglio

VISTA  l’istanza singola prot. n. 71498 del 23 maggio 2017 presentata da Cosir S.r.l.,  nella quale si evidenzia che il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese ha  indetto una procedura negoziata previo avviso a manifestare interesse per  l’affidamento in concessione del servizio in oggetto, rivolta a soggetti in  possesso di «esperienza documentata nel settore del ripristino delle condizioni  di sicurezza della viabilità pubblica post-incidente». L’istante, invitato alla  procedura de qua, afferma che nella lettera  di invito la stazione appaltante ha previsto, quale requisito di capacità  tecnico-professionale, l’avvenuta esecuzione di due servizi identici a quelli  della procedura in parola. Tale requisito, che ha impedito la partecipazione  della Cosir S.r.l., è ritenuto illegittimo in quanto eccessivamente restrittivo  della concorrenza e non giustificato rispetto alla natura, al valore economico  e alla complessità delle attività richieste;

VISTO  l’avvio dell’istruttoria effettuato in data 5 aprile 2018;

VISTA la documentazione in atti e, in particolare, la disciplina di gara  nella parte oggetto di contestazione;

VISTA la memoria prodotta dalla stazione appaltante, nella  quale si sottolinea che il p.to  2.2.1. della lettera di invito prevedeva, quale requisito, l’avvenuta esecuzione  nell’ultimo quinquennio «di almeno due servizi analoghi (ripristino e bonifica  della sede stradale a seguito di sinistri) svolti per Enti Pubblici». La  stazione appaltante, oltre ad   evidenziare che si tratta di servizi analoghi e non identici - per i  quali non viene richiesta neanche una soglia minima di importo contrattuale - osserva  che l’arco temporale di riferimento è stato esteso al quinquennio e che,  secondo quanto disposto  dal p.to 13.1  della lettera di invito, i relativi contratti potevano avere avuto inizio anche  prima del periodo di riferimento, con ciò ampliando ulteriormente le possibilità  di dimostrare il possesso del requisito richiesto;

RILEVATO che sulla questione  posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei  pareri di precontenzioso di cui all’art. 211, comma  1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
CONSIDERATO che  costituisce principio generale e consolidato in materia di contratti pubblici  quello secondo cui i bandi di gara possono prevedere requisiti di capacità  anche particolarmente rigorosi, purché non siano discriminatori e abnormi  rispetto alle regole proprie del settore, giacché rientra nella discrezionalità  dell’amministrazione aggiudicatrice la possibilità di fissare requisiti di partecipazione  ad una singola gara superiori a quelli previsti dalla legge. Sotto il profilo  dell’adeguatezza, ciò corrisponde a un corretto uso del principio di  proporzionalità nell’azione amministrativa: le credenziali e le qualificazioni  pregresse devono infatti - ai fini dell’efficiente risultato del contratto e  dunque dell’interesse alla buona amministrazione - essere attentamente  calibrate rispetto all’oggetto del contratto. Sarebbe in errore l’amministrazione  pubblica che, non facendosi carico di un tale criterio di corrispondenza,  aprisse incautamente la via dell’aggiudicazione a chi non dimostri specifiche esperienze  e capacità. Naturalmente, sempre in ragione del criterio dell’adeguatezza,  stavolta congiunto a quello della necessarietà, tali particolari requisiti  vanno parametrati all'oggetto complessivo del contratto di appalto ed essere  riferiti alle sue specifiche peculiarità, al fine di valutarne la  corrispondenza effettiva e concreta alla gara medesima, specie con riferimento  a quei requisiti che esprimono la capacità tecnica dei concorrenti (cfr. da  ultimo, Cons. Stato, sez. V, sent. n. 9 del 4 gennaio 2017 e Delibera n. 830  del 27 luglio 2017);

CONSIDERATO che, in riferimento  al concetto di similarità dei servizi pregressi, deve rammentarsi che i servizi analoghi non significano servizi  identici, poiché la formula “servizi analoghi” implica la necessità di  ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione,  elementi che devono scaturire dal confronto tra le prestazioni oggetto  dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei contratti indicati dai  concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità tecnica richiesta dal  bando.I servizi  analoghi, in questo senso, designano una categoria aperta di prestazioni,  accomunate da elementi caratterizzanti simili ed omogenei a quelli oggetto di gara.
Pertanto, quando la lex specialis di  gara richiede, come nella fattispecie, di dimostrare il pregresso svolgimento  di servizi simili, non è necessario  che i concorrenti dimostrino di aver svolto tutte le attività rientranti  nell’oggetto dell’appalto, considerato che la ratio di siffatte clausole è proprio quella di perseguire un  opportuno contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore  qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche (Cons.  Stato, sez. V, 25 giugno 2014 n. 3220);

RILEVATO  che, nel caso di specie, date le specifiche peculiarità dell’affidamento  oggetto della concessione, il requisito di capacità tecnico-professionale così  come definito dalla stazione appaltante possa rientrare nel novero delle  scelte discrezionali dell’amministrazione, risultando motivato dall’esigenza di  garantire la capacità effettiva di eseguire il ripristino delle normali condizioni  stradali a seguito di incidenti, sia in considerazione delle diverse tipologie  di possibili rifiuti generati, anche inquinanti o pericolosi, sia dei rischi  per la sicurezza derivanti dalla non corretta esecuzione delle operazioni necessarie;

RITENUTO che il requisito non appare oggettivamente  sproporzionato o incongruo, né eccessivamente limitativo della  partecipazione alla gara, anche alla luce delle indicazioni fornite con le  Linee guida n. 4 relative agli affidamenti di importo inferiore alla soglia  comunitaria, che prevedono che le capacità tecniche e professionali siano  dimostrate con «l’attestazione di esperienze maturate nello specifico settore,  o in altro settore ritenuto assimilabile, nell’anno precedente o in altro  intervallo temporale ritenuto significativo» (Delibera n. 1097 del 26 ottobre  2016, aggiornata con Delibera n. 206 del 1 marzo 2018, p.to 4.2.1.);

CONSIDERATO, altresì, che la stazione appaltante ha ammesso la  possibilità per i concorrenti di ricorrere ad istituti pro-concorrenziali come  il raggruppamento temporaneo di imprese e l’avvalimento

RITENUTA, pertanto, non accoglibile la  contestazione sollevata dall’istante;

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che:

       
  • la  clausola contestata della disciplina di gara relativa alla capacità tecnico-professionale  non costituisce violazione dei principi generali in materia di contratti  pubblici.

Raffaele  Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 11 maggio 2018
Il segretario Valentina Angelucci

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