DELIBERA N. 442  DEL 9 maggio 2018

OGGETTO: Istanza di parere di  precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da Siram  S.p.a. ––  Servizio di conduzione e manutenzione  degli impianti termici installati negli edifici di proprietà e pertinenza di  Roma CapitaleImporto totale a  base d’asta: euro 9.660.000,00; lotto n. 3 euro 2.420.000,00 - S.A. Comune di Roma
PREC 94/18/S

Il Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 138387 del 23 dicembre 2017  presentata da Siram S.p.a., e  relativa memoria, con la quale l’istante, concorrente nella gara in oggetto, chiede di «verificare  la legittimità del bando e del disciplinare di gara nella parte in cui non  prevedono un tetto massimo alla formulazione delle offerte tecniche e non consentono  alla Commissione di gara di valutarne la congruità»; e chiede di «accertare la legittimità del procedimento seguito dalla S.A.  che, pur in presenza di chiari “elementi specifici” non ha attivato la verifica  dell’anomalia ai sensi dell’art. 97, co. 6 d.lgs.18 aprile 2016, n. 50», con particolare riferimento ad  alcuni elementi dell’offerta tecnica per i quali alcuni concorrenti indicavano,  a parere dell’istante, numeri stratosferici del tutto inverosimili;

VISTA la memoria della S.A. prot. 29864 del 6 aprile  2018, con la quale essa rappresenta che nessun vincolo legale impone la  definizione preventiva di un tetto massimo delle quantità offerte e che ciò  sarebbe andato a scapito del punteggio per la componente tecnica a vantaggio  del prezzo più basso; riferisce inoltre che, per  il servizio in oggetto, è necessario disporre  del maggior numero possibile di tecnici operativi, mezzi e strumentazione al  fine di intervenire tempestivamente su una molteplicità dei circa 1900 impianti  gestiti. Sottolinea che la verifica sul rispetto degli obblighi assunti spetta  alla S.A. e precisa che l’Amministrazione in realtà avviava il sub-procedimento  di verifica dell’anomalia con riferimento a una offerta del lotto 2, avendo  ravvisato il presupposto degli “elementi specifici”; infine la S.A. riferisce  di aver revocato in autotutela la procedura in parola al fine di aderire alla  convenzione Consip Servizio Integrato Energia 3;

CONSIDERATO che il provvedimento  di revoca della procedura si riferisce solamente ai lotti 1 e 2 della gara in  oggetto, per i quali si rileva l’improcedibilità dell’istanza per sopravvenuta  carenza di interesse ai sensi dell’art. 6, co. 3 del Regolamento per il  rilascio di pareri di precontenzioso del 5 ottobre 2016, mentre per il lotto 3 era  confermata l’aggiudicazione, e pertanto il presente parere si riferisce  esclusivamente al lotto 3;
VISTO  l’orientamento consolidato della giurisprudenza, secondo cui (Cons. Stato sez.  III 9 dicembre 2015, n. 5597) «La scelta  dell’Amministrazione di attivare il procedimento di verifica dell’anomalia  dell’offerta è ampiamente discrezionale e può essere sindacata, in conseguenza,  davanti al giudice amministrativo solo in caso di macroscopica irragionevolezza  o di decisivo errore di fatto. Le valutazioni sul punto devono essere compiute  dall’Amministrazione in modo globale e sintetico, con riguardo alla serietà  dell’offerta nel suo complesso e non con riferimento alle singole voci  dell’offerta (Cons. St., sez. VI, 26 maggio 2015, n. 2662; Cons. St., sez. V, 6  maggio 2015, n. 2274; in tal senso anche Parere di precontenzioso n. 84  del 10 aprile 2014).  La  ratio del sub procedimento di verifica dell'anomalia è, pertanto, quella di  accertare la serietà, la sostenibilità e la sostanziale affidabilità della  proposta contrattuale, in maniera da evitare che l'appalto sia aggiudicato a  prezzi eccessivamente bassi, tali da non garantire la qualità e la regolarità  dell'esecuzione del contratto oggetto di affidamento; la scelta di sottoporre  l’offerta a verifica facoltativa di anomalia, ai sensi dell’art. 97, co. 6 è  una valutazione ampiamente discrezionale, che non richiede un’espressa  motivazione e che risulta sindacabile soltanto in caso di macroscopica  irragionevolezza o illogicità (TAR Umbria 30 marzo 2018, n. 192; TAR Lombardia 27  ottobre 2017, n. 2048);

CONSIDERATO altresì  che, nel caso di specie, la graduatoria  relativa al lotto 3 non avrebbe subito modifiche anche nell’ipotesi di  decurtazione dei singoli punteggi contestati dall’istante;

RITENUTA pertanto la carenza di interesse dell’istante anche  con riferimento a tale lotto di gara;

RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai  sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso  di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18  aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

rileva:

       
  • con riferimento ai lotti 1 e 2, l’improcedibilità  dell’istanza per carenza di interesse sopravvenuta ai sensi dell’art. 6, co. 3  del Regolamento per il rilascio di pareri di precontenzioso del 5 ottobre 2016,  in considerazione dell’intervenuta revoca della gara;
  •    
  • con riferimento al lotto 3, l’improcedibilità  dell’istanza per carenza di interesse ai  sensi dell’art. 6, co. 3 del Regolamento per il rilascio di pareri di  precontenzioso del 5 ottobre 2016, considerato che la graduatoria non  avrebbe subito modifiche anche nell’ipotesi di decurtazione dei punteggi  contestati dall’istante;

ritiene, nei  limiti di cui in  motivazione, che:

       
  • la scelta di sottoporre l’offerta a  verifica facoltativa di anomalia ai sensi dell’art. 97, co. 6 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 è comunque una  valutazione ampiamente discrezionale, che non richiede un’espressa motivazione  e che risulta sindacabile soltanto in caso di macroscopica irragionevolezza o  illogicità.


Raffaele Cantone

 

Depositato presso la Segreteria  del Consiglio in data 15 maggio 2018
Il Segretario Maria Esposito

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