DELIBERA N. 471   DEL 23 maggio 2018

OGGETTO: Istanza di parere  per la soluzione delle controversie ex art. 211 del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da ANCE Udine/ Comune di  Udine. Procedura negoziata per l’affidamento dei lavori di riqualificazione  della via Tomadini (Opera 7049). Criterio di aggiudicazione: minor prezzo. Importo  a base di gara: 116.818,60 euro.
PREC. 106/18/L

Il  Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 85884 del 28 giugno 2017 con cui l’ANCE  Udine chiedeva un parere all’Autorità sulla legittimità del bando di gara in  oggetto. In particolare contestava, tra i requisiti di partecipazione, la  richiesta agli operatori economici della dimostrazione di aver svolto lavori  analoghi a quelli oggetto dell’affidamento nel quinquennio antecedente la data  di pubblicazione del bando pur in presenza di valida attestazione SOA per la  cat. OG2 relativa a “Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a  tutela ai sensi delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali”,  cl.I o superiore.
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 17 aprile  2018;
VISTE le memorie prodotte dalle parti;
RILEVATO che l’avviso di manifestazione di interesse  pubblicato dal Comune di Udine prevede che gli operatori economici ammessi a  partecipare alla selezione siano solo quelli in possesso alternativamente  dell’iscrizione alla Camera di commercio “coerente  con la materia oggetto dell’affidamento” o dell’attestazione SOA nella cat.  OG2 prevalente,  cl. I o superiore,  che possiedano altresì la possibilità di  dimostrare di aver svolto lavori analoghi a quelli oggetto del bando, svolti  negli ultimi cinque anni dalla data di pubblicazione dell’avviso, descritti in  modo dettagliato come di seguito: “opere  di pavimentazione in lastre di pietra e posa in opera di pavimentazione  stradale in ciottoli su letto di sabbia per una superficie di almeno 1700 mq  suddivisa tra i due materiali”;
CONSIDERATO che l’art. 90 D.pr. 207/2010, nonché le Linee  guida Anac n.4 Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo  inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e  formazione e gestione degli elenchi di operatori economici” prevedono che “gli operatori economici, per partecipare  agli appalti di importo pari o inferiore a 150.000 euro concernenti i lavori  relativi alla categoria OG 13, fermo restando quanto previsto al comma 1,  devono aver realizzato nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del  bando, dell'avviso o della lettera di invito, di lavori analoghi per importo  pari a quello dei lavori che si intendono eseguire, e presentare l'attestato di  buon esito degli stessi rilasciato dalle autorità eventualmente preposte alla  tutela dei beni cui si riferiscono i lavori eseguiti”. La  discrezionalità tecnica nel giudizio sulla analogia dei lavori eseguiti prende  a parametro la tipologia dei lavori da svolgere con le specificità che li  caratterizzano;
CONSIDERATO che la presente procedura di gara essendo di  importo inferiore ai 150.000 euro ben avrebbe  potuto richiedere la dimostrazione di requisiti di specializzazione a garanzia  delle adeguate capacità degli operatori economici da invitare se sprovvisti di  qualificazione SOA nel settore specifico;
RITENUTO però che avendo richiesto il possesso di  attestazione SOA cat. OG2, come previsto dall’art. 60 Dpr. 207/2010 essa  costituisca “attestazione necessaria e  sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità  tecnica e finanziaria ai fini dell’affidamento” ;
CONSIDERATO che tale principio è ribadito nelle Linee guida  Anac n.4 “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo  inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e  formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”, adottate con Delibera  n. 1097 del 26 ottobre 2016, come aggiornate a seguito del Dlgs.56/2017;
CONSIDERATO che tale principio risponde al divieto di  aggravamento degli oneri probatori in materia di qualificazione (cfr. parere n.  108 del 9 giugno 2011) ed è confermato dall’Autorità nel “Manuale sull’attività  di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a  150.000 euro”, nel quale è stato precisato che l’attestazione di qualificazione  in corso di validità costituisce  di per  sé certificazione abilitante alla partecipazione ad una procedura di gara senza  necessità di dimostrazione del possesso di ulteriori requisiti;
RITENUTO pertanto che, come già espresso in precedenti pareri  (vd. Delibera n. 1362 del 20.12.2017) la previsione dell’ente appaltante nella  gara in oggetto oltre che illegittima e contraria alla normativa in  vigore,  risulta lesiva della par condicio  e del principio di partecipazione;

Il  Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, l’operato della  stazione appaltante non conforme alla disciplina normativa di settore.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 1  giugno 2018
Il Segretario Maria Esposito
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