DELIBERA N. 574 DEL  13 giugno 2018

OGGETTO: Istanza congiunta di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da V.O.L.A.  Società Cooperativa Sociale Onlus e dall’Azienda Pubblica di Servizi alla  Persona “S. Lorenzo e S. Maria della Misericordia” Borgo Valsugana –  Indagine  di mercato per l’individuazione degli operatori economici da invitare alla  procedura di aggiudicazione per la gestione della Casa di Soggiorno  “Arcobaleno” S.A. Azienda Pubblica  di Servizi alla Persona “S. Lorenzo e S. Maria della Misericordia” Borgo  Valsugana (TN) - Importo a base  d’asta: euro 143.100,00
PREC  138/18/S

Il Consiglio

Considerato in fatto
Con istanza congiunta di parere prot. n.  42175 del 17 maggio 2018, V.O.L.A. Società Cooperativa Sociale Onlus e  l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “S. Lorenzo e S. Maria della  Misericordia” Borgo Valsugana rappresentano  che la società cooperativa istante, aggiudicataria provvisoria del servizio in  oggetto, veniva esclusa a seguito della verifica dei requisiti da parte della  S.A. in quanto risultava iscritta alla C.C.I.A.A. solamente per il settore di  attività di “Assistenza sociale non residenziale”, mentre il requisito  richiesto dal bando-invito era l’iscrizione al Registro delle imprese per la  categoria di beni/servizi oggetto dell’appalto e quindi per “Assistenza sociale  residenziale”.
La  S.A. ritiene quindi che l’attività svolta dalla cooperativa istante sia “minore  in senso quantitativo e qualitativo” rispetto a quanto richiesto.
La  Cooperativa esclusa, al contrario, ritiene la propria iscrizione sufficiente in  quanto relativa ad “attività in linea con le prestazioni dedotte in contratto”.
Le  parti chiedono pertanto congiuntamente all’Autorità se l’iscrizione al registro  delle imprese per servizi di “Assistenza sociale non residenziale” possa essere  considerata sufficiente nel caso di specie.

 

Ritenuto in  diritto

La  questione oggetto dell’istanza di parere riguarda la legittimità  dell’esclusione disposta dalla S.A. per carenza del requisito di idoneità  professionale di iscrizione al registro delle imprese per la categoria di  servizi oggetto del bando di gara.
Si  osserva preliminarmente che, in generale, qualora un bando di gara richieda il  requisito dell’iscrizione nel Registro delle imprese per “attività”, ciò va  inteso quale attività specifica concretamente svolta dai concorrenti, tesa a  garantire che i soggetti partecipanti abbiano acquisito un’esperienza nel  settore interessato (in tal senso vedasi il parere di precontenzioso n.  195/2012); tale richiesta ha il chiaro intento di consentire alla stazione  appaltante di selezionare l’affidatario  tra quegli operatori economici  dotati di specifica affidabilità professionale nel  settore interessato (delibera n. 551  dell’11  maggio 2016). Anche la giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sez.  III, sent. 27 marzo 2018, n. 1902; sent. n. 5729 del 2 dicembre  2013; 27 gennaio 2015, n. 343) afferma che, ai fini della partecipazione alla  gara, rileva l’attività specifica svolta dell'impresa, in quanto l'indicazione  tra i requisiti di partecipazione di una specifica attività è finalizzata a  selezionare imprese che abbiano esperienza nel settore interessato: in caso  contrario, sarebbe richiesta la mera iscrizione alla C.C.I.A.A. e non  l'iscrizione per una determinata attività (parere Avcp n. 28 del 3 ottobre  2007). A tal fine rileva, inoltre, la sola attività prevalente, in concreto  espletata e documentata dall'iscrizione presso la Camera di Commercio (cfr.  Cons. Stato, Sez. III, 28/12/2011 n. 6968; Sez. IV, n. 343/2015 cit.).
La giurisprudenza ha avuto anche modo di affermare,  a fronte di un bando che circoscriveva la partecipazione alla gara a  quanti avessero maturato esperienze specifiche nell'àmbito della gestione di  strutture di assistenza residenziale per anziani, che un certificato camerale  recante iscrizione per lo svolgimento di "servizi a persone della terza  età, in particolare servizi di compagnia, pulizia casa-persona etc." «identifica  una sfera più ristretta di prestazioni, limitate all’assistenza alla persona  anziana in ambiente domestico, sì da restarne estranea la gestione di strutture  in forma di "albergo", con tutte le problematiche legate alla  conduzione di simili complesse attività» (T.A.R. Campania Napoli Sez. VIII, 7 dicembre 2017, n. 5800).
Venendo  al caso di specie, si osserva preliminarmente che il bando per l’indagine di  mercato richiedeva espressamente, quale requisito di partecipazione,  «l’iscrizione al registro delle imprese per la categoria di beni/servizi  oggetto dell’appalto», e l’oggetto dell’appalto era chiaramente identificato  nella «Gestione della Casa di Soggiorno “Arcobaleno” dell’A.P.S.P. “S. Lorenzo  e S. Maria della Misericordia” (n. massimo di utenti: 15)».
Appare  evidente dunque che i servizi oggetto del bando di gara consistevano nella  gestione di una struttura residenziale, e pertanto l’iscrizione occorrente ai fini  della dimostrazione del requisito dell’idoneità professionale doveva riguardare  la categoria dei servizi assistenziali di carattere residenziale.
Il certificato camerale prodotto dalla Cooperativa  istante reca, quale “attività esercitata”, la voce “Servizi socio  assistenziali” e specificamente “Servizi di assistenza anziani e disabili,  assistenza alle persone, assistenza domiciliare, gestione e manutenzione del  verde, servizi di pulizia e disinfezione, assistenza, vigilanza e sorveglianza  anziani, disabili e bambini” e riporta la classificazione ATECO 2007 88.10.00, corrispondente  ad “Assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili”.
Tale  classificazione descrive l’attività di assistenza sociale che si svolge presso  il domicilio, o anche altrove, ma dalla quale sono espressamente escluse le  attività simili ma residenziali (che corrispondono al codice diverso 87.30.00).  Si osserva quindi che, sebbene i codici ATECO riportati nelle visure camerali  non abbiano di per sé valore certificativo, essi hanno comunque la funzione di  fornire una descrizione delle attività svolte riportate nel certificato  camerale e, nel caso dei servizi socio-assistenziali, distinguono espressamente  l’attività di assistenza residenziale da quella non residenziale.
La  Cooperativa istante afferma di aver scelto, quale attività principale in fase  di iscrizione, l’attività di assistenza sociale non residenziale «per motivi  meramente fiscali». Anche l’Albo regionale delle cooperative sociali reca,  quale attività esercitata dalla Cooperativa istante,  l’“assistenza sociale non residenziale per  anziani e disabili”.
Pertanto,  dal momento che ai fini dell’accertamento del requisito di idoneità  professionale, rileva senza dubbio l’attività principale esercitata, come documentata  dal certificato camerale, nel caso di specie si rileva che la stessa non appare  comprensiva anche della categoria richiesta dal bando per attività  socio-assistenziale di carattere residenziale, ed è pertanto legittima  l’esclusione disposta dalla stazione appaltante.
In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione che:

       
  • è legittima l’esclusione disposta dalla stazione  appaltante in quanto, ai fini dell’accertamento del requisito di idoneità  professionale, rileva l’attività principale esercitata, come documentata dal  certificato camerale, e nel caso di specie la stessa non appare comprensiva  della categoria richiesta dal bando per attività socio-assistenziale di carattere  residenziale.

Raffaele Cantone  

 

Depositato presso la Segreteria del    Consiglio in data 26 giugno 2018
Il Segretario Maria Esposito

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