DELIBERA N. 623 DEL  4 luglio 2018

OGGETTO: Istanza di parere di  precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs. 50/2016 presentata da Consorzio  GEMA Affidamento del servizio di  gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Matino per la  durata di 12 mesi Importo a base  d’asta: euro 1.029.889,00 - S.A. C.U.C. Matino e Parabita (LE)
PREC 144/18/S

Il Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 105034 del 6 settembre 2017  presentata da Consorzio GEMA,  con la quale l’istante rappresenta di essere  stato escluso dalla gara in oggetto per avere indicato il prezzo offerto solo in  cifre e non in lettere, e chiede parere in ordine alla legittimità  dell’esclusione e della clausola della lex specialis che prevedeva  l’indicazione obbligatoria del prezzo offerto e del ribasso sia in cifre che in  lettere a pena di esclusione;

VISTA la memoria della S.A. prot. 50943 del 13 giugno  2018, con la quale essa rappresenta che la doppia indicazione, in cifre e in  lettere, era espressamente prevista a pena di esclusione dagli atti di gara e che  pertanto la Commissione di gara legittimamente sanzionava con l’esclusione il  concorrente che non rispettava tale previsione, e richiama a supporto  giurisprudenza del 2007 (Cons. Stato n. 4644/2007 e n. 2423/2007; Tar Lecce n.  1940/2007);

VISTO il punto 17.1 del disciplinare di  gara che richiedeva di inserire nella busta C, a pena di esclusione,  «l’indicazione del ribasso percentuale, espresso sia in cifre che in lettere» e  l’indicazione del prezzo offerto in cifre e lettere, come risultante dal ribasso,  e il punto 20.3.2 che ribadiva l’esclusione delle offerte «che recano  l’indicazione del ribasso in cifre ma non in lettere»;

VISTO il principio di tassatività delle cause di esclusione,  codificato all’art. 83, co. 8 d.lgs. 50/2016, a tenore del quale «I bandi e le lettere  di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione  rispetto a quelle previste dal presente codice e da altre disposizioni di legge  vigenti. Dette prescrizioni sono comunque nulle.»;

VISTO il parere reso con delibera n. 243 dell’8  marzo 2017, dove si precisa che il nuovo codice  appalti non prevede nulla  nel caso in cui un errore di scritturazione si materializzi  in una  difformità tra l’offerta indicata in lettere e la stessa indicata in   cifre, e che solo il Regolamento n.  207/2010 attuativo del d.lgs.  n. 163/2006 contemplava il principio  della prevalenza dell’offerta  indicata in lettere rispetto a quella indicata in  cifre (art. 119, commi  2 e 3), ed evidenzia il principio consolidato secondo cui una rettifica  dell’offerta  è ammissibile solo qualora ci si possa pervenire con  ragionevole certezza e,  comunque, senza attingere a fonti di conoscenza  estranee all’offerta medesima  né a dichiarazioni integrative o  rettificative dell’offerente;

VISTA  la giurisprudenza secondo la quale l’errore materiale direttamente   emendabile è soltanto quello che può essere percepito o rilevato ictu oculi,  dal contesto  stesso dell’atto e senza bisogno di complesse indagini  ricostruttive di  una volontà agevolmente individuabile e chiaramente  riconoscibile da  chiunque (da ultimo: Cons. Stato, sez. V, sent. 11 gennaio  2018, n.113);

RITENUTO pertanto che, nel caso di specie,  la previsione di esclusione contenuta nel disciplinare di gara era in contrasto  con il principio di tassatività delle cause di esclusione e pertanto la  relativa clausola doveva essere disapplicata dalla Commissione di gara. Inoltre  dall’offerta del concorrente era ricavabile la corretta percentuale di   ribasso senza attingere a fonti di  conoscenza estranee all’offerta  medesima né a dichiarazioni integrative o  rettificative dell’offerente;

RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai  sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso  di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18  aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in  motivazione che:

       
  • nel caso di specie, l’esclusione è illegittima in  quanto la previsione di esclusione contenuta nel disciplinare di gara era in  contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione e pertanto  la relativa clausola doveva essere disapplicata dalla Commissione di gara.  Inoltre dall’offerta del concorrente era ricavabile la corretta percentuale di   ribasso senza attingere a fonti di  conoscenza estranee all’offerta  medesima né a dichiarazioni integrative o  rettificative dell’offerente.


Raffaele    Cantone  

 

Depositato presso la Segreteria  del Consiglio in data 12 luglio 2018
Il Segretario Maria Esposito

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