DELIBERA N. 707 DEL  24 luglio 2018

OGGETTO: Istanza di  parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del decreto  legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Impiantistica Meridionale Srl – Concessione di servizio  lampade votive, occasionali e straordinarie dell’1 e 2 novembre nel cimitero  Cardito-Crispano (esecuzione di lavori manutenzione ordinaria e straordinaria e  gestione funzionale ed economica del servizio) – Criterio di aggiudicazione: offerta  economicamente più vantaggiosa – Importo a base d’asta: euro 497.822,10; S.A.:  CUC Frattamaggiore-Crispano-Grumo Nevano Consorzio Cimitero Cardito-Crispano.
PREC 140/18/S

Il Consiglio

VISTA l’istanza acquisita al prot. ANAC n. 0085377 del 27.6.2017, con la quale la  società Impiantistica Meridionale Srl, classificatasi seconda in graduatoria, contesta  il fatto che sia la prima che la terza in graduatoria abbiano fatto ricorso  all’istituto dell’avvalimento per soddisfare il requisito richiesto al par.  III.2.3 del Bando, ovvero la certificazione OHSAS 18001 e SA 8000;
CONSIDERATO che l’istante, in particolare, ritiene che «le certificazioni in esame debbano essere  ascritte tra i requisiti di ordine soggettivo di affidabilità dell’o.e. che,  come tali, non possono che essere posseduti da chi esegue effettivamente la  prestazione» e che «Come ha avuto  modo di sottolineare la giurisprudenza amministrativa (es. CdS, Sez. V, 28.7.2015,  n. 3698) proprio la stretta relazione che sussiste tra la gestione dell’impresa  nel suo complesso ed il riconoscimento del certificato, rende quest’ultimo connotato  da un’implicita soggettività e come tale non cedibile ad altre imprese se  disgiunta dall’intero complesso aziendale in capo al quale è stato riconosciuto  il sistema di qualità»;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 6.6.2018;
VISTA la documentazione in atti e le memorie delle parti;
RILEVATO preliminarmente che  l’istanza non è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse delle  parti, come invece eccepito dalla Stazione appaltante sulla base della  considerazione che «la richiesta di  parere era riferita a questione sollevata dalla Ditta Impiantistica Meridionale  S.R.L… avverso la concorrente Berlor di Antonio Bergamo (prima classificata  – n.d.r.) […]  entrambe escluse dalla procedura di gara», atteso, da un lato, che l’odierna istante muove  la medesima contestazione anche nei confronti della terza classificata (nonché definitiva  aggiudicataria dell’appalto) e, dall’altro, che è proprio il provvedimento di  esclusione, asseritamente illegittimo, che legittima le parti estromesse dalla  gara a promuovere il parere di precontenzioso;    
CONSIDERATO che secondo la giurisprudenza più recente (CdS, Sez. V,  27 luglio 2017,  n. 3710) «quando oggetto  dell’avvalimento è la certificazione di qualità di cui la concorrente è priva,  occorre, ai fini dell’idoneità del contratto, che l’ausiliaria metta a  disposizione dell’ausiliata l’intera organizzazione aziendale, comprensiva di tutti  i fattori della produzione e di tutte le risorse, che, complessivamente   considerata, le ha consentito di acquisire la certificazione di qualità  da  mettere a disposizione (cfr. Cons. Stato, sez. V, 23 febbraio 2017, n.  852;  Cons. Stato., sez. V, 12 maggio 2017, n. 2225, con considerazioni  riferite al  prestito dell’attestazione S.O.A., che valgono a maggior  ragione per il prestito  della certificazione di qualità). La qualità  risulta, infatti, inscindibile dal  complesso dell’impresa che rimane in  capo all’ausiliaria»;  è stato anche affermato (Tar Lazio Roma sez. II  14 luglio 2017, n. 8520) che «L’ammissibilità  dell’avvalimento della certificazione di qualità costituisce un dato pacifico  nel nuovo codice dei contratti, laddove uno specifico criterio di delega (art.   1, comma 1, lett. zz) del d.lgs n. 11/2016) prevedeva “[la] revisione  della disciplina vigente in materia di avvalimento, nel rispetto dei  princìpi dell'Unione europea e di quelli desumibili dalla giurisprudenza  amministrativa  in materia, imponendo che il contratto di avvalimento  indichi nel dettaglio le  risorse e i mezzi prestati, con particolare riguardo  ai casi in cui l'oggetto  di avvalimento sia costituito da certificazioni  di qualità o certificati attestanti il possesso di adeguata organizzazione  imprenditoriale ai fini della  partecipazione alla gara” [...]»;
RILEVATO che l’Autorità, melius  re perpensa, anche in adesione all’ormai prevalente orientamento  giurisprudenziale, ritiene ammissibile l’avvalimento delle certificazioni di  qualità sebbene soltanto ove insieme alla stessa certificazione venga  “prestata” l’intera organizzazione aziendale che ne costituisce il presupposto  oggettivo (v. Delibera n. 1085 del 25  ottobre 2017 e la giurisprudenza ivi citata);
RITENUTO, pertanto, che l’avvalimento delle certificazioni  di qualità, subordinato alla condizione del rigoroso rispetto dei presupposti indicati  dalla citata giurisprudenza amministrativa, la puntuale verifica dei quali (soprattutto  in fase esecutiva) grava sulla Stazione appaltante, si considera ammissibile,        

Il Consiglio

ritiene, nei limiti delle motivazioni che  precedono, l’operato della Stazione appaltante conforme alla disciplina  normativa di settore. 

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni  

Depositato presso la Segreteria del    Consiglio in data 30 luglio 2018
Il Segretario    Maria Esposito

 

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