DELIBERA N. 758  DEL  5 settembre 2018

 

OGGETTO: Istanza congiunta  di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Eca Sindel Srl e Provincia  Sud Sardegna – Procedura di acquisto mediante RDO sul MEPA per la fornitura,  montaggio e posa in opera di simulatori per la realizzazione del laboratorio  denominato “Operare in sala macchine” per l’Istituto Globale Carloforte Sezione  Istituto Tecnico Nautico “C. Colombo”- Potenziamento delle dotazioni per lo  sviluppo delle competenze (scuole di eccellenza e formazione)-Finanziato a  valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2007/2013 – Criterio di aggiudicazione:  minor prezzo – Importo a base d’asta: euro 59.500,00; S.A.: Provincia Sud Sardegna.
PREC 168/18/F

Il Consiglio

VISTA l’istanza congiunta acquisita al prot. ANAC n. 39880 del 10.5.2018, con la quale la  Provincia Sud Sardegna, in qualità di Stazione appaltante, e la società Eca  Sindel Srl, come partecipante alla gara de  qua, chiedono all’Autorità di esprimersi in relazione alla legittimità  dell’operato della Stazione appaltante medesima con riferimento all’ammissione  alla gara della società Mobility IT, risultata poi aggiudicataria;
CONSIDERATO, più  specificamente, che la Eca sindel  Srl ritiene che la società aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa per la  mancanza del requisito di carattere tecnico-professionale, in quanto a suo  parere – diversamente da quanto prescritto dalla lex specialis di gara – essa non avrebbe «effettuato forniture per gli stessi prodotti oggetto della fornitura  cui si concorre» (così il Disciplinare all’art. 2, punto 1) di pagina 5  sotto “Requisiti di carattere tecnico-professionale”), bensì forniture relative  a servizi di editoria, L.I.M. e didattica digitale affatto differenti da quelle  richieste nell’appalto in esame (ossia simulatori per sala macchine);
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 26.7.2018;
VISTA la documentazione in atti e le memorie prodotte dalle  parti;
VISTO l’art. 83 e l’allegato XVII del d.lgs. n. 50/2016 che disciplinano,  rispettivamente, i criteri di selezione degli operatori economici in relazione  alla capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale e i relativi mezzi  di prova;
RITENUTO che il parere può essere reso ai sensi dell’art. 10 del  Regolamento di precontenzioso;
CONSIDERATO che è pacifico in giurisprudenza il principio in base al  quale “Nelle gare pubbliche, laddove  il bando di gara richieda quale requisito il pregresso svolgimento di «servizi  analoghi», tale nozione non può essere assimilata a quella di «servizi  identici» dovendosi conseguentemente ritenere, in chiave di favor  partecipationis, che un servizio possa considerarsi analogo a quello posto a  gara se rientrante nel medesimo settore imprenditoriale o professionale cui  afferisce l’appalto in contestazione, cosicché possa ritenersi che grazie ad  esso il concorrente abbia maturato la capacità di svolgere quest’ultimo”  (Cons. Stato, Sez. V, 18 dicembre 2017  n. 5944) e che “la ratio di  siffatte clausole è proprio quella di perseguire un opportuno contemperamento  tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della  massima partecipazione alle gare pubbliche” (TAR Sicilia, Palermo, Sez. II, 18 novembre 2014, n. 2892);
RITENUTO di condividere l’orientamento secondo cui «il concetto  di “servizio analogo”, e parimenti quello di “fornitura analoga”, deve essere  inteso non come identità, ma come mera similitudine tra le prestazioni  richieste, tenendo conto che l’interesse pubblico sottostante non è certamente  la creazione di una riserva a favore degli imprenditori già presenti sul  mercato ma, al contrario, l’apertura del mercato attraverso l’ammissione alle  gare di tutti i concorrenti per i quali si possa raggiungere un giudizio  complessivo di affidabilità» e che «…quand’anche un singolo servizio (o  fornitura) non possa considerarsi pienamente “analogo” a quello oggetto di  gara, la valutazione che dovrà compiere la stazione appaltante non potrà che  essere di tipo complessivo e ciò in quanto la sommatoria di tutti i servizi o  forniture dichiarate può “ragionevolmente essere considerata quale indice di  idoneità tecnica alla corretta esecuzione dell’appalto”» (cfr. TAR Toscana, Sez.  I, 18 gennaio 2016, n. 85 e TAR Sicilia, Palermo, Sez.  II, 12 luglio 2018, n. 1609);
RILEVATO che la Stazione appaltante, ai fini della comprova dei  requisiti di carattere tecnico-professionale, richiedendo la «Presentazione  dell’elenco delle principali forniture effettuate per gli stessi prodotti oggetto della fornitura cui si concorre…», ha inteso la locuzione “stessi  prodotti” non diversamente da quella, che sarebbe stata certamente più  corretta, di “prodotti/forniture analoghi/e” e che ciò è dimostrato dall’ammissione  alla gara della società Mobility IT nonostante emergesse chiaramente dalla  dichiarazione di cui all’Allegato E alla determinazione n. 232_ES del  20/04/2016 (Modello A1- dichiarazioni tecnico economiche) che tale società,  negli ultimi tre anni, ha eseguito forniture e servizi complementari, ad altre  imprese e amministrazioni, non identici a quelli messi a gara;
CONSIDERATO, inoltre, che  la società Mobility IT è iscritta al MEPA nell’area merceologica interessata  dall’appalto in esame e che l’oggetto della fornitura comprende prodotti  hardware e software certamente reperibili sul mercato e dunque “rivendibili”  alle amministrazioni interessate con le relative licenze d’uso per quanto  attiene al particolare software richiesto;
RITENUTE, pertanto, infondate  le doglianze della società istante,

Il Consiglio
                                                                  

ritiene, per le motivazioni che precedono  e limitatamente alla questione esaminata, l’operato della Stazione appaltante  conforme alla disciplina normativa di settore.

Raffaele  Cantone 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 settembre 2018
Il Segretario, Maria Esposito

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