DELIBERA N.  819   DEL 26 settembre 2018

OGGETTO: Istanza congiunta di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da RTP Studio Romanazzi-Boscia  e Associati s.r.l./Comune di Trani – Incarico professionale di  progettazione definitiva, geologo, agronomo, acquisizione pareri, progettazione  esecutiva, direzione lavori, misure e contabilità, coordinamento della  sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere di “Riutilizzo ai  fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio  dell’abitato – 1° stralcio”– Importo a base di gara: euro 389.846,31 - S.A.: Comune  di Trani
PREC  170/18/L

Considerato in fatto
Con  istanza congiunta acquisita al prot. n. 65830 del 26 luglio 2018, il RTP Studio  Romanazzi-Boscia e Associati s.r.l. e il Comune di Trani hanno  chiesto all’Autorità di valutare la legittimità dell’esclusione dalla gara in  epigrafe dell’RTP Studio Romanazzi-Boscia e Associati  s.r.l. per  avere redatto il fascicolo della relazione metodologica in contrasto con le  modalità di presentazione prescritte dalla lex  specialis di gara (lettera b, Capo 3, Parte prima del disciplinare: « (…)  le cartelle con contenuto di testo devono essere scritte con caratteri non  inferiori al corpo 10 (dieci punti) e non più di 50 (cinquanta) righe per  facciata, in ogni caso con il limite di 4.000 battute per pagina; (…)»).
La  stazione appaltante ha evidenziato che «la Commissione Giudicatrice ha inteso escludere  il RTP in quanto le modalità di redazione della documentazione tecnica, redatta  difformemente da quanto prescritto nel disciplinare di gara, attraverso  l’inserimento in ciascuna pagina, di un numero di battute e righe superiori a  quanto disposto dalla lex specialis, si traduce di fatto in un documento che,  qualora fosse stato redatto in maniera conforme, risulterebbe composto da un  numero di pagine superiore a quello indicato, ovvero 20 pagine».
L’operatore  economico ha lamentato l’erroneità del presupposto di fatto su cui si fonda  l’esclusione giacché il numero di righe utilizzato nella relazione, pari a 960,  risulterebbe inferiore a quello massimo di 1000 consentito dal disciplinare (50  righe x 20 pagine) ai fini dell’illustrazione della offerta tecnica. In  subordine, ha rilevato che le indicazioni del disciplinare relative alle  modalità di presentazione dell’offerta non sono presidiate da un’espressa  comminatoria di esclusione nel caso di mancato rispetto delle stesse e che  un’eventuale interpretazione in quel senso del punto a.3) dell’art. 6 del  disciplinare («sono escluse (…) le offerte: (…) a.3) in contrasto con le  indicazioni che la documentazione a base di gara, ai sensi della Parte prima,  Capo 3, individua come prescrittive») ne determinerebbe la nullità ai sensi  dell’art. 83, comma 8, del d.lgs. n. 50/2016 per violazione del principio di  tassatività delle cause di esclusione.
L’istruttoria  è stata avviata con nota prot. n. 67414 del 1° agosto 2018, a seguito della  quale l’operatore economico ha ribadito quanto già dedotto in sede di istanza.

Ritenuto in  diritto
Nella  Nota illustrativa al bando - tipo n. 1/2017 per l’affidamento di servizi e  forniture (deliberato in data 22 novembre 2017), l’Autorità ha raccomandato  alle stazioni appaltanti di «indicare che la relazione tecnica sia contenuta  entro un ragionevole e sintetico numero di pagine, valorizzando in tal senso un  principio di concentrazione», precisando tuttavia «che tale limitazione  rappresenta una mera indicazione ai concorrenti e non può costituire causa di  esclusione dalla gara».
Nel  caso in esame, il disciplinare di gara fornisce indicazioni sulle modalità di  redazione della “Relazione metodologica sullo svolgimento dell’incarico” prevedendo  che sia composta da una relazione descrittiva costituita da non più di 20  facciate in formato A4 con carattere di scrittura minimo 10, con la  precisazione che le cartelle con contenuto di testo non devono contenere più di  50 (cinquanta) righe per facciata e con il limite, in ogni caso, di 4.000 battute  per pagina (capo 3, lett. b, parte prima del disciplinare).
La  commissione giudicatrice ha rilevato la mancata osservanza delle modalità  prescritte dalla lettera b), capo 3, Parte prima del disciplinare di gara e ha  deliberato l’esclusione del costituendo RTP.
La  violazione delle disposizioni del disciplinare sarebbe consistita, come  chiarito dalla stazione appaltante in sede di istanza di parere, nell’inserimento  in ciascuna pagina, di un numero di battute e righe superiori a quanto disposto  dalla lex specialis.
La  contestazione in fatto dell’operatore economico, che ha evidenziato che il  numero complessivo di righe utilizzato nella relazione (960) è comunque  inferiore a quello massimo consentito (1000 come risultato del numero massimo  di righe per il numero massimo di pagine), non sembra cogliere nel segno,  almeno alla luce delle informazioni e dei dati dedotti in atti. Infatti, il  numero massimo di righe consentito sarebbe di 1000 solo nel caso in cui tutte  le pagine avessero esclusivamente contenuto di testo. In un caso, come quello  in esame, in cui la relazione contiene anche grafici, immagini, uno schema a  blocchi e una tabella (come riferito nelle pagine 2 e 3 della memoria del  costituendo RTP), fermo restando il limite di 20 facciate, è evidente che il  numero massimo di righe consentito non può essere complessivamente 1000, perché  ciò comporterebbe un superamento del numero massimo di pagine. Ne consegue che la  “Relazione metodologica sullo svolgimento dell’incarico” presentata dall’operatore  economico istante sembrerebbe avere effettivamente superato i limiti  dimensionali stabiliti dal disciplinare di gara.
Ciò  che tuttavia appare non conforme alla normativa di settore è l’applicazione  della sanzione espulsiva.
Come  chiarito nella citata Nota illustrativa al bando tipo n. 1/2017, la limitazione  dimensionale della relazione tecnica rappresenta una mera indicazione e non può  costituire causa di esclusione dalla gara.
Nel  caso di specie, il mancato rispetto delle indicazioni contenute nel  disciplinare non è presidiato da un’espressa clausola di esclusione, giacché il  punto a.3) dell’art. 6 del disciplinare sancisce l’esclusione delle offerte «in  contrasto con le indicazioni che la documentazione a base di gara, ai sensi  della parte prima, Capo III, individua come prescrittive» e l’indicazione dei  limiti dimensionali della relazione tecnica, come già detto, non dovrebbe avere  (e comunque non dovrebbe essere interpretata come avente) una natura  prescrittiva. Ad una interpretazione in tal senso osta il principio di  tassatività delle cause di esclusione, attualmente sancito dall’art. 83, comma  8, d.lgs. n. 50/2016, ai sensi del quale «I bandi e le lettere d’invito non  possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione rispetto a quelle  previste dal presente codice e da altre disposizioni di legge vigenti. Dette  prescrizioni sono comunque nulle». Come chiarito dalla giurisprudenza, in virtù  del richiamato principio, l’esclusione può essere disposta solo in applicazione  di una specifica causa indicata nel Codice dei contratti o di altre  disposizioni di leggi vigenti, ma nessuna disposizione normativa correla l’esclusione  dalla gara o altro tipo di sanzione al fatto che l’offerta sia formulata in un  numero di pagine superiore a quello stabilito dalla lex specialis (TAR Milano 14 settembre 2016 n. 1660; T.A.R. Puglia  Lecce, sez. III, 21 gennaio 2016, n. 176; Consiglio di Stato, sez. V, 23 marzo  2015, n. 1565 e, con specifico riferimento all’ipotesi di superamento della  lunghezza delle pagine, TAR Bologna 21 dicembre 2016 n. 1055).

Alla  luce delle considerazioni sopra esposte,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

       
  • l’esclusione  dell’RTP Studio Romanazzi-Boscia e Associati s.r.l. non è conforme alla  normativa di settore.

 

Raffaele Cantone

Depositato presso la segreteria del Consiglio in  data 5 ottobre 2018

Il  Segretario Maria Esposito
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