DELIBERA N. 893  DEL  17 ottobre 2018

OGGETTO:  Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016  presentata daComune  di San Mauro Pascoli – Indagine di mercato con procedura comparativa ai sensi  dell’art. 36, comma 2, lett. a) del d. lgs. 50/2016 per la concessione del servizio  di rimozione e custodia degli autoveicoli che sostano in violazione alle norme  del codice della strada - Importo complessivo a base d’asta: euro 12.750,00 -  S.A: Comune di San Mauro Pascoli

PREC 135/18/S

Il Consiglio

VISTA  l’istanza singola prot. n. 91785 del 15 luglio 2017 presentata dal Comune di  San Mauro Pascoli, nella quale la stazione appaltante pone una questione circa  la legittimità di un provvedimento di revoca dell’aggiudicazione. L’istante rappresenta  che, in sede di verifica del possesso dei requisiti in capo all’operatore  economico aggiudicatario della procedura in oggetto, è emersa una posizione  contributiva irregolare ai fini INAIL, per mancata presentazione delle denunce  obbligatorie periodiche. A seguito della comunicazione di avvio del  procedimento di revoca dell’aggiudicazione, l’impresa ha precisato che il  professionista incaricato dalla medesima aveva effettivamente trasmesso nei  termini all’INAIL la denuncia delle retribuzioni erogate nel 2016, ma l’INAIL aveva  respinto il foglio salario. Trattandosi di una denuncia salari di importo pari  a zero, è stato erroneamente ritenuto che l’operazione fosse comunque andata a  buon fine. Solo a seguito della verifica da parte del Comune di San Mauro  Pascoli, avendo appreso le risultanze negative del DURC, l’impresa ha  provveduto a ritrasmettere (senza modifiche) la denuncia salari, che è stata  accettata dall’INAIL con il conseguente rilascio di DURC regolare;

VISTO  l’avvio dell’istruttoria effettuato in data 28 maggio 2018;

VISTA la documentazione in atti e le memorie presentate  dalle parti, con riferimento in particolare alla posizione che qualifica l’irregolarità  come meramente formale (e come tale non costituente una “grave violazione” cui  consegue l’esclusione dalla gara), poiché la mancata presentazione della  denuncia salari ad opera del terzo incaricato non ha determinato, di fatto, alcuna  omissione nel pagamento di contributi, potendosi quindi considerare l’autodichiarazione  sul possesso dei requisiti effettuata in buona fede da parte del concorrente;

RILEVATO che sulla questione  posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del sopra richiamato Regolamento;

CONSIDERATO che l’articolo 80,  comma 4, del d.lgs. 50/2016 prevede che un operatore economico sia escluso  dalla partecipazione ad una gara d’appalto se ha commesso violazioni  gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento  di imposte e tasse o dei contributi previdenziali e che costituiscono  violazioni gravi in materia contributiva e previdenziale quelle ostative  al rilascio del DURC;

CONSIDERATO che costituisce affermazione  generale unanimemente condivisa quella secondo cui i  requisiti di  partecipazione alle procedure relative ad appalti pubblici devono  essere  posseduti dalla data di presentazione della domanda di  partecipazione  alla gara e anche successivamente, fino all’aggiudicazione e  alla  stipulazione del contratto, nonché per tutto il periodo dell’esecuzione dello  stesso, senza soluzione di continuità (Cons. Stato, sez. III, 21 luglio 2017 n.  3614; sez. V, 23 febbraio 2017 n. 852; Ad. Plen. n. 8 del 20 luglio 2015);

CONSIDERATO il principio  affermato dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella  sentenza 4  maggio 2012 n. 8 e ribadito dalla conforme giurisprudenza  successiva  (cfr., ex multis: Cons. Stato, sez. VI, 7 marzo 2016 n. 917; sez.  V, 2 luglio 2018 n. 4039) secondo cui la valutazione  della gravità delle  violazioni alle norme in materia previdenziale ed  assistenziale non è  rimessa alla valutazione caso per caso della stazione  appaltante, posto  che la nozione di “violazione grave” si deve desumere dalla  disciplina  previdenziale e in particolare dalla disciplina del documento unico  di  regolarità contributiva, con la conseguenza che la verifica della regolarità   contributiva delle imprese partecipanti a procedure di gara per  l’aggiudicazione  di appalti con la pubblica amministrazione è demandata  agli istituti di  previdenza, le cui certificazioni si impongono alle  stazioni appaltanti, le quali non possono sindacarne il contenuto;

VISTE le sentenze n. 5 e 6 del 29  febbraio 2016 con le quali l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha  statuito che, anche dopo l’entrata in vigore  dell’art. 31, comma 8, del  d. l. n. 69/2013, non sono consentite  regolarizzazioni postume della  posizione previdenziale, restando dunque irrilevante un eventuale adempimento  tardivo dell’obbligazione  contributiva, poiché la regola del previo  invito alla regolarizzazione  introdotta dal d.l. n. 69/2013 non trova  applicazione nel caso di certificato  di regolarità contributiva richiesto  dalla stazione appaltante ai fini della  verifica delle dichiarazioni rese  dall’impresa ai fini della partecipazione  alla gara (cfr. anche Delibera  n. 323 del 29 marzo 2017, Delibera n. 1034 del 5 ottobre 2016, delibera n. 915  del 31 agosto 2016);

CONSIDERATO  che il concetto di violazione degli obblighi previdenziali non può essere  limitato unicamente al mancato versamento dei contributi regolarmente accertati  e quantificati, bensì include anche l'omissione delle prescritte denunce  obbligatorie da parte del datore di lavoro, essendo riconducibile all’irregolarità formale che investe le  dichiarazioni obbligatorie un disvalore quantomeno equiparabile a quello  dell’omesso versamento (TAR Lazio, sez. III quater, 23 agosto 2018 n. 9023);

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che:

       
  • la  certificazione attestante l’irregolarità contributiva per omessa presentazione  delle denunce obbligatorie periodiche non è sindacabile da parte della stazione  appaltante e non è suscettibile di regolarizzazione postuma da parte del  concorrente

Raffaele Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 25 ottobre 2018
Il  Segretario Maria Esposito
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