DELIBERA N. 1037 DEL  30 ottobre 2018

OGGETTO: Istanza di  parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del decreto  legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Itineris Srl a Socio Unico – S.S.  3bis ‘TIBERINA’-Appalto di lavori di manutenzione straordinaria per la chiusura  dei varchi in fascia spartitraffico e per l’adeguamento delle barriere stradali  in tratti saltuari – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più  vantaggiosa – Importo a base d’asta: euro 1.620.000,00; S.A.: ANAS Spa.
PREC 196/18/L

Il Consiglio

VISTA l’istanza acquisita al prot. ANAC n. 0093705 del 20.7.2017, con la quale la  società Itineris Srl contesta l’aggiudicazione dell’appalto in oggetto al RTI  Imera Srl/Giovetti Sistam Srl;
CONSIDERATO, più specificamente, che l’istante ritiene che la Commissione di gara ha:

       
  1. «malamente esaminato la  offerta tecnica del RTI Imera risultato aggiudicatario, non essendosi avveduta  di un elemento di detta offerta che, secondo la puntuale prescrizione del  disciplinare (B.1) avrebbe dovuto comportare l’esclusione della offerta  medesima;
  2.    
  3. erroneamente  valorizzato le due offerte tecniche, sovrastimando quella del RTI  aggiudicatario e sottostimando quella della deducente Itineris, con riguardo a  due criteri di valutazione B.1 e B.2»;
  4.    
  5. illegittimamente  ammesso il ricorso all’istituto del soccorso istruttorio in relazione alla  suddivisione delle quote di partecipazione per categoria SOA richieste dal  Bando (ovvero OS12-A e OG3), consentendo al RTI una modifica della suddivisione  originariamente indicata nella domanda di partecipazione a causa  dell’impossibilità da parte della società mandante Giovetti Sistam Srl di  ricorrere – com’era invece sua intenzione – all’avvalimento per la categoria  superspecialistica OS12-A (stante il suo valore superiore al 10% dell’importo  totale dei lavori).

VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 21.9.2018;
VISTA la documentazione in atti e le memorie delle parti;
CONSIDERATO in relazione alla contestazione di cui al punto a) sopraindicato che il bando di gara,  con riferimento al criterio di valutazione dell’offerta tecnica ‘B.1’  (“Maggiore estensione degli interventi previsti nel progetto” – Punti 15),  prevedeva che: «Il concorrente potrà indicare la maggiorazione, espressa in  metri lineari, delle lunghezze interessate dagli interventi di installazione  delle barriere stradali in aggiunta alle lunghezze previste in progetto, oppure  del numero dei varchi amovibili […]. La maggiorazione non potrà superare il 20%  delle lunghezze complessive previste dal progetto esecutivo, pena l’esclusione  dell’offerta […]»; e considerato,  altresì, che in risposta ad un quesito posto da un operatore economico in fase  di presentazione dell’offerta sul tema della modalità di computazione della  maggiorazione (massima) del 20%, la Stazione appaltante rispondeva che «…si  conferma che il limite del 20% deve intendersi riferito ad ognuna delle due  diverse tipologie di lavorazioni (max 20% di Barriere e max 20% di Varchi)»;
RITENUTO che la modalità con cui è stato effettuato il computo di  tale maggiorazione dal RTI aggiudicatario ai fini della predisposizione  dell’offerta e la sua positiva valutazione da parte della Commissione di gara è  coerente con le previsioni espresse della lex specialis e con gli ulteriori  chiarimenti forniti dalla Stazione appaltante a beneficio di tutti concorrenti;
RITENUTO che la diversa interpretazione del criterio in discussione prospettata  dall’impresa istante sulla base di una asserita contraddittorietà tra le  modalità di valutazione del criterio B.1 e le disposizioni della lex specialis  che terrebbe invece espressamente distinte le due tipologie di lavorazioni  (ovvero barriere e varchi amovibili, che hanno anche caratteristiche funzionali  diverse) non appare persuasiva, atteso che, a prescindere dal pur discutibile  rilievo che può essere attribuito a tale presunta discrasia, le modalità di  calcolo e valutazione del criterio emergevano chiaramente dalla semplice  lettura della descrizione del criterio medesimo (punto B.1), nonché dagli  ulteriori chiarimenti forniti a quesiti espressamente posti dai concorrenti;
RITENUTO, sempre con riferimento alla seconda doglianza di cui al punto b) sopraindicato e nei limiti delle  competenze dell’Autorità, che non può sostituirsi alle valutazioni rimesse alla  discrezionalità tecnica della Commissione di gara se non nei casi di manifesta irragionevolezza,  sproporzione o incongruità delle stesse, che la miglioria proposta dall’istante  Itineris – contrariamente a quanto sostenuto nella richiesta di parere – non  appare essere stata sottostimata, bensì giudicata coerentemente con le modalità  già descritte in relazione al criterio B.1 e ben conosciute dalla stessa  Itineris prima della formulazione dell’offerta e che la stessa conclusione può  estendersi al criterio di valutazione ‘B.2’ in merito al quale le  determinazioni adottate dalla Stazione appaltante appaiono logiche e coerenti  con le previsioni del Bando;       
CONSIDERATO, infine, in relazione alla contestazione di cui  al punto c) che, sulla base della  disciplina contenuta negli art. 45, comma 2, lettera d), e art. 48 del d.lgs. n. 50/2016, così come  integrato dal d.lgs. n. 56/2017, è venuto meno il rigido principio di  corrispondenza tra quote di partecipazione all’associazione plurisoggettiva e  quote di esecuzione del contratto, ma non quello per cui ciascuna impresa sia  qualificata per la parte di prestazioni che si impegna ad eseguire (v., ex  multis, Cons. Stato, sez. V, 22 agosto 2016, n. 3666);
RILEVATO che la società mandataria (Imera Srl), per quanto emerge dalla  documentazione prodotta, possiede il requisito dell’attestazione SOA sia per la  categoria OG12-A (prevalente) sia per la categoria OG3 e che pertanto risultava  di fatto in grado di eseguire in proprio l’intero appalto; che le quote di  esecuzione, nonostante la modifica di ripartizione intervenuta con il soccorso  istruttorio, sono rimaste intatte nel loro complesso (ovvero 75% Imera Srl e  25% Giovetti Sistam Srl); che ai sensi dell’articolo 83, comma 9, del  d.lgs. n. 50/2016 l’applicazione del soccorso istruttorio è esclusa nei casi di  mancanza, incompletezza ed altre irregolarità essenziali “afferenti all'offerta  economica e all'offerta tecnica” e che la sua operatività, nel caso di specie,  non comporta la modifica di alcuno degli elementi in base ai quali la stazione  appaltante ha assegnato i punteggi ai concorrenti, e quindi non sussiste  lesione del principio di parità di trattamento;
RITENUTO, in definitiva, che l’ammissibilità del soccorso istruttorio non determina in alcun modo  un’effettiva modificazione soggettiva nella composizione del RTI che, anzi,  rimane il medesimo sia nei soggetti che lo compongono, sia nei soggetti che  eseguono i lavori e che per di più, nel caso in esame, non vi è alcun problema  di mancanza di qualificazione, perché le categorie OS12-A e OG3 richieste  sarebbero comunque risultate interamente assicurate dalla mandataria, sicché  non sembra nemmeno potersi sostenere l’avvenuta integrazione postuma di un  requisito di qualificazione,

Il Consiglio

                                                                  
ritiene, per le motivazioni che precedono  e limitatamente alle questioni esaminate, l’operato della Stazione appaltante conforme  alla disciplina normativa di settore.

Raffaele Cantone 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 9 novembre 2018
Il Segretario  Maria Esposito

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