DELIBERA N. 1039 DEL  30 ottobre 2018

OGGETTO: Istanza congiunta  di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata  da Sicurezza e Ambiente S.p.A./Provincia di Campobasso –  Servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale compromesse a  seguito del verificarsi di incidenti stradali – Importo a base di gara: euro  69.000,00 - S.A.:  Provincia di Campobasso
PREC 199/18/S

Considerato  in fatto
Con istanza acquisita al protocollo n. 80111 del  28 settembre 2018, l’impresa Sicurezza e Ambiente S.p.A. e la Provincia di  Campobasso hanno congiuntamente sottoposto all’Autorità la valutazione della  posizione di Sicurezza e Ambiente S.p.A., la quale, pur avendo indicato  separatamente nell’offerta economica (in attuazione dell’art. 95, comma 10 del  d.lgs. n. 50/2016) i costi della manodopera, li ha quantificati in una somma  notevolmente inferiore (6.800,00 euro) rispetto alla stima indicata dalla  stazione appaltante nella documentazione di gara (33.500,00 euro) e ha chiarito  in un secondo tempo di avere indicato il costo relativo a ciascuna annualità e  non il costo relativo all’appalto nella sua globalità (tre anni).
Gli istanti chiedono se sia ammissibile  consentire all’operatore economico di chiarire il costo della manodopera  indicato nell’offerta e se la stazione appaltante possa quindi effettuare la  valutazione di congruità rispetto alla somma così precisata.
A seguito dell’avvio del procedimento comunicato  con nota prot. n. 83801 dell’11 ottobre 2018, Sicurezza e Ambiente S.p.A. ha ribadito  che l’importo indicato deve essere moltiplicato per i tre anni di affidamento  per un totale stimato complessivo di euro 20.400,00 e ha sostenuto che il costo  della manodopera non è un elemento dell’offerta ma una mera stima di quelli che  si presume possano essere i costi da sostenere sulla base delle previsioni del  bando e sulla base dell’esperienza maturata nel corso del precedente  affidamento, così che la precisazione dell’importo non comporterebbe alcuna  integrazione dell’offerta presentata che rimarrebbe del tutto invariata (nota  prot. n. 85817 del 18 ottobre 2018).

Ritenuto  in diritto
La questione della sanabilità tramite soccorso  istruttorio della mancata indicazione nell’offerta economica dei costi della  manodopera è stata trattata dall’Autorità nei pareri di precontenzioso n. 417 e  n. 420 del  2018, dove è stato ritenuto  che il costo della manodopera costituisca una componente essenziale  dell’offerta economica e che non sia pertanto  possibile procedere ad  alcuna integrazione della stessa in sede di soccorso istruttorio. Al contempo  l’Autorità, alla luce del prevalente orientamento giurisprudenziale in materia  di omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendali formatosi sulla base  della pronuncia dell’Adunanza Plenaria n. 19/2016, ha ritenuto tuttavia che  la stazione appaltante possa chiedere di specificare successivamente,  nell’ambito delle offerte economiche già formulate e da ritenersi non  suscettibili di alcuna modifica, la parte di importo imputabile ai costi della  manodopera. Ciò in quanto, laddove non è in discussione il computo dei costi  nella manodopera nella formulazione dell’offerta ma si contesta soltanto che l’offerta  non specifica la quota di prezzo corrispondente ai predetti costi, la carenza non  è sostanziale, ma solo formale e, in assenza di una espressa previsione nella  lex specialis di gara che richieda la puntuale indicazione del costo della  manodopera, può essere consentito all’operatore economico di fornire  l’indicazione separata del costo della manodopera successivamente, a seguito di  legittima richiesta di chiarimenti in tal senso da parte della stazione  appaltante.
La  presente questione verte sulla differente problematica della errata indicazione  di tali costi. Nel caso in esame, infatti, l’operatore economico Sicurezza e  Ambiente S.p.A. è incorso, secondo quanto dallo stesso eccepito, in un errore  materiale avendo indicato i costi della manodopera (6.800,00 euro) che prevede  di sostenere per ciascun anno di affidamento, e non la somma complessiva  relativa alla durata triennale del contratto (che ammonterebbe a 20.400,00  euro), senza tuttavia specificare l’unità di misura utilizzata (ovvero il costo  annuale).
Sul  tema, la più recente giurisprudenza, aderendo alla interpretazione  sostanzialistica dell’obbligo di dichiarazione di cui all’art. 95, comma 10,  d.lgs. n. 50/2016 sopra illustrata, ritiene che un’erronea indicazione del  costo della manodopera non può comportare l’esclusione qualora risulti (o non  sia contestato) che i salari pagati non siano inferiori ai trattamenti  salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge così come previsto  dall’art. 97, comma 6, d.lgs. n. 50/2016 (TAR Firenze, 6 settembre 2018, n.  1171). Secondo il richiamato orientamento non può essere escluso l’operatore  economico che abbia presentato un’offerta economica tenendo in considerazione i  costi della manodopera e li abbia indicati separatamente nella propria offerta  commettendo tuttavia un mero errore formale nella indicazione numerica di tale  costo, qualora successivamente, in sede di contraddittorio con la stazione  appaltante, tale errore formale venga rilevato come tale a seguito della  positiva verifica che i costi della manodopera sono stati debitamente  conteggiati dal concorrente nella predisposizione della propria offerta. In  tale ipotesi i chiarimenti forniti dall’operatore economico, in quanto rivolti  unicamente ad evidenziare un mero errore materiale di trascrizione numerica del  costo della manodopera, non possono essere intesi come indebita modifica  dell’offerta economica (TAR Venezia, 1° ottobre 2018, n. 916, nello stesso  anche TAR Piemonte, 7 maggio 2018, n 523).
Nel  caso in esame, Sicurezza e Ambiente S.p.A. ha chiarito in sede di  contraddittorio con la stazione appaltante di avere indicato nell’offerta  economica i costi annuali della manodopera e di avere provveduto «al  “ribaltamento” dei valori concernenti i costi della manodopera sull’operatività  presunta per i 3 anni di vigenza della concessione prescritti dal bando» (Nota  del 4 luglio 2018). Quindi, come precisato nella successiva nota del 6 agosto  2018, l’importo annuale deve essere moltiplicato per i tre anni di affidamento  per un totale stimato complessivo di euro 20.400,00.
Se,  come pare, una simile precisazione lascia invariata l’offerta economica  complessiva di Sicurezza e Ambiente S.p.A. – con ciò avvalorando l’ipotesi che  l’operatore economico abbia conteggiato la somma di euro 20.400,00 nella  predisposizione della propria offerta – i chiarimenti forniti possono essere  legittimamente acquisiti dalla stazione appaltante.
Resta  inteso che l’ammissibilità dell’offerta rimane subordinata alla verifica ex  art. 95, comma 10, d.lgs. n. 50/2016, da parte della stazione appaltante, dei  costi della manodopera in tal modo precisati.

Alla  luce delle considerazioni sopra esposte,

Il  Consiglio



ritiene, nei limiti di cui in  motivazione che:

 

       
  • l’acquisizione dei chiarimenti forniti  dall’operatore economico è conforme alla normativa di settore.

Raffaele  Cantone 

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 9 novembre 2018
Il segretario Maria Esposito
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