DELIBERA N. 63 DEL 30 gennaio  2019

OGGETTO: Edilizia  Valdostana S.r.l.s.Procedura ex  art. 36 comma 2 lettera b) d.lgs. 50/2016 per l’affidamento degli interventi di  manutenzione straordinaria vie e strade pubbliche S.A. Comune di Germagnano (TO) - Criterio di aggiudicazione: minor prezzo - Importo a base d’asta:  euro 46.993,85
PREC 243/18/L

Il Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 125086 dell’8 novembre  2017 presentata da Edilizia  Valdostana S.r.l.s. con la quale l’istante, aggiudicatario della  gara in oggetto, rappresenta che la S.A. revocava l’aggiudicazione in quanto  acquisiva un DURC “non regolare” da parte della Cassa edile della Provincia di  Torino, per assenza di iscrizione. L’istante riferisce che, essendo impresa di  nuova costituzione, essa si era iscritta alla Cassa Edile Valdostana in quanto  aveva iniziato la propria attività con un appalto tra privati in Val d’Aosta ma  che, nonostante la produzione di un DURC regolare della Cassa Edile Valdostana,  la S.A. confermava la revoca dell’aggiudicazione. L’istante chiede pertanto  parere sulla legittimità dell’esclusione a causa dell’iscrizione presso una  cassa edile territorialmente diversa da quella della sede dell’impresa;

VISTA la memoria della S.A. prot. 103646 del 17 dicembre 2018 con cui essa riferisce che, in sede di controlli sulla  veridicità delle dichiarazioni dell’aggiudicataria, emergeva una dichiarazione  di DURC non regolare. Nonostante l’impresa inviasse una successiva  dichiarazione di DURC regolare, la S.A. affermava, sulla base della  giurisprudenza del Consiglio di Stato, che la valutazione di gravità o meno  dell’infrazione previdenziale spetta agli enti previdenziali e che pertanto un DURC  non regolare comporta una presunzione legale di gravità delle violazioni  previdenziali. Essa evidenziava inoltre che l’impresa deve essere in regola con  gli adempimenti previdenziali fin dalla presentazione dell’offerta e conservare  tale stato per tutta la durata della procedura, e pertanto risultava  irrilevante un eventuale adempimento tardivo;

VISTA  la giurisprudenza, secondo la quale l'art. 80, co. 4 del d.lgs. 50 del 2016 qualifica  chiaramente come “gravi” tutte le violazioni «ostative al rilascio del  documento unico di regolarità contributiva (DURC)» (Cons. Stato Sez. V, 2 luglio 2018, n. 4039); per consolidata  giurisprudenza «la nozione di "violazione grave" degli obblighi  previdenziali, che comporta l'esclusione delle imprese concorrenti a procedure  di gara per l'aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione, non è  rimessa alla valutazione caso per caso della stazione appaltante, ma si desume  dalla disciplina previdenziale, e in particolare dalla disciplina del DURC; ne  consegue che la verifica della regolarità contributiva delle imprese  partecipanti a procedure di gara per l'aggiudicazione di appalti con la  pubblica amministrazione è demandata agli istituti di previdenza, le cui  certificazioni (DURC) si impongono alle stazioni appaltanti, che non possono  sindacarne il contenuto» (Cons. Stato, Ad. Plenaria n. 8 del 2012; Cons. Stato, sez. VI 27 dicembre 2016, n. 5464; TAR Lazio Roma Sez. III quater, 3 ottobre 2018, n.  9708). Dunque, «l'infrazione debitamente accertata deve ritenersi tale se  sia stata accertata dai competenti organi previdenziali, salva l'ipotesi che  sia stata promossa dal soggetto interessato azione dinanzi all'autorità  giudiziaria per contestarne le risultanze» (Cons. Stato Sez. VI, 6 aprile 2010, n. 1931) e «l'Amministrazione,  a fronte di DURC negativi, legittimamente esclude dalla gara stessa l'impresa»  (TAR Lazio, sez. II 12 giugno 2017, n. 6893); la  giurisprudenza osservava peraltro  che «Il DURC utile ai fini dell'ammissione alle gare d'appalto dev'essere tale  da fotografare la situazione globale dell'impresa, indipendentemente dal luogo  o dai luoghi dove essa abbia attivato i propri singoli cantieri […]. In ragione  del carattere anche normativamente unico del documento di regolarità contributiva  ma, soprattutto, in considerazione della centralizzazione della banca dati da  cui ciascuna Cassa edile deve attingere i contenuti della propria attestazione,  non è richiesto dalla normativa vigente il rispetto di alcuna specifica competenza  territoriale, ma occorre invece la mera verifica di completezza  dell'attestazione contenuta nel documento»(C.G.A. 2 gennaio 2012, n. 13; C.G.A.  21 luglio 2008, n. 662);

CONSIDERATO  che, nel caso di specie, la S.A., in presenza di  un DURC “non regolare”, non poteva che procedere all’esclusione in quanto le  risultanze del DURC rilasciato alla stazione  appaltante dagli enti a ciò preposti sono vincolanti per l’Amministrazione procedente;  l’operatore economico aveva l’onere di contestare  tempestivamente dinanzi all’autorità giudiziaria le risultanze del DURC “non  regolare”;
RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai  sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso  di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18  aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in motivazione che:

       
  • la S.A., in presenza di un DURC “non regolare”,  non poteva che procedere all’esclusione.
  •    

Il  Presidente f.f.
Francesco  Merloni

Depositato presso la Segreteria  del Consiglio in data 5 febbraio 2019
Il Segretario Maria Esposito

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