DELIBERA N.  266  DEL 26 marzo 2019

OGGETTO: Istanza di parere di precontenzioso ex art. 211,  comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata dall’Ordine degli Architetti,  Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari – Progettazione  definitiva ed esecutiva, progettazione antincendio, coordinamento per la  sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione dei lavori  dell’intervento di “Restauro finalizzato al riuso con funzione di struttura  museale ed uffici amministrativi di Palazzo Martinelli” – Importo a base di  gara: euro 395.441,21 - S.A.:  Comune di Monopoli
PREC  127/18/L

Il Consiglio

VISTA l’istanza acquisita al  protocollo n. 80278 del 12 giugno 2017 con cui l’Ordine degli Architetti PPC  della Provincia di Bari ha censurato il bando della gara in epigrafe sotto i  seguenti profili: a) erronea classificazione del servizio di progettazione  dell’intervento di restauro di un “immobile di interesse storico artistico  sottoposto a vincoli culturali” (Disciplinare, pag. 2) come appartenente alla  E.13 anziché alla E.22 e conseguente erroneo calcolo del corrispettivo in  considerazione del diverso grado di complessità previsto dal d.m. 17 giugno  2016 (1,20 invece di 1,55); b) trattandosi di intervento di restauro su un bene  vincolato di competenza esclusiva dell’architetto, erronea identificazione del  coordinatore del gruppo di lavoro nella figura professionale dell’ingegnere ed  erronea richiesta, all’interno del gruppo di lavoro, della figura professionale  di un ingegnere di comprovata esperienza nel campo della progettazione  impiantistica e tecnologica ed esperto in attività di prevenzione incendi,  iscritto agli elenchi del Ministero dell’Interno di cui all’art. 16, comma 4,  d.lgs. 139/2006 a copertura di attività che potrebbero essere svolte anche  dall’architetto;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 22 maggio  2018 con nota prot. n. 43421;

VISTO  quanto controdedotto nella memoria acquisita al prot. n. 44160 del 23 maggio  2018 dalla stazione appaltante secondo la quale la classificazione in E.13  anziché in E.21 sarebbe dovuta alla natura e alla tipologia dell’intervento che  si caratterizza per significative opere di demolizione e ricostruzione finalizzate  ad insediare nel contenitore funzioni museali e terziarie e il calcolo del  corrispettivo sarebbe stato effettuato sulla base della normativa (art. 24,  comma 8, d.lgs. n. 50/2016), nella versione vigente prima della modifica  apportata dal d.lgs. n. 56/2017, secondo cui i corrispettivi del d.m. 17 giugno  2016 e le tabelle ivi riportate avrebbe dovuto essere assunte unicamente come  utile riferimento. Inoltre, l’attribuzione del ruolo di coordinatore del gruppo  di progettazione a un tecnico con professionalità orientata alla progettazione  strutturale sarebbe determinata dalle caratteristiche dell’intervento e, in  particolare, alle condizioni del fabbricato, il quale si presenta in situazioni  di precarietà strutturale che rendono prioritario un filtro sulla sostenibilità  statica degli interventi in tutte le sue fasi. Infine, i componenti sub lett.  a) (ingegnere con funzioni di coordinamento) e c) (ingegnere con esperienza  maturata nel campo della progettazione impiantistica e tecnologica) del gruppo  minimo di progettazione designato dal bando sarebbero certamente fungibili con la  figura dell’architetto purché in possesso dei requisiti di idoneità  professionali richiesti;

VISTA  la tavola Z-1 “categoria delle opere” allegata al d.m. 17 giugno 2016 e la  classificazione delle opere e dei servizi ivi indicata, in particolare gli ID.  Opere E.13 – destinazione funzionale “Cultura, Vita Sociale, Sport, Culto” –  identificazione delle opere “Biblioteca, Cinema, Teatro, ecc” ed E.22 –  destinazione funzionale “Edifici e manufatti esistenti” – identificazione delle  opere “Interventi di manutenzione, restauro, risanamento conservativo,  riqualificazione, su edifici e manufatti di interesse storico artistico  soggetti a tutela ai sensi del d.lgs.  42/2004 o di particolare importanza”;

CONSIDERATO  che la gara in esame ha ad oggetto l’affidamento di servizi tecnici di  architettura e ingegneria relativi all’intervento di restauro di un immobile,  già esistente, di interesse storico artistico sottoposto a vincoli culturali;

RITENUTO  pertanto meritevole di accoglimento il rilievo sollevato dall’istante in ordine  alla classificazione dei servizi oggetto della gara che, coerentemente con la  tipologia di immobile su cui effettuare gli interventi, avrebbero dovuto essere  ricondotti nella categoria E.22 con grado di complessità pari a 1,55;

VISTO  che, secondo le Linee guida n. 1 recanti “Indirizzi generali sull’affidamento  dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”,  «al fine di determinare l’importo del  corrispettivo da porre a base di gara (…) per l’affidamento dei servizi di ingegneria  ed architettura e gli altri servizi tecnici, occorre fare riferimento ai  criteri fissati dal decreto del Ministero della giustizia 17 giugno 2016»; ciò anche  sotto il vigore del comma 8 dell’art. 24 del d.lgs. n. 50/2016 nella versione  precedente alla novella apportata dal d.lgs. n. 56/2017, in quanto, come  chiarito nella Relazione AIR alle richiamate Linee guida, «In ordine alla non  obbligatorietà dell’applicazione del DM sulle tariffe, si ritiene che  nonostante la norma del codice [comma 8 dell’art. 24 ante novella] si riferisca ad una possibilità, il doveroso utilizzo  della stessa costituisca garanzia minima di qualità delle prestazioni rese»;

RITENUTO  pertanto meritevole di accoglimento il rilievo sollevato dall’istante in ordine  al calcolo della base d’asta, in particolare con riferimento alla mancata  applicazione dei criteri di calcolo fissati dal citato d.m.;

VISTO che la progettazione che riguarda immobili di  interesse storico artistico sottoposti a vincoli culturali è riservata ai  laureati in architettura o muniti di laurea equipollente che consente  l’iscrizione all’Albo degli Architetti, sez. A («Tuttavia le opere di edilizia  civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il  ripristino degli edifici contemplati dalla L. 20 giugno  1909, n. 364, per l’antichità e le belle arti, sono di spettanza  della professione di architetto; ma la parte tecnica ne può essere compiuta tanto  dall’architetto quanto dall’ingegnere» art. 52 del regio decreto 23 ottobre  1925, n. 2537) (Cfr. Linee guida cit.);

VISTO  che, secondo la giurisprudenza, la riserva a favore degli architetti stabilita  dal r.d. n. 2537/1925 è una riserva parziale che non riguarda la totalità degli   interventi concernenti immobili di interesse storico e artistico, ma  inerisce alle sole parti di intervento di edilizia civile che implichino scelte   culturali connesse alla maggiore preparazione accademica conseguita dagli   architetti nell’ambito delle attività di restauro e risanamento di tale  particolarissima tipologia di immobili (sentenze n. 5239 dell’11 settembre 2006  e n. 21 del 9  gennaio 2014; Parere di precontenzioso n. 119 del 1 luglio  2015);

VISTO  che, in applicazione del richiamato approdo ermeneutico, sono stati ritenuti di  competenza anche degli ingegneri gli interventi di adeguamento impiantistico  della struttura che non intaccano l’aspetto estetico dell’immobile (TAR  Sicilia-Catania, 29 ottobre 2015, n. 2519) e gli interventi di risanamento e  salvaguardia della struttura dell’edificio volti a ripararla e consolidarla  attraverso opere di edilizia civile (TAR Emilia Romagna-Bologna,13 gennaio  2016, n. 36);

CONSIDERATO che, nel caso in esame, l’intervento  è volto anche al risanamento strutturale dell’edificio ma, dalla documentazione  prodotta, non si evince se le lavorazioni strutturali/impiantistiche siano  residuali rispetto a quelle incidenti sull’aspetto estetico dell’immobile così che  non è possibile valutare la fondatezza della doglianza diretta a fare ritenere  prevalente la riserva a favore degli architetti del ruolo di coordinatore;

CONSIDERATO  altresì che, anche nel caso in cui le lavorazioni strutturali/impiantistiche  fossero prevalenti, la competenza dell’architetto non sarebbe comunque esclusa,  così che è in ogni caso censurabile la clausola del disciplinare che riserva al  solo ingegnere il ruolo di coordinatore del gruppo di progettazione e che, per  lo stesso motivo, è censurabile la riserva al solo ingegnere del ruolo di professionista  di comprovata esperienza nel campo della progettazione impiantistica e  tecnologica ed esperto in attività di prevenzione incendi;

RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai  sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso  di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18  aprile 2016, n. 50;

 

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione che:

       
  • la  classificazione dei servizi oggetto della gara non appare coerente con la  tipologia di immobile oggetto degli interventi;
  •    
  • la  riserva a favore degli ingegneri del ruolo di coordinatore del gruppo di  progettazione e di professionista di comprovata esperienza nel campo della  progettazione impiantistica e tecnologica ed esperto in attività di prevenzione  incendi non è conforme alla normativa di settore.

 

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 2 aprile 2019
Il segretario Maria Esposito
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