DELIBERA  N. 409 DEL  8 maggio 2019

Oggetto: Istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo  18 aprile 2016, n. 50 presentata da Concordia Appalti di Rizzo Domenico e da  Comune di Santa Flavia (PA) prot. n. 93475 del 14/11/2018 e prot. n. 105435 del  21/12/2018 - Lavori di rifacimento della impermeabilizzazione del tetto della  Scuola Media - (Codice Identificativo Gara 7149144) – Importo a base d’asta: euro  61.600,00 – S.A.: Comune di Santa Flavia (PA)
PREC   39/19/L
                       

Il Consiglio

VISTA l’istanza congiunta di parere presentata  dalla società Concordia Appalti di Rizzo Domenico e dal Comune di Santa Flavia come da note  acquisite al protocollo dell’Autorità prot. n. 93475 del  14/11/2018 e n. 105435 del 21/12/2018;

VISTO il quesito sollevato concernente la legittimità del  provvedimento di esclusione dalla procedura di gara dell’offerta economicadi ribasso espressa  dalla ditta Concordia Appalti di Rizzo Domenico sia in lettere  sia in cifre (40,788) con un numero di cifre decimali pari a 3 in  contrasto con il disciplinare di gara che prevedeva, a pena di esclusione, l’inserimento  nella busta B di offerta economica di ribasso espressa dall’operatore con un  numero di cifre decimali pari a 4;

VISTO l’avvio  del procedimento comunicato alle parti interessate con nota prot. n. 29665 del  10/04/2019;

VISTE le  memorie e la documentazione in atti;

VISTO il  disciplinare di gara nella parte in cui prescriveva che nella busta “B” «devono  essere contenuti, a pena di esclusione, i seguenti documenti: dichiarazione  sottoscritta dal legale rappresentante o da suo procuratore, contenente:  l’indicazione del massimo ribasso percentuale del prezzo offerto rispetto  all’importo a base d’asta dei lavori al netto di IVA di cui al punto II.2) del  bando, formulato con quattro cifre decimali. Non si terrà conto delle cifre  decimali successive alla quarta. In caso di discordanza fra il prezzo indicato  in lettere e quello indicato in cifre, è valida l’indicazione più vantaggiosa  per l’Amministrazione»;

CONSIDERATO  quanto addotto dal concorrente escluso il quale sostiene l’illegittimità del  provvedimento ritenendo che il disciplinare di gara dovesse essere applicato  nel senso che il ribasso economico presentato, in cifre e in lettere, con un  numero di decimali inferiore a quello previsto dal disciplinare dovesse essere  letto, con riferimento alla quarta cifra decimale non specificata, come pari a  zero;

CONSIDERATO l’orientamento consolidato della  giurisprudenza amministrativa secondo cui, fermo restando il principio generale  della immodificabilità dell’offerta, «nelle  gare pubbliche è ammissibile un'attività interpretativa della volontà  dell'impresa partecipante alla gara da parte della stazione appaltante, al fine  di superare eventuali ambiguità nella formulazione dell'offerta, purché si  giunga ad esiti certi circa la portata dell' impegno negoziale con essi  assunti; evidenziandosi, altresì, che le offerte, intese come atto negoziale,  sono suscettibili di essere interpretate in modo tale da ricercare l'effettiva  volontà del dichiarante, senza peraltro attingere a fonti di conoscenza  estranee all'offerta medesima né a dichiarazioni integrative o rettificative  dell'offerente»  (Consiglio di Stato, IV, 6 maggio 2016 n. 1827; Cons. Stato, V, 11 gennaio  2018, n. 113);

CONSIDERATO che, al fine di tutelare il favor partecipationis, in virtù del principio di tassatività delle  cause di esclusione comportante il conseguente divieto di irragionevole  compromissione della concorrenza, la giurisprudenza ha ritenuto «corretto  ritenere che le cifre decimali omesse devono essere interpretate come pari a  zero e ciò anche in applicazione di principi matematici secondo i quali le  cifre pari allo zero successive alla cifra decimale diversa da zero non devono  essere indicate: in tal senso peraltro è orientata l’unanime giurisprudenza  amministrativa» (cfr. Cons. Stato, V, sent. n. 113/2018 che richiama Cons.  Giust. Amm. Regione Sicilia, 29 aprile 2013, n. 414; Cons. Stato, V, 25 maggio  2010, n. 3311)»;

RITENUTO che, sulla base dei principi giurisprudenziali  richiamati, la commissione di gara avrebbe dovuto ricercare la volontà  negoziale espressa dal concorrente a fronte del riscontrato errore materiale,  presumendo che le cifre decimali non espresse nell’ambito del ribasso dovessero  essere implicitamente riferite alla cifra pari a zero e che, pertanto, il  provvedimento di esclusione non appare giustificato dalla previsione del  disciplinare di gara che appare applicata in violazione del principio di  proporzionalità e ragionevolezza;
Alla luce delle  considerazioni sopra esposte,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che il provvedimento  di esclusione di un concorrente, che risulti motivato in ragione della  presentazione di un’offerta economica di ribasso con un numero di cifre decimali pari a 3 e non a 4 come previsto dal disciplinare, sia  illegittimo in virtù del principio di tassatività delle cause di esclusione  comportante il divieto di irragionevole compromissione della concorrenza, le cifre  decimali omesse nella presentazione dell’offerta economica dovendo essere interpretate  dalla commissione di gara come pari a zero.

 

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio in data 16 maggio 2019
Il Segretario Maria Esposito
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