DELIBERA N.418                           DEL  15 maggio 2019

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs. 50/2016 presentata da Caffetteria Fumo di Moka di  Ricciardi Manuel & C. S.a.s. - Procedura negoziata ai sensi  dell’art. 36, comma 2, lett. b) d.lgs. 50/2016 e s.m.i. per l’affidamento in  concessione del servizio di gestione del bar e del servizio di gestione di  distributori automatici per i presidi Marche, per un periodo di cinque anni -  Importo complessivo a base d’asta: 1.000.000,00 euro - S.A.: INRCA –  Istituto di Ricerca e Cura a carattere scientifico
PREC  32/19/S_PB


Il Consiglio

VISTA  l’istanza singola prot. n. 5838 del 19 gennaio 2018 con la quale la Caffetteria Fumo di Moka di Ricciardi Manuel & C.  S.a.s. chiede parere in ordine alla legittimità della propria esclusione dalla  gara in oggetto per carenza della certificazione di qualità nel settore IAF 30  per il servizio di “somministrazione bevande e alimenti per la ristorazione”,  dal momento che l’istante aveva partecipato tramite avvalimento della  certificazione di qualità della ditta DAM S.r.l. e aveva prodotto la  certificazione nel settore IAF 29 per il servizio di “progettazione ed  erogazione di servizi di installazione e gestione di distributori automatici  per la somministrazione di bevande calde, fredde ed alimenti confezionati”.  L’istante riferisce che, a fronte della richiesta di chiarimenti da parte della  S.A., l’ausiliaria DAM S.r.l. e l’ente certificatore specificavano che la  certificazione nel settore IAF 29 comprendeva anche il settore IAF 30. Tuttavia  la S.A. riteneva che, al momento della partecipazione, la ditta fosse  sprovvista del prescritto requisito e confermava l’esclusione;

VISTO  l’avvio dell’istruttoria effettuato in data 5 aprile 2019;

VISTA la  documentazione in atti, in particolare la nota dell’ente certificatore  Certiquality del 15 dicembre 2017, il quale dichiarava che alla data di  scadenza per la presentazione delle offerte il certificato della ditta DAM  S.r.l. non riportava il settore IAF30, e che il settore IAF 29 non comprende le  attività di “somministrazione bevande e alimenti per la ristorazione”, e  pertanto, a seguito di audit al fine di estendere la certificazione al settore  IAF30, la stessa veniva emessa in data 5 dicembre 2017 e copre le attività  specificate nell’oggetto del certificato stesso, vale a dire “progettazione ed  erogazione di servizi di installazione e gestione di distributori automatici  per la somministrazione di bevande calde, fredde ed alimenti confezionati”;

VISTA  la  specifica indicazione sul tema contenuta nella Relazione illustrativa al Bando-tipo  n. 1, recante «Procedura aperta per l’affidamento di  contratti pubblici di servizi e forniture nei settori ordinari sopra soglia con  il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior  rapporto qualità/prezzo», approvato dal  Consiglio dell’Autorità con delibera  n.  1228 del 22 novembre 2017, secondo cui le clausole «guidano il percorso  che le amministrazioni devono seguire nella individuazione degli elementi  necessari per la richiesta di una coerente e legittima “attestazione di  conformità”: I. rilasciata da Organismo accreditato […]; II. individuata  mediante la precisa indicazione della pertinente norma di accreditamento […];  III. individuata mediante precisa indicazione sia degli standard di riferimento  (es.: UNI EN ISO 14001, ecc.) sia del settore di attività nel quale  l’organismo/laboratorio rilascia la certificazione (es.: codice IAF da 01 a 39  o analoghi che definiscano il settore); IV. specificata ulteriormente nel c.d.  campo di applicazione (ad es.: “sviluppo software e gestione banche dati”) che  consiste nello scopo per cui si richiede il certificato che deve essere idoneo,  pertinente e proporzionato»;

CONSIDERATO pertanto che,  in base ai principi sopra delineati, le attestazioni di conformità devono  essere pertinenti sia al settore di attività nel quale l’organismo/laboratorio  rilascia la certificazione che al c.d. campo di applicazione (V. Parere n. 199  del 13 marzo 2019);

CONSIDERATO che, nel caso in esame, la ditta ausiliaria  produceva una certificazione di qualità relativa al campo di applicazione  “progettazione ed erogazione di servizi di installazione e gestione di  distributori automatici per la somministrazione di bevande calde, fredde ed  alimenti confezionati” invece che per il campo di applicazione  “somministrazione bevande e alimenti per la ristorazione” richiesto dal bando;

RITENUTO che il campo di applicazione “somministrazione  bevande e alimenti per la ristorazione”, richiesto dal bando, appare pertinente  e proporzionato all’oggetto della gara, il quale si riferisce, oltre che alla  gestione di distributori automatici, anche al servizio di gestione del bar;
RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai sensi  dell’art. 11, comma 5, del Regolamento in materia di pareri di precontenzioso  di cui alla delibera n. 10 del 9 gennaio 2019;



Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione:

       
  • è  legittima l’esclusione della ditta istante in quanto la certificazione di  qualità prodotta dalla ditta ausiliaria non comprende, per espressa dichiarazione dell’ente  certificatore, il campo di applicazione della “somministrazione bevande e  alimenti per la ristorazione” richiesta dal bando.

Raffaele  Cantone

 

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 27 maggio 2019
Il  Segretario Maria Esposito

Documento  formato pdf (76 Kb)