DELIBERA N.  489  DEL 29 maggio 2019

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata dall’Associazione sportiva  dilettantistica Readygo Sport e cultura – Affidamento della gestione dei  centri sportivi municipali del Municipio XII di Roma Capitale – quadriennio  2018-2022 -  S.A.: Roma Capitale
PREC 55/19/S

Considerato in fatto

Con  istanza acquisita al prot. n. 11708 del 12 febbraio 2019 l’Associazione  sportiva dilettantistica Readygo Sport e cultura (Ass. Readygo) ha sollevato  una serie di eccezioni in merito alla procedura di gara in oggetto,  domandandone l’annullamento e la sua riedizione.
Le  doglianze attengono, per lo più, alle clausole del bando relative alla  valutazione dell’offerta tecnica: l’istante lamenta l’assenza della previsione  di subcriteri e le modalità di attribuzione del punteggio, consistenti nella  mera assegnazione di un numero; rileva, inoltre, la presunta violazione del  principio della collegialità del voto, avendo ciascun Commissario attribuito,  in relazione a ciascun parametro di valutazione, lo stesso identico punteggio  alle offerte dei concorrenti.
Contesta  ancora che la Commissione non avrebbe compiuto alcuna valutazione in merito al  criterio dell’integrazione del progetto tecnico con l’offerta didattica  dell’istituto e che, nonostante uno dei parametri di valutazione riguardasse la  coerenza del progetto tecnico con la programmazione e/o i bisogni del Municipio  XII, in nessuna parte dell’avviso o per  relationem era possibile conoscere quale fosse la programmazione  municipale, con impossibilità per gli operatori di formulare un’offerta tecnica  adeguata.
L’istante  rileva, poi, l’illegittima composizione della Commissione giudicatrice e  contesta la richiesta di presentazione dell’offerta economica, in quanto  contrastante con la deliberazione di Giunta Capitolina n. 41/2018, che,  disciplinando la materia dei centri Sportivi Municipali, esclude per essi qualsiasi  intento remunerativo, nonché con l’art. 30 del D.lgs. 50/2016.
In  ultimo l’Ass. Readygo chiede di sapere se sia conforme al disciplinare di gara,  che richiedeva la presentazione della copia dell’atto di nomina del legale  rappresentante e degli organi direttivi in corso di validità, la presentazione  della dichiarazione del legale rappresentante relativa alla composizione della  compagine dell’associazione.
Con  nota prot. n. 37841 del 13 maggio 2019 è stata avviata l’istruttoria e sono  pervenute memorie e documentazione.

Ritenuto in diritto

Secondo l’orientamento giurisprudenziale ormai  costante, l’interesse strumentale alla riedizione dell’intera procedura di gara  non può prescindere dalla cd. prova di resistenza, per superare la quale l’istante, nel sottoporre a critica l’operato della commissione  di gara, deve esplicitare le  caratteristiche della propria offerta, raffrontarle con quelle dei concorrenti  e dimostrare che avrebbe meritato un punteggio più alto o una valutazione comparativamente migliore ovvero che l’offerta tecnica  dell’aggiudicataria ha ottenuto un punteggio troppo elevato, al punto da poter conseguire il risultato  sperato attraverso il corretto svolgimento delle operazioni di gara (Cons.  Stato Sez. III, 7 marzo 2016, n. 921; Cons. Stato, Ad. Plen. N.  4/2011, Cons. Stato, sez. III, n.  2078/2012, V nn. 3084 e 1928/2011 e 6406/2009, VI n. 7300/2010 e 4326/2008). In altri termini, l’istante deve sempre  dimostrare che l’illegittimità denunciata – in astratto compatibile con  l’annullamento dell’intera procedura di gara – ha recato una lesione concreta  ed attuale ad un suo interesse meritevole di tutela, in modo tale che, ripetendo  correttamente la serie procedimentale, il concorrente possa effettivamente  conseguire il bene sperato.
Nel caso di specie, detta prova di resistenza non  è stata fornita: da un lato, l’associazione istante ha ottenuto il massimo  punteggio in relazione all’offerta tecnica presentata e, pertanto, un’eventuale  ri-valutazione della stessa a seguito della rinnovazione della procedura di  gara non potrebbe recargli alcun vantaggio concreto; dall’altro, non vengono  mosse contestazioni in merito al punteggio assegnato all’offerta tecnica  dell’aggiudicataria. Non vi sono, pertanto, lesioni concrete subite per effetto  delle illegittimità denunciate, perlomeno con riferimento ai vizi concernenti  la completezza e chiarezza della disciplina di gara e le operazioni/valutazioni  della Commissione giudicatrice. Tanto sembrerebbe sufficiente a ritenere  inammissibili dette eccezioni; le stesse appaiono, in ogni caso, infondate nel  merito.
Intanto, in via di fatto pare possibile affermare  che il conseguimento del massimo punteggio in relazione all’offerta tecnica presentata  è la prova più evidente che gli elementi di valutazione della stessa sono stati  adeguatamente compresi e rispettati dall’associazione istante; per le medesime  ragioni deve essere stata adeguatamente conosciuta la programmazione e/o dei  bisogni del Municipio XII ai fini della redazione del progetto  tecnico-organizzativo presentato.
Per quanto concerne la mancata previsione di subcriteri  di valutazione dell’offerta tecnica che, secondo l’istante, si sarebbe resa  necessaria alla luce della presenza, all’interno dei singoli criteri, di  elementi di valutazione spesso disomogenei tra di loro, se in linea generale la  giurisprudenza è concorde nel ritenere che la loro previsione rientra nella  discrezionalità della stazione appaltante ai sensi dell’art. 95, comma 8 del  d.lgs. 50/2016, nondimeno nel caso di specie il bando di gara prevedeva, con  riferimento all’unico parametro oggetto di valutazione discrezionale  - A  Progetto tecnico organizzativo - l’elencazione di vari subcriteri;  pertanto, detta eccezione appare infondata.
Analogamente è da dirsi con riferimento alla  contestazione circa le modalità di attribuzione del punteggio relativo all’offerta  tecnica (consistenti nell’indicazione di un numero non accompagnato da  ulteriori motivazioni); infatti, è opinione unanime in giurisprudenza che il  punteggio numerico assegnato ai singoli elementi dell’offerta economicamente  più vantaggiosa integra una motivazione sufficiente ed adeguata, purchè siano  stati prefissati criteri di valutazione sufficientemente precisi e dettagliati  (Cons. St., sez. III, 15 settembre 2014, n.4698; n. 4438/2017 e 5717/2015) e  che i relativi giudizi espressi dalla Commissione di gara, da intendersi afferenti  al perimetro della discrezionalità tecnica ad essa riservata, possono essere  giudicati illegittimi solo se affetti da vizi di manifesta irragionevolezza o  di macroscopica erroneità (cfr. ex multis Cons, St., sez. V, 26 marzo 2014, n.  1468).
Nel caso di specie, il bando di gara ha dettagliato  i criteri di attribuzione del punteggio tecnico (per il quale erano previsti  max 60 p.ti), suddividendoli in 2 macroelementi (progetto tecnico organizzativo  e curriculum) ed individuando per il primo 5 subcriteri e per il secondo 6  subcriteri, in tal modo escludendo la possibilità di qualsiasi arbitrio da  parte della commissione valutatrice.
Ancora, è da rilevare, sul punto, come il  disciplinare di gara abbia regolamentato anche l’attribuzione discrezionale dei  coefficienti da parte della commissione di gara, predisponendo la seguente  scala di valutazione: piena rispondenza agli elementi richiesti dal  criterio/subcriterio , punti 1 - 0,75; mediamente rispondente agli elementi  richiesti dal criterio/subcriterio, punti 0,74-0,50; scarsamente rispondente  agli elementi richiesti dal criterio/subcriterio, punti 0,49-0,25; rispondenza  non adeguata, punti 0,24-0.
Peraltro, è da rilevare come l’istante non  contesti in alcun modo i giudizi di merito espressi dalla Commissione.
Neppure pare integrata, nel caso di specie, la  paventata violazione del principio della collegialità del voto: va evidenziato,  infatti, che la riferibilità individuale dell’attività valutativa non può  intendersi smentita dalla uniformità dei punteggi assegnati dai commissari,  posto che l’identità delle valutazioni non può ritenersi, di per sé (e in  difetto di altri concordanti indizi), un indice univocamente significativo del  carattere collegiale dello scrutinio della qualità dell’offerta tecnica (Cons.  Stato, sez. V, 17 dicembre 2015, n. 5717; cfr. anche Cons. Stato, sez. V, 24  marzo 2014, n. 1428; TAR Lazio, sez. I quater, n. 8243/2016).
Per quanto concerne la presunta illegittima  composizione della Commissione di gara, si richiamano le osservazioni svolte in  via preliminare sul mancato superamento della cd. prova di resistenza. Invero,  l’istante non ha in alcun modo dimostrato di aver subito lesioni concrete per  effetto dell’assenza di commissari aventi specifica competenza nel settore  oggetto della gara, non contesta lo svolgimento delle operazioni di gara, il  punteggio tecnico attribuito all’offerta da lui presentata ovvero a quella  presentata dall’associazione aggiudicataria. Pertanto, un’eventuale ri-valutazione  dell’offerta da parte di una diversa - e competente – Commissione giudicatrice non  potrebbe recargli alcuna utilità concreta; anzi, avendo conseguito il massimo  del punteggio previsto dal disciplinare di gara in relazione al criterio  discrezionale del progetto tecnico-organizzativo, l’istante non potrebbe che correre  il rischio di vedersi attribuito un punteggio inferiore. Appare dirimente il  richiamo a quell’orientamento giurisprudenziale che sottolinea come, anche ove  siano dedotti vizi di legittimità della nomina della Commissione, l’interesse  strumentale alla riedizione della gara rimane subordinato al presupposto che vi  siano, in concreto, ragionevoli possibilità di ottenere l’utilità richiesta (T.A.R.  Lazio, Roma, Sez. III-quater, 2 marzo 2018, n. 2399; T.A.R. Veneto, sez.  I, 15 febbraio 2019, n. 207).
L’unica eccezione che, qualora accolta, potrebbe  recare un effettivo vantaggio all’istante è quella che concerne la presunta  illegittima richiesta di presentazione dell’offerta economica da parte dei  partecipanti alla gara. Tuttavia, anche tale eccezione appare infondata.
Invero, posto che nessun divieto alla richiesta  di presentazione dell’offerta economica è dato evincere dal testo della  deliberazione di Giunta Capitolina n. 41/2018, detta richiesta (sub speciem di rialzo sull’importo del  canone concessorio, fissato dal bando in €. 2.95/ora) appare compatibile con la  disciplina pubblicistica delle concessioni, con il d.lgs. 50/2016 e rientrare,  in ogni caso, nella discrezionalità della stazione appaltante.
Peraltro, nel caso di specie, il bando di gara  attribuiva all’offerta economica un peso (punti 15) nettamente inferiore a  quello previsto per l’offerta tecnica (punti 85), con la conseguenza che deve  ritenersi rispettata anche l’esigenza, evidenziata dalla deliberazione di  Giunta Capitolina n. 41/2018, di non perseguire un intento remunerativo  nell’affidamento del servizio in oggetto.
Infine, con riferimento all’ultima questione,  soccorre il Testo Unico sulla documentazione amministrativa (DPR 445/2000) che  consente la presentazione di autodichiarazioni – che le pp.aa. sono obbligate  ad accettare - in luogo della produzione dei certificati. Peraltro, come noto,  le carenze documentali concernenti la documentazione amministrativa sono  sanabili mediante l’istituto del soccorso istruttorio, ai sensi dell’art. 83,  comma 9 del d.lgs. 50/2016.

Alla  luce delle considerazioni sopra esposte,

Il Consiglio

 

ritiene, nei limiti delle motivazioni che  precedono,

       
  • Prive di lesività concreta le clausole del bando  afferenti i criteri e le modalità di valutazione dell’offerta tecnica e non  contrastante con la normativa di settore ma rimessa alla discrezionalità della  stazione appaltante la richiesta di presentazione dell’offerta economica.

Raffaele Cantone 

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 12 giugno 2019

Per il  Segretario, Rosetta Greco

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