DELIBERA N.  499  DEL 5 giugno 2019

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata dalla Società sportiva  dilettantistica Pablo Neruda – Affidamento della gestione dei centri  sportivi municipali del Municipio XII di Roma Capitale – quadriennio 2018-2022  -  S.A.: Roma Capitale
PREC 62/19/S

Considerato in fatto
Con  istanza acquisita al prot. n. 9959 del 6 febbraio 2019 la Società Sportiva  Dilettantistica Pablo Neruda ha sollevato una serie di eccezioni in merito alla  procedura di gara in oggetto, domandandone l’annullamento e la sua riedizione.
Le  doglianze attengono, per lo più, alle clausole del bando relative alla  valutazione dell’offerta tecnica: l’istante lamenta l’assenza della previsione  di subcriteri e le modalità di attribuzione del punteggio, consistenti nella  mera assegnazione di un numero non accompagnato dalla spiegazione circa l’iter  logico-giuridico seguito dai commissari; rileva, inoltre, la presunta violazione  del principio della collegialità del voto, avendo ciascun Commissario  attribuito, in relazione a ciascun parametro di valutazione, lo stesso identico  punteggio alle offerte dei concorrenti.
Contesta  ancora che la Commissione non avrebbe compiuto alcuna valutazione in merito al  criterio dell’integrazione del progetto tecnico con l’offerta didattica  dell’istituto e che, nonostante uno dei parametri di valutazione riguardasse la  coerenza del progetto tecnico con la programmazione e/o i bisogni del Municipio  XII, in nessuna parte dell’avviso o per  relationem era possibile conoscere quale fosse la programmazione  municipale, con impossibilità per gli operatori di formulare un’offerta tecnica  adeguata.
L’istante  rileva, poi, l’illegittima composizione della Commissione giudicatrice e  contesta la richiesta di presentazione dell’offerta economica, in quanto  contrastante con la deliberazione di Giunta Capitolina n. 41/2018, che,  disciplinando la materia dei centri Sportivi Municipali, esclude per essi qualsiasi  intento remunerativo, nonché con l’art. 30 del D.lgs. 50/2016.
Con  nota prot. n. 40314 del 20 maggio 2019 è stata avviata l’istruttoria e sono  pervenute memorie e documentazione. In particolare la stazione appaltante, nel  confutare le eccezioni sollevate, ha rappresentato che la Società Pablo Neruda è  rimasta affidataria dell’utilizzo della medesima palestra concessa nel triennio  2015-2018 con una sola riduzione del monte ore settimanale da n.20 a n.14 ore.

Ritenuto in diritto
Secondo l’orientamento giurisprudenziale ormai  costante, l’interesse strumentale alla riedizione dell’intera procedura di gara  non può prescindere dalla cd. prova di resistenza, per superare la quale l’istante, nel sottoporre a critica l’operato della  commissione di gara, deve esplicitare  le caratteristiche della propria offerta, raffrontarle con quelle dei  concorrenti e dimostrare che avrebbe meritato un punteggio più alto o una valutazione comparativamente migliore ovvero che l’offerta tecnica  dell’aggiudicataria ha ottenuto un punteggio troppo elevato, al punto da poter conseguire il risultato  sperato attraverso il corretto svolgimento delle operazioni di gara (Cons.  Stato Sez. III, 7 marzo 2016, n. 921; Cons. Stato, Ad. Plen. N.  4/2011, Cons. Stato, sez. III, n.  2078/2012, V nn. 3084 e 1928/2011 e 6406/2009, VI n. 7300/2010 e 4326/2008). In altri termini, l’istante deve sempre  dimostrare che l’illegittimità denunciata – in astratto compatibile con  l’annullamento dell’intera procedura di gara – ha recato una lesione concreta  ed attuale ad un suo interesse meritevole di tutela, in modo tale che,  ripetendo correttamente la serie procedimentale, il concorrente possa  effettivamente conseguire il bene sperato.
Nel caso di specie, detta prova di resistenza non  è stata fornita: da un lato, l’offerta tecnica della S.S.D. Pablo Neruda ha  ottenuto un punteggio molto elevato (49.5/60 per il progetto tecnico –  organizzativo soggetto a valutazione discrezionale) e l’istante non lamenta in  alcun modo che avrebbe meritato un punteggio più elevato; dall’altro, non  vengono mosse contestazioni in merito a quello assegnato all’offerta tecnica  dell’aggiudicataria. Non vi sono, pertanto, lesioni concrete subite per effetto  delle illegittimità denunciate, perlomeno con riferimento ai vizi concernenti  la completezza e chiarezza della disciplina di gara e le operazioni/valutazioni  della Commissione giudicatrice. Tanto sembrerebbe sufficiente a ritenere  inammissibili dette eccezioni; le stesse appaiono, in ogni caso, infondate nel  merito.
Intanto, in via di fatto pare possibile affermare  che il conseguimento del massimo punteggio in relazione all’offerta tecnica presentata  è la prova più evidente che gli elementi di valutazione della stessa sono stati  adeguatamente compresi e rispettati dall’associazione istante; per le medesime  ragioni deve essere stata adeguatamente conosciuta la programmazione e/o dei  bisogni del Municipio XII ai fini della redazione del progetto  tecnico-organizzativo presentato.
Per quanto concerne la mancata previsione di subcriteri  di valutazione dell’offerta tecnica che, secondo l’istante, si sarebbe resa  necessaria alla luce della presenza, all’interno dei singoli criteri, di  elementi di valutazione spesso disomogenei tra di loro, se in linea generale la  giurisprudenza è concorde nel ritenere che la loro previsione rientra nella  discrezionalità della stazione appaltante ai sensi dell’art. 95, comma 8 del  d.lgs. 50/2016, nondimeno nel caso di specie il bando di gara prevedeva, con  riferimento all’unico parametro oggetto di valutazione discrezionale  - A  Progetto tecnico organizzativo - l’elencazione di vari subcriteri;  pertanto, detta eccezione appare infondata.
Analogamente è da dirsi con riferimento alla  contestazione circa le modalità di attribuzione del punteggio relativo all’offerta  tecnica (consistenti nell’indicazione di un numero non accompagnato da  ulteriori motivazioni); infatti, è opinione unanime in giurisprudenza che il  punteggio numerico assegnato ai singoli elementi dell’offerta economicamente  più vantaggiosa integra una motivazione sufficiente ed adeguata, purchè siano  stati prefissati criteri di valutazione sufficientemente precisi e dettagliati  (Cons. St., sez. III, 15 settembre 2014, n.4698; n. 4438/2017 e 5717/2015) e  che i relativi giudizi espressi dalla Commissione di gara, da intendersi  afferenti al perimetro della discrezionalità tecnica ad essa riservata, possono  essere giudicati illegittimi solo se affetti da vizi di manifesta  irragionevolezza o di macroscopica erroneità (cfr. ex multis Cons, St., sez. V,  26 marzo 2014, n. 1468).
Nel caso di specie, il bando di gara ha dettagliato  i criteri di attribuzione del punteggio tecnico (per il quale erano previsti  max 60 p.ti), suddividendoli in 2 macroelementi (progetto tecnico organizzativo  e curriculum) ed individuando per il primo 5 subcriteri e per il secondo 6  subcriteri, in tal modo escludendo la possibilità di qualsiasi arbitrio da  parte della commissione valutatrice.
Ancora, è da rilevare, sul punto, come il  disciplinare di gara abbia regolamentato anche l’attribuzione discrezionale dei  coefficienti da parte della commissione di gara, predisponendo la seguente  scala di valutazione: piena rispondenza agli elementi richiesti dal  criterio/subcriterio , punti 1 - 0,75; mediamente rispondente agli elementi  richiesti dal criterio/subcriterio, punti 0,74-0,50; scarsamente rispondente  agli elementi richiesti dal criterio/subcriterio, punti 0,49-0,25; rispondenza  non adeguata, punti 0,24-0.
Peraltro, è da rilevare come l’istante non  contesti in alcun modo i giudizi di merito espressi dalla Commissione.
Neppure pare integrata, nel caso di specie, la  paventata violazione del principio della collegialità del voto: va evidenziato,  infatti, che la riferibilità individuale dell’attività valutativa non può  intendersi smentita dalla uniformità dei punteggi assegnati dai commissari,  posto che l’identità delle valutazioni non può ritenersi, di per sé (e in  difetto di altri concordanti indizi), un indice univocamente significativo del  carattere collegiale dello scrutinio della qualità dell’offerta tecnica (Cons.  Stato, sez. V, 17 dicembre 2015, n. 5717; cfr. anche Cons. Stato, sez. V, 24 marzo  2014, n. 1428; TAR Lazio, sez. I quater, n. 8243/2016).
Per quanto concerne la presunta illegittima  composizione della Commissione di gara, fermo restando quanto rappresentato in  via preliminare in ordine alla cd. prova di resistenza, va rilevato che la  stazione appaltante, in un’ottica di massima trasparenza, ha proceduto alla  nomina della commissione giudicatrice mediante estrazione a sorte dall’Albo  costituito per le gare sottosoglia comunitaria e che il Collegio risulta nel  suo complesso adeguatamente competente per la valutazione delle offerte.
Invero, come recentemente chiarito dalla  giurisprudenza amministrativa “il  requisito enunciato dall’art. 77 del d.lgs. n. 50 del 2016  dell’esperienza «nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del  contratto» deve essere inteso in modo coerente con la poliedricità delle  competenze spesso richieste in relazione alla complessiva prestazione da  affidare, non solo tenendo conto, secondo un approccio formale e atomistico,  delle strette professionalità tecnico-settoriali implicate dagli specifici  criteri di valutazione, la cui applicazione sia prevista dalla lex specialis,  ma considerando, secondo un approccio di natura sistematica e contestualizzata,  anche le professionalità occorrenti a valutare sia le esigenze  dell’Amministrazione, alla quale quei criteri siano funzionalmente preordinati,  sia i concreti aspetti gestionali ed organizzativi sui quali gli stessi siano  destinati ad incidere…non è, in particolare, necessario che l’esperienza professionale  di ciascun componente della commissione aggiudicatrice copra tutti gli aspetti  oggetto della gara, potendosi le professionalità dei vari membri integrare  reciprocamente, in modo da completare ed arricchire il patrimonio di cognizioni  della commissione, purché idoneo, nel suo insieme, ad esprimere le necessarie  valutazioni di natura complessa, composita ed eterogenea” (T.A.R. Veneto, sez. III, 29 novembre 2017,  n. 1091; )
In considerazione di  tale unanime orientamento, si ritiene che nel caso di specie, visto l’oggetto della  concessione (gestione dei Centri Sportivi Municipali), la commissione di gara –  composta dal Dirigente Economico-finanziario, da un Funzionario con specifica  competenza nel settore dello sport e cultura e da un Funzionario amministrativo  addetto al servizio edilizia e urbanistica – possedesse, nel suo complesso, le  competenze necessarie per valutare la qualità dei progetti tecnico –  organizzativi. La presenza, in seno alla commissione giudicatrice, di  componenti portatori di diverse esperienze professionali, rispondenti, in un  rapporto di complementarietà, alle esigenze valutative imposte dall’oggetto  della gara d’appalto, deve ritenersi idonea a garantire che il patrimonio di  cognizioni della commissione, nel suo insieme, fosse idoneo ad affrontare la  complessa attività valutativa richiesta.
L’unica eccezione che, qualora accolta, potrebbe  recare un effettivo vantaggio all’istante è quella che concerne la presunta  illegittima richiesta di presentazione dell’offerta economica da parte dei  partecipanti alla gara. Tuttavia, anche tale eccezione appare infondata.
Invero, posto che nessun divieto alla richiesta  di presentazione dell’offerta economica è dato evincere dal testo della  deliberazione di Giunta Capitolina n. 41/2018, detta richiesta (sub speciem di rialzo sull’importo del  canone concessorio, fissato dal bando in €. 2.95/ora) appare compatibile con la  disciplina pubblicistica delle concessioni, con il d.lgs. 50/2016 e rientrare,  in ogni caso, nella discrezionalità della stazione appaltante.
Peraltro, nel caso di specie, il bando di gara  attribuiva all’offerta economica un peso (punti 15) nettamente inferiore a  quello previsto per l’offerta tecnica (punti 85), con la conseguenza che deve  ritenersi rispettata anche l’esigenza, evidenziata dalla deliberazione di  Giunta Capitolina n. 41/2018, di non perseguire un intento remunerativo  nell’affidamento del servizio in oggetto.

Alla  luce delle considerazioni sopra esposte,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti delle motivazioni che  precedono,

       
  • Prive di lesività concreta le clausole del bando  afferenti i criteri e le modalità di valutazione dell’offerta tecnica e non  contrastante con la normativa di settore e rimessa alla discrezionalità della  stazione appaltante la richiesta di presentazione dell’offerta economica.
Raffaele Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 13 giugno 2019
Il  segretario Maria Esposito
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