DELIBERA N. 680 DEL 17 luglio 2019
OGGETTO:  Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d. lgs. 50/2016  presentata da Roma Capitale - Dipartimento Tutela Ambientale - Procedura aperta per l’affidamento del servizio di gestione triennale dei  canili comunali Muratella e Ponte Marconi e delle attività volte al  contenimento del randagismo - Importo a base di gara: euro 5.403.456,54 - S.A.: Roma Capitale - Dipartimento  Tutela Ambientale.

PREC  90/19/S

Il Consiglio

Considerato  in fatto

Con  istanza singola prot. n. 37227 del 23 aprile 2019 la stazione appaltante Roma  Capitale - Dipartimento Tutela Ambientale rappresenta che il bando della  procedura in oggetto prevedeva un importo complessivo a base di gara di euro  5.403.456,54, di cui euro 5.366.820,54 soggetti a ribasso ed euro 36.636,00 per  oneri della sicurezza da interferenze non ribassabili. La commissione di gara,  nella seduta dedicata all’apertura delle offerte economiche, prende atto che  l’unico concorrente rimasto in gara, offrendo un ribasso dell’1,5%, dichiara «che  la migliore offerta economica, per l’espletamento del servizio oggetto di gara,  espressa in termini di valore relativo (ribasso percentuale) sull’importo a  base di gara, ossia € 5.403.456,54 di cui € 5.366.820,54 soggetti a ribasso e d  € 36.636,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, al netto dell’IVA, è  la seguente: percentuale espressa in cifre: 1,5%; percentuale espressa in  lettere: unovirgolacinquepercento. Pertanto l’importo è pari a € 5.286.318,23  più oneri di sicurezza non soggetti a ribasso pari ad € 36.575,00,  complessivamente pari ad € 5.322.893,23».
La  commissione di gara rileva che gli oneri della sicurezza non soggetti a  ribasso, quantificati nel bando in € 36.636,00, sono stati di fatto ribassati  ad € 36.575,00 e che lo stesso errore è stato ripetuto nel calcolo del prezzo  complessivo offerto. A fronte di ciò, la stazione appaltante chiede all’Autorità  se la commissione possa ritenere valida l’offerta, riconducendo l’errata  trascrizione dei costi della sicurezza non soggetti a ribasso alla categoria  degli errori materiali e provvedendo al corretto calcolo del prezzo offerto.
A  seguito dell’avvio dell’istruttoria, effettuato in data 3 luglio 2019, è  pervenuta una memoria da parte dell’operatore  economico interessato, nella quale il concorrente afferma che gli oneri della  sicurezza “esterni” sono fissati dal bando e sono indipendenti dall’offerta  economica, pertanto la non corretta indicazione nell’offerta è da intendersi  quale mero errore di trascrizione, restando fermo e valido l’importo degli  oneri della sicurezza indicato nel bando. La consapevolezza che i costi della  sicurezza non erano ribassabili sarebbe dimostrata, tra l’altro, dalla  circostanza che l’operatore economico ha espressamente dichiarato che,  applicando il ribasso offerto (1,5%), si otteneva il corretto importo di €  5.286.318,23, cui andavano aggiunti i costi della sicurezza non soggetti a  ribasso. L’importo di € 36.575,00, erroneamente indicato, corrisponde invece agli  oneri della sicurezza aziendali che l’offerente è tenuto ad indicare nella  propria offerta, ai sensi dell’art. 95, comma 10, del d. lgs. 50/2016. La  somiglianza tra i due importi, quello dei costi della sicurezza non soggetti a  ribasso e quello degli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle  disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, avrebbe  contribuito ad ingenerare la disattenzione nella redazione dell’offerta  economica.

Ritenuto  in diritto

La questione oggetto dell’istanza di parere  riguarda la possibilità di ricondurre l’errore di trascrizione dei costi della  sicurezza non soggetti a ribasso alla categoria degli errori materiali o refusi  e la conseguente possibilità di ritenere valida un’offerta economica che rechi,  nel dettaglio, un importo errato di tali oneri e dell’ammontare complessivo  dell’appalto.
Come noto, nella materia degli appalti pubblici  vige il principio generale dell’immodificabilità dell’offerta, che è regola  posta a tutela dell’imparzialità e della trasparenza dell’agire della stazione  appaltante, nonché ad ineludibile tutela del principio della concorrenza e  della parità di trattamento tra gli operatori economici che prendono parte alla  procedura concorsuale.
La sanabilità degli errori presenti nell’offerta  e i limiti entro i quali la commissione di gara può svolgere un’attività  interpretativa della volontà del dichiarante sono circoscritti, per  orientamento consolidato della giurisprudenza, ai soli casi nei quali,  attraverso tale attività di ricostruzione, sia possibile giungere ad esiti  certi circa l’impegno negoziale assunto dal dichiarante. L’offerta economica  del concorrente può essere modificata, anche ex officio, allorché la stessa rechi un mero errore materiale,  la cui correzione non alteri l’effettiva volontà dell’offerente, risultante  chiaramente dagli altri elementi dell’offerta economica stessa. In particolare,  è necessaria la sussistenza di due condizioni: a) che sia possibile, attraverso  l’attività interpretativa, giungere ad una rettifica degli elementi della  dichiarazione che non lasci margini di incertezza; b) che l’interpretazione non  faccia ricorso a fonti di conoscenza esterne alla dichiarazione di offerta  della quale si tratta, né a dichiarazioni integrative dell’offerente (ex  multis: Cons. Stato, Sez. IV, 6 maggio 2016, n. 1827; TAR Lazio, Sez. III, 14  febbraio 2019, n. 1965; deliberazione ANAC n. 600 del 31 maggio 2017).
Sul tema specificamente in questione occorre ricordare  che, ai sensi dell’art. 23, comma 16, del d. lgs. 50/2016, la definizione dei  costi della sicurezza c.d. “esterni” spetta alla stazione appaltante, chiamata  a fissarli a monte della procedura, e che su di essi i concorrenti non dispongono  di alcun potere dispositivo, sicché anche una loro eventuale indicazione sul  punto sarebbe solo pedissequamente riproduttiva di quella posta a base della  procedura. Infatti, non vi è alcuna norma che imponga ai concorrenti, tanto  meno a pena di esclusione, di riprodurre nell’offerta la quantificazione dei  costi da interferenza già effettuata dalla stazione appaltante (Cons. Stato,  Sez. III, 22. Dicembre 2015 n. 5815).
Siccome  è la lex specialis a quantificare tali costi e il valore economico rispetto al  quale, di riflesso, i ribassi di gara verranno ammessi, non è possibile  dubitare (di regola almeno) che i ribassi presentati in concreto senza  precisazioni debbano essere riferiti proprio all’ammontare ammesso a ribasso  dalla stessa legge di gara (Cons. Stato, Sez. V, 6 novembre 2015, n. 5070).
Nel caso in esame non sembra dubbio che i costi della sicurezza  esterni quantificati dalla stazione appaltante siano stati conosciuti e  considerati dal concorrente ai fini della formulazione dell’offerta economica, dal  momento che, nell’intestazione dell’offerta stessa, il concorrente dichiara  espressamente che tali costi ammontano, correttamente, a € 36.636,00.  
L’art. 17 del disciplinare di gara statuisce che l’offerta economica deve essere  formulata indicando il ribasso unico percentuale, espresso in cifre e in lettere, al netto dei costi della sicurezza dovuti a rischi da  interferenze, nonché la stima degli oneri aziendali della sicurezza e dei costi  della manodopera. Così ha fatto il concorrente (salvo poi incorrere nell’errore  nella quantificazione del prezzo corrispondente al ribasso). Posto che non è il ribasso che si calcola dal prezzo, ma è il  prezzo che deriva dal ribasso, occorre dare prevalenza al ribasso percentuale  offerto, proprio perché è il dato centrale dell’offerta, in cui viene resa  palese la volontà del dichiarante (TAR Sicilia, Sez. III, 14 aprile 2017, n.  1025). L’attività interpretativa della commissione  di gara integra, di conseguenza, un mero esercizio del potere-dovere di interpretazione  dell’offerta alla luce degli elementi oggettivi in essa contenuti e si  riconduce ad una mera operazione matematica, escludendo ogni intervento  additivo o integrativo sull’offerta economica del concorrente (per un caso  analogo, cfr. Cons. Stato, Sez. V, 11 gennaio 2018, n. 113).
In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che:

       
  • a  fronte della chiara indicazione del ribasso percentuale offerto, l’errata  trascrizione dell’importo relativo ai costi della sicurezza esterni, non  soggetti a ribasso, è ascrivibile alla categoria degli errori materiali e come  tale non incide sulla validità dell’offerta, in quanto si tratta di elemento  preventivamente indicato nel bando, insuscettibile di modifica da parte del  concorrente.

Raffaele  Cantone

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 25 luglio 2019
Il  Segretario, Maria Esposito

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