Comunicato del Presidente del 30 ottobre 2019

Modifica del Comunicato del 5 luglio 2017
 

Oggetto: Rispetto delle regole in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione da parte delle Università agrarie ed altre associazioni agrarie, comunque denominate, titolari della gestione degli usi civici e della proprietà collettiva.
 

Il presente sostituisce il Comunicato del 5 luglio 2017, riferito alle Università agrarie ed altre associazioni agrarie, comunque denominate, soggette all’esercizio degli usi civici di cui alla legge 16 giugno 1927.

La legge 20 novembre 2017, n. 168 “Norme in materia di domini collettivi” ha disposto all’art. 1 che gli enti esponenziali delle collettività titolari dei diritti di uso civico e della proprietà collettiva hanno personalità giuridica di diritto privato ed autonomia statutaria. Tra tali Enti rientrano le Università agrarie ed altre associazioni agrarie, comunque denominate, titolari della gestione degli usi civici e della proprietà collettiva, cui, quindi, va riconosciuta la personalità giuridica di diritto privato.

Ai fini dell’applicabilità della normativa sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza occorre, dunque, accertare, di volta in volta, la sussistenza dei requisiti previsti per gli enti di diritto privato dall’art. 2 bis, co. 2 e 3, del d.lgs. 33/2013.

Pertanto, gli Enti in oggetto, ove in possesso di tutti i requisiti di cui al co. 2 dell’art. 2-bis del d.lgs. 33/2013, sono assoggettate alla medesima disciplina prevista per le P.A, “in quanto compatibile” e quindi sono tenute al rispetto della normativa sulla trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013 e alla nomina di un RPCT e all’adozione di misure organizzative di prevenzione della corruzione.
Ove siano in possesso del solo requisito del bilancio superiore a cinquecentomila euro, le Università agrarie ed altre associazioni agrarie, comunque denominate, titolari della gestione degli usi civici e della proprietà collettiva rientrano tra gli enti previsti nel comma 3 del d.lgs. 33/2013. Sono in tal caso tenute ad applicare la normativa in materia di trasparenza in relazione all’attività di pubblico interesse svolta. Non sono invece tenute a nominare un RPCT e all’adozione di misure organizzative di prevenzione della corruzione.
Sulla disciplina applicabile agli enti di diritto privato di cui all’art. 2bis, co.2 e 3, del d.lgs. 33/2013 si rinvia alla delibera ANAC n. 1134/2017.

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 21 novembre 2019
Il Segretario Maria Esposito

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