DELIBERA N. 1003 del 23 ottobre 2019

OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da I.S.I. Intelligent Security Italiana Global S.r.l. – Procedura MEPA RdO per l’affidamento del serviio di vigilanza presso il settore servizi sociali CIG: Z8A29860DF. Importo a base di gara: 39.536,00 euro.
PREC. 160/19/S PB                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
 

Il Consiglio
 

VISTA l’istanza prot. n.74578 del 24 settembre 2019 con cui la I.S.I. Intelligent Security Italiana Global S.r.l. chiedeva un parere sulla legittimità della procedura di gara assumendo la sproporzione dei criteri di valutazione che imponevano “un investimento alquanto oneroso e irrazionale” per raggiungere il punteggio massimo previsto, da ritenersi non congruo rispetto alla remuneratività dell’appalto; ad avvalorare la propria tesi, la società metteva in rilievo il punto B) 4 del disciplinare di gara in cui la stazione appaltante per gli elementi migliorativi ed aggiuntivi prevedeva un peso di massimo 35 punti;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 2 ottobre 2019;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
RILEVATO che il Comune di Giugliano indiceva una procedura di gara ex art. 36 comma 2 lett. b) e comma 6 del D.lgs.50/2016, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento del servizio di vigilanza presso la Struttura del settore Servizi Sociali in via Aniello Palumbo n.2;

RILEVATO che come riferito dall’istante, il disciplinare di gara, all’art. 11 lett. B), tra i criteri di valutazione dell’offerta tecnica, per la qualità del servizio prevedeva complessivi 35 punti e l’attribuzione di 5 punti per ogni proposta innovativa e/o aggiuntiva ritenuta dalla commissione utile a migliorarlo; inoltre stabiliva una soglia di sbarramento di 50 punti totali, raggiunta la quale si sarebbero ammessi i concorrenti all’esame delle offerte economiche;

CONSIDERATO che  la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretata nel senso che non sussistono ostacoli all’introduzione di una normativa nazionale che autorizzi le amministrazioni aggiudicatrici ad imporre, nel capitolato d’oneri di una gara d’appalto con procedura aperta, requisiti minimi per la valutazione tecnica, cosicché le offerte presentate che, al termine di tale valutazione, non raggiungono una soglia di punteggio minima prestabilita siano escluse dalla successiva valutazione fondata sia su criteri tecnici che sul prezzo (Corte di Giustizia dell’Unione Europea 20 settembre 2018 C-546/16);

CONSIDERATO che lo scopo della previsione della soglia è quello di assicurare un filtro di qualità, perché vengano selezionate solo le offerte che rispettino uno standard minimo corrispondente a quanto discrezionalmente prefissato dalla lex specialis;

CONSIDERATO che nelle Linee Guida Anac n. 2, di attuazione del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa” - Approvate dal Consiglio dell’Autorità con Delibera n. 1005, del 21 settembre 2016. Aggiornate al D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56 con Delibera del Consiglio n. 424 del 2 maggio 2018 si legge: “In generale, le stazioni appaltanti devono individuare criteri di valutazione concretamente idonei a evidenziare le caratteristiche migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e a differenziare le stesse in ragione della rispondenza alle esigenze della stazione appaltante. I citati criteri devono, pertanto, consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo. In altri termini, non dovrebbero essere oggetto di valutazione i requisiti di partecipazione che, per definizione, sono posseduti da tutti i concorrenti, o le condizioni minime - incluso il prezzo – con cui i lavori, servizi o forniture devono essere realizzati; si dovrebbe attribuire un punteggio positivo solo a miglioramenti effettivi rispetto a quanto previsto a base di gara”.

CONSIDERATO che, come ricordato nelle Linee guida Anac n.2 sopra citate, “al fine di agevolare la partecipazione delle microimprese e delle piccole e medie imprese, dei giovani professionisti e delle imprese di nuova costituzione si suggerisce alle stazioni appaltanti di prevedere criteri di valutazione che valorizzino gli elementi di innovatività delle offerte presentate”;

RILEVATO tuttavia che nel caso di specie il disciplinare di gara, pur assegnando un peso rilevante alla qualità del servizio, non definisce esattamente quale tipo di innovazione e miglioria possa ritenere utile a migliorarlo, lasciando liberamente interpretare ai concorrenti la richiesta; 

CONSIDERATO che gli elementi di valutazione cosiddetti qualitativi richiedono una valutazione discrezionale da parte dei commissari di gara e quindi, perché la loro applicazione non comporti discriminazioni, devono essere disciplinati in dettaglio negli atti di gara, infatti nelle linee guida sopra citate si afferma anche: “In relazione a ciascun criterio o subcriterio di valutazione la stazione appaltante deve indicare gli specifici profili oggetto di valutazione, in maniera analitica e concreta. Con riferimento a ciascun criterio o subcriterio devono essere indicati i relativi descrittori che consentono di definire i livelli qualitativi attesi e di correlare agli stessi un determinato punteggio, assicurando la trasparenza e la coerenza delle valutazioni”;

CONSIDERATO infatti che, per costante indirizzo giurisprudenziale, l’idoneità del voto numerico a rappresentare in modo adeguato l’iter logico seguito dalla Commissione nella sua espressione è direttamente proporzionale al grado di specificazione dei criteri allo stesso sottesi (ex multis: Cons. Stato, V, 20 settembre 2016, n. 3911; IV, 20 aprile 2016, n. 1556);

RITENUTO pertanto che l’istante ha censurato l’eccessiva onerosità delle migliorie da effettuare in relazione alla remuneratività dell’appalto, ma tale dato non è chiaro stabilire data l’indeterminatezza dell’onere atteso dall’amministrazione per migliorare l’offerta;

RITENUTO quindi che la valutazione tramite assegnazione di punteggio numerico potrà ritenersi legittima e non arbitraria, ma soprattutto esaustiva, soltanto nella misura in cui l’indicazione dei criteri e sub-criteri di valutazione venga correttamente dettagliata;

 

 

Il Consiglio


ritiene, nei limiti di cui in motivazione, l’operato della stazione appaltante non conforme alla normativa di settore, in quanto avrebbe dovuto disciplinare con maggiore dettaglio l’attribuzione del peso da assegnare agli elementi innovativi e/o aggiuntivi presentati dai concorrenti nell’offerta tecnica.

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 4 novembre 2019
Il Segretario Maria Esposito

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