Delibera numero 1139 del 08 novembre 2017

concernente revoca RPCT di Multiss S.p.A. - art. 15, co. 3, d.lgs. 39/2013

 

 

Fascicolo UVMAC/5032/2017

 

Il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione

nell’adunanza del 8.11.2017;

visto l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;
visto l’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2013, secondo cui «Il provvedimento di revoca dell’incarico amministrativo di vertice o dirigenziale conferito al soggetto cui sono state affidate le funzioni di responsabile, comunque motivato, è comunicato all’Autorità nazionale anticorruzione che, entro trenta giorni, può formulare una richiesta di riesame qualora rilevi che la revoca sia correlata alle attività svolte dal responsabile in materia di prevenzione della corruzione. Decorso tale termine, la revoca diventa efficace»;
vista la relazione dell’Ufficio vigilanza sulle misure anticorruzione (UVMAC).

Fatto
È stata acquisita al protocollo dell’Autorità n. 117154 del 13.10.2017 la comunicazione dell’avv. [omissis] con cui è stata trasmessa la segnalazione della dott.ssa [omissis] riguardante la revoca del proprio incarico di RPCT della Multiss S.p.A., società partecipata al 100% dalla Provincia di Sassari, finalizzata a ottenere dall’Autorità una verifica della legittimità del citato provvedimento di revoca, con allegati il modulo per la presentazione di segnalazioni in materia di prevenzione della corruzione compilato dalla [omissis], due comunicazioni della Multiss S.p.A. e una nota sintetica della dott.ssa [omissis].  

Ritenuto in diritto
Dall’esame della documentazione prodotta si è rilevato che la comunicazione inviata alla RPCT è priva di motivazione e non reca in allegato il verbale del C.d.A. con cui la revoca è stata deliberata; tuttavia, il verbale del C.d.A. del 28.9.2017 è stato pubblicato dalla società sul proprio sito istituzionale, nella sezione amministrazione trasparente. Dalla lettura del verbale emergono le motivazioni della revoca del RPCT, sinteticamente illustrate. Il DG, prima, ha fatto riferimento a proprie precedenti comunicazioni (inviate ai membri del C.d.A. il 14.3.2017 e il 21.9.2017); poi, ha chiesto di dispensare la dott.ssa [omissis]  dal ruolo di RPCT «affinché possa seguire, per tutto il tempo contrattuale, l’attività di digitalizzazione documentale degli archivi». Al contempo, è stato evidenziato il notevole ritardo accumulato dall’azienda nell’esecuzione di tale attività, «derivato anche da fattori esterni non prevedibili» e illustrando, altresì, la possibile applicazione di penali come conseguenza del mancato rispetto dei tempi contrattuali. Il DG ha proposto, contestualmente, la nomina di un nuovo RPCT. Da quanto illustrato è emerso, dunque, che la revoca è stata motivata con ragioni organizzative, finalizzate all’esatto adempimento di un contratto, la cui esecuzione presentava notevoli ritardi e dal cui inadempimento sarebbero potuti derivare oneri per la società.
Da quanto illustrato dal RPCT, è emerso che la revoca di detto incarico sarebbe stata deliberata dopo che la stessa avrebbe chiesto per tre volte ai dirigenti competenti di trasmettere dati e documenti soggetti a obblighi di pubblicazione. In particolare, la RPCT, in data 16 e il 23 settembre 2017 avrebbe sollecitato i responsabili degli uffici Risorse umane e Appalti e contratti a trasmettere dati e documenti non inviati, procedendo a chiedere la documentazione su procedimenti disciplinari, modifiche contrattuali inerenti incrementi/decrementi di orario lavorativo, licenziamenti, progressioni di carriera, demansionamenti, assunzioni, aspettative non retribuite, procedimenti penalmente rilevanti, e a evidenziare che non era pervenuto l’aggiornamento del file relativo alle consulenze e agli incarichi professionali e legali da pubblicare sul sito, rilevando che nella sezione dell’ufficio Appalti e contratti erano stati pubblicati diversi incarichi legali, professionali e di formazione, che non le erano stati comunicati. e che non le erano pervenuti i dati relativi alle procedure a evidenza pubblica e agli affidamenti diretti. In merito, è stata appurata la rispondenza di quanto illustrato dal RPCT con le pubblicazioni nella sezione “amministrazione trasparente” del sito istituzionale della società e che la descritta documentazione non è stata pubblicata.
La revoca, dunque, è stata motivata in base a esigenze organizzative della società ma emerge anche una vicinanza cronologica con le richieste del RPCT di dati e documenti, la cui pubblicazione è stata omessa.
In considerazione di tutto quanto sopra, anche in relazione alla vicinanza cronologica fra i fatti denunciati e il provvedimento di revoca dell’incarico di RPCT, si ravvisa la sussistenza di un “fumus” di connessione tra detto provvedimento e l’attività svolta dal RPCT in materia di prevenzione della corruzione, che giustifica l’avvio della procedura di cui all’art. 15, comma 3 del d.lgs. 39/2013.

 

Tutto ciò premesso e considerato,

 

DELIBERA

 

    a) di chiedere al C.d.A. della società Multiss S.p.A. il riesame ex art. 15, co. 3, d.lgs. 39/2013, del provvedimento con cui è stato revocato l’incarico di RPCT alla dott.ssa [omissis], di cui al verbale del C.d.A. del 28.9.2017, con conseguente inefficacia dello stesso sino a conclusione del procedimento;
    b) di assegnare all’Amministrazione un termine di 30 gg. per gli adempimenti di cui sopra;
    c) di dare comunicazione della delibera all’interessata e alla provincia di Sassari.

 

Raffaele Cantone

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 14 novembre 2017

Il Segretario, Maria Esposito

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