Massima numero 6 del 08 maggio 2019

Richiesta di parere da parte del SG del Comune di omissis su possibili ipotesi di inconferibilità in merito alla nomina del Presidente di omissis S.p.a. e di due componenti del C.d.A. di omissis S.p.a.

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Riferimenti normativi: art. 1, co. 2 lett. l) del d.lgs. n. 39/2013

Parole chiave: Nozione di “incarico di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico” ai sensi dell’art. 1, co. 2 lett. l) del d.lgs. n. 39/2013, applicabilità al Presidente di un ente di diritto privato in controllo pubblico – sussistenza di deleghe gestionali se lo statuto attribuisce poteri gestori al consiglio di amministrazione – insufficienza della delega di poteri ad altro organo in assenza di previsione statutaria.

Nell’ambito degli enti pubblici ed enti privati in controllo pubblico, l’incarico di Presidente è sussumibile nella definizione di «incarichi di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico», di cui all’ art. 1, co. 2 lett. l), del d.lgs. n. 39/2013 allorquando lo stesso sia dotato di deleghe gestionali dirette. In merito, anche se lo statuto non preveda espressamente il conferimento di deleghe gestionali in capo al Presidente, laddove al consiglio di amministrazione siano conferiti poteri gestori, anche il Presidente, per il solo fatto di essere membro di tale consesso, risulta parimenti investito di tali poteri. (cfr. C.S., sezione V, n.126 dell’11.01.2018). Al contrario, per escludere che il Presidente sia titolare di deleghe gestionali dirette, non è sufficiente che i poteri gestori siano attribuiti al direttore generale o a figure assimilate mediante delega o procura, essendo tali atti, per loro natura, temporanei, revocabili e attribuiti intuitu personae; solo un’apposita previsione statutaria sui poteri del direttore generale o figure assimilate determina un assetto di governo societario stabile e continuativo.