Massima numero 4 del 17 aprile 2019

relativa all’applicazione delle ipotesi di inconferibilità per condanna penale, ai sensi dell’art. 3 del d.lgs. n. 39/2013, ai casi di condanna per reato tentato rientrante fra quelli di cui al capo I del titolo II del libro secondo del Codice penale.

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Riferimenti normativi: art. 3 d.lgs. n. 39/2013 – art. 35 bis d.lgs. n. 165/2001

Parole chiave: Inconferibilità di incarichi in caso di condanna per reati contro la pubblica amministrazione – art. 3 d.lgs. n. 39/2013 – art. 35 bis d.lgs. n. 165/2001 – sentenza di condanna non definitiva per delitto tentato – reati di cui al capo I del titolo II del libro secondo del codice penale – sussistenza.

Ai fini dell’applicazione dell’art. 3 del d.lgs. n. 39/2013, il riferimento contenuto nella disposizione di legge ad un’intera categoria di reati, nella specie i reati di cui al capo I del titolo II del libro II del codice penale, consente di estendere il regime di inconferibilità anche alle ipotesi di condanna non definitiva alle medesime fattispecie penali, ma rimaste allo stadio del tentativo, dal momento che in tali casi è compromessa l’imparzialità e la credibilità dell’azione amministrativa. Il medesimo canone interpretativo è applicabile anche in relazione alla diversa fattispecie di inconferibilità di cui all’art. 35 bis del d.lgs. 165/2001.