Delibera numero 1009 del 11 ottobre 2017

provvedimento d’ordine ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190 nei confronti dell’Università degli studi di Teramo _ fascicolo UVMAC/1810/2017

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza dell’11 ottobre 2017 ;

Visto l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità «esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza»;

Visto il Piano nazionale anticorruzione e i successivi aggiornamenti, di cui all’art. 1, co. 2, lett. b) e co. 2-bis della legge 6 novembre 2012, n. 190;

Visto il Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione approvato con delibera del Consiglio del 29 marzo 2017, e pubblicato in G.U. n. 91 del 19 aprile 2017;

Visto l’art. 11 del Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione recante “Atti conclusivi del procedimento di vigilanza” e, in particolare, il comma 1, lett. d);

Vista la nota ANAC prot. 50712 del 6 aprile 2017 con la quale l’Ufficio Vigilanza sulle misure anticorruzione ha chiesto al Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Università degli studi di Teramo informazioni sull’applicazione della normativa anticorruzione relativa alla misura della rotazione del personale;

Vista la nota del 18 aprile 2017 acquisita al protocollo dell’Autorità n. 55193 con la quale il RPCT dell’Università degli studi di Teramo ha riscontrato la richiesta di informazioni;

Vista la comunicazione di avvio del procedimento di vigilanza inviata con nota ANAC del 19 maggio 2017 prot. 70423  con la quale il Responsabile del procedimento dell’Autorità ha contestato la violazione e diffidato il RPCT e il Rettore dell’Università degli studi di Teramo a voler conformare il PTPCT 2017-2019 a quanto previsto dalla normativa, procedendo ad inserire nello stesso Piano l’adeguata disciplina della misura della rotazione, come misura ordinaria, con l’individuazione dei criteri, di atti organizzativi cui rinviare per la specifica disciplina da applicarsi al personale dirigenziale, ove presente, alle posizioni organizzative/elevata professionalità ed al personale non dirigenziale.

Viste le controdeduzioni inviate dal Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Università degli studi di Teramo acquisite al prot. dell’Autorità n. 93492 del 20 luglio 2017;

Rilevato che il Responsabile della Corruzione dell’Università degli studi di Teramo non ha provveduto ad adempiere a quanto richiesto dall’Autorità;

Considerato quanto segue:

  1. Procedimento istruttorio

Il Responsabile del procedimento dell’Autorità ha chiesto al Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Università degli studi di Teramo, con nota ANAC prot. 50712 del 6 aprile 2017, una dettagliata relazione relativa alle attività poste in essere dall’Università in ordine all’applicazione della normativa anticorruzione ed i criteri utilizzati per l’attuazione della misura della rotazione dei dipendenti.
Il Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Università degli studi di Teramo, con nota acquisita al protocollo dell’Autorità il 18 aprile 2017 n. 55193, ha fornito riscontro rappresentando che la rotazione del personale dipendente, susseguita nel corso degli anni 2014-2016 nell’Università, è conseguente all’adozione del progetto relativo al “laboratorio per l’innovazione”, rivolto a realizzare una nuova Struttura Organizzativa dell’Università, per il miglior funzionamento dei servizi offerti alla collettività. Pur riconoscendo che la rotazione del personale addetto alle aree a più elevato rischio di corruzione rappresenta una misura di particolare rilievo nella strategia di contrasto alla corruzione, il RPCT ha affermato che in ragione delle ridotte dimensioni dell’Università, la stessa non può essere attuata senza causare inefficienza dell’azione amministrativa con conseguenti rischi nell’erogazione dei servizi ai cittadini.
Il Responsabile del procedimento dell’Autorità, con comunicazione di avvio del procedimento di vigilanza inviata con nota ANAC del 19 maggio 2017 prot. 70423, ha contestato la violazione e diffidato il RPCT e il Rettore dell’Università degli studi di Teramo a voler conformare il PTPCT 2017-2019 a quanto previsto dalla normativa, procedendo ad inserire nello stesso Piano adeguata disciplina della misura della rotazione, come misura ordinaria, con l’individuazione dei criteri, di atti organizzativi cui rinviare per la specifica disciplina da applicarsi al personale dirigenziale, ove presente, alle posizioni organizzative/elevata professionalità ed al personale non dirigenziale.
Il Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Università degli studi di Teramo, con nota acquisita al protocollo dell’Autorità il 20 luglio 2017 n. 93492, ha precisato che potrà procedere ad una minima rotazione del personale, anche di “categorie inferiori” solo nel corso del 2018 in considerazione che l’Università procederà al reclutamento di un numero limitato di nuove unità lavorative.

Risultanze istruttorie e valutazioni:
Per ciò che attiene alle difficoltà dell’Università degli studi di Teramo nell’attuare la misura della rotazione, si osserva preliminarmente che l’operato trasferimento di alcuni dipendenti alle nuove assegnazioni, più che un’applicazione della misura della rotazione ordinaria, sembra essere una conseguenza del piano di riordino organizzativo, e, pertanto, la rotazione attuata nel 2014, nel 2015 e nel 2016 è da ascrivere principalmente al nuovo assetto organizzativo. E’ necessario, quindi, che l’Ateneo sviluppi nel proprio PTPCT un’adeguata programmazione della rotazione, chiarendone i criteri. Ciò consente di renderne trasparente il processo e di stabilirne i nessi con le altre misure di prevenzione della corruzione.
Nel caso in cui la misura della rotazione non si possa realizzare, l’Amministrazione deve, dopo aver motivato nel PTPCT  le ragioni della mancata applicazione dell’istituto, proporre misure alternative, per evitare che il soggetto non sottoposto a rotazione abbia il controllo esclusivo dei processi, come ad esempio, quelle che favoriscono una maggiore compartecipazione del personale alle attività del proprio ufficio.
Tra i criteri enucleati a titolo esemplificativo nel PNA 2016, vi sono ad esempio: a) quello dell’individuazione degli uffici da sottoporre a rotazione; b) la fissazione della tempistica e periodicità della rotazione; c) le caratteristiche della rotazione, se funzionale o territoriale.
Come riportato nel PNA 2016, in alternativa alla rotazione l’Autorità ha suggerito l’adozione di misure quali quella della articolazione delle competenze (c.d. “segregazione delle funzioni”) con cui sono attribuiti a soggetti diversi i compiti relativi a: a) svolgimento di istruttorie e accertamenti; b) adozione di decisioni; c) attuazione delle decisioni prese; d) effettuazione delle verifiche. A titolo esemplificativo potrebbero essere previste dal dirigente modalità operative che favoriscano una maggiore compartecipazione del personale alle attività del proprio ufficio. Inoltre, perlomeno nelle aree identificate come più a rischio e per le istruttorie più delicate, potrebbero essere promossi meccanismi di condivisione delle fasi procedimentali, prevedendo di affiancare al funzionario istruttore un altro funzionario, in modo che, ferma restando l’unitarietà della responsabilità del procedimento a fini di interlocuzione esterna, più soggetti condividano le valutazioni degli elementi rilevanti per la decisione finale dell’istruttoria.
Altro criterio che potrebbe essere adottato, in luogo della rotazione, è quello di attuare una corretta articolazione dei compiti e delle competenze. Infatti, la concentrazione di più mansioni e più responsabilità in capo ad un unico soggetto può esporre l’amministrazione a rischi come quello che il medesimo soggetto possa compiere errori o tenere comportamenti scorretti senza che questi vengano alla luce. Pertanto le varie fasi procedimentali nelle aree a rischio devono essere affidate a più persone, avendo cura in particolare che la responsabilità del procedimento sia sempre assegnata ad un soggetto diverso dal dirigente, cui compete l’adozione del provvedimento finale.

Tutto ciò premesso e considerato

ORDINA

All’Università degli studi di Teramo di adottare la misura di prevenzione della corruzione relativa alla rotazione sviluppando nel proprio PTPCT un’adeguata programmazione e chiarendone i criteri.
Nel caso in cui la misura della rotazione non si possa realizzare, l’Ateneo deve, dopo aver motivato nel PTPCT le ragioni della mancata applicazione dell’istituto, proporre misure alternative, come di seguito indicate a titolo esemplificativo:

  1. per le istruttorie più delicate nelle aree a rischio, promuovere meccanismi di condivisione delle fasi procedimentali prevedendo di affiancare al funzionario istruttore un altro funzionario, in modo che, ferma restando l’unitarietà della responsabilità del procedimento, più soggetti condividano le valutazioni degli elementi rilevanti per la decisione finale dell’istruttoria;
  2. utilizzare il criterio della c.d. “Segregazione delle funzioni”, che consiste nell’affidamento delle varie fasi di procedimento appartenente a un’area a rischio a più persone, avendo cura di assegnare la responsabilità del procedimento ad un soggetto diverso dal Dirigente cui compete l’adozione del provvedimento finale. A tal fine, dovrebbero attribuirsi a soggetti diversi compiti relativi a:a) svolgimento d’istruttorie e accertamenti; b) adozione di decisioni; c) attuazione delle decisioni prese; d ) effettuazione delle verifiche.

Considerato l’approssimarsi della fine dell’anno, le integrazioni richieste dovranno essere inserite nel PTPC 2018-2020 da approvarsi improrogabilmente entro il 31 gennaio 2018. L’Autorità procederà ad eseguire le opportune verifiche alla scadenza dei termini fissati dalla legge per l’aggiornamento dei Piani.

Ai sensi dell’art. 20 del Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione, il presente provvedimento è comunicato al responsabile della prevenzione della corruzione e al Rettore dell’Università degli studi di Teramo ed è pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità.

Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale nei termini e secondo quanto previsto dal codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.


Il Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio il 23 ottobre 2017
Il Segretario Maria Esposito

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