Delibera numero 1243 del 29 novembre 2017

concernente una segnalazione in merito a presunte situazioni di inconferibilità ai sensi dell’art.4 del d.lgs. n.39/2013 con riferimento all’ Autorità di Gestione Fondo Europeo di Sviluppo Regionale della Campania. Fascicolo UVIF 4194/17.

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 29.11.2017;

VISTO l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;

VISTO l’art. 16 del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, secondo cui l’Autorità nazionale anticorruzione vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al citato decreto, in tema di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi;

VISTA la delibera dell’ANAC n. 833 del 3 agosto 2016 concernente: «Linee guida in materia di accertamento delle inconferibilità e delle incompatibilità degli incarichi amministrativi da parte del responsabile della prevenzione della corruzione. Attività di vigilanza e poteri di accertamento dell’ANAC in caso di incarichi inconferibilità e incompatibilità;

VISTA la relazione dell’Ufficio vigilanza sull’imparzialità dei funzionari pubblici (UVIF).

 

Fatto
In data 30 maggio 2017 è pervenuta una segnalazione a quest’Autorità circa le presunte situazioni di  inconferibilità ai sensi dell’art. 4 comma 1 del d.lgs. 39/13, del dott. S. N., Direttore Generale della “Autorità di Gestione Fondo Europeo di Sviluppo Regionale”, in relazione alla nomina di Direttore Generale dell’ACam (Agenzia Campana per la mobilità) e del dott. M. V., già Direttore Generale di Sviluppo Campania S.p.A., con riferimento all’incarico di Direttore dell’Ufficio speciale per il controllo e la vigilanza su enti e società partecipate.

 

Diritto
Le ipotesi di inconferibilità per provenienza da un ente in controllo pubblico ovvero da un ente di diritto privato vigilato, regolato, o finanziato, sono disciplinate dagli artt. 4 e 7 del d.lgs. 39/2013.
L’art. 4, co. 1 lett. a) del d.lgs. n. 39/2013 stabilisce che: «A coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall'amministrazione o dall'ente pubblico che conferisce l'incarico ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico, non possono essere conferiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali (…)» Secondo l’art. 1, co. 2 lett. e) del d.lgs. n. 39/2013 si intendono per «incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati», le cariche di presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato, le posizioni di dirigente, lo svolgimento stabile di attività di consulenza a favore dell'ente.
L’art. 7, co. 1, del d.lgs. 39/13 dispone che: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati (…) presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della  regione  ovvero da parte di uno degli enti  locali  di  cui  al  presente  comma  non possono essere conferiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice della regione; b) gli incarichi dirigenziali nell'amministrazione regionale; c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di  livello regionale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale.”
Pertanto, il citato art. 7, co. 1 prevede cause di inconferibilità con esclusivo riferimento ad incarichi di  livello regionale e locale.
Nel caso in esame, l’Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti è ente strumentale della Regione Campana istituito con L.R. n.3/2002, modificata ed integrata con L.R. n.16/2014 e n.38/2016, mentre, la Direzione Generale Autorità di Gestione Fondo sociale europeo e Fondo per lo sviluppo e la coesione è un’articolazione della Regione deputata alla gestione delle relazioni internazionali con l’Unione Europea.
Dal curriculum vitae del dott. S. N. risulta che lo stesso ha rivestito nell’ente di provenienza Acam, la carica di Direttore generale dal 1 ottobre 2011 a tutt’oggi e quella di Direttore Generale della “Autorità di Gestione Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” dal 1 marzo 2016 a tutt’oggi. Ne consegue che, stante la natura di ente pubblico non economico dell’ente di provenienza (Acam) l’incarico non è riconducibile alle ipotesi di inconferibilità di cui all’art. 4 del d.lgs 39/13 che postula il passaggio senza soluzione di continuità da un ente di diritto privato finanziato dall’amministrazione e/o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico, ad un incarico pubblico come innanzi indicato. Discorso analogo può ripetersi in relazione all’art. 7 del medesimo decreto che presuppone, come incarico di provenienza, quello di presidente o amministratore di ente privato in controllo pubblico.
Il precedente incarico rivestito dal dott. S. N. presso l’EAV (Ente Autonomo Volturno srl) quale dirigente dal 1 agosto 2005 al 16 ottobre 2005 e dal 17 giugno 2010 al 30 settembre 2011, non rileva ai fini di interesse, non rientrando ratione temporis nell’ambito di applicazione del d.lgs. 39/13 in quanto incarico conferito antecedentemente alla data del 4 maggio 2013, data di entrata in vigore del suddetto decreto.
Si rileva ulteriormente che, atteso che lo stesso dott. S. N., rispetto a tale carica dirigenziale, si trova  attualmente in posizione di aspettativa non retribuita, in ragione del concomitante incarico in Acam, non ricorre nemmeno alcuna ipotesi di incompatibilità tra tale carica dirigenziale e quelle ricoperte come Direttore Generale, secondo quanto stabilito dall’art. 19 del d.lgs. 39/13.
Con riferimento alla segnalazione relativa alla posizione del dott. M. V. si osserva quanto segue.
Dal curriculum vitae allegato, risulta che il medesimo ha assunto dal maggio 2016 l’incarico di Direttore Generale di Sviluppo Campania spa, incarico oggetto di rinuncia a partire dal 16 aprile 2017, mentre dal 14 marzo 2017 gli è stato conferito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Speciale per il Controllo e la vigilanza su enti e società partecipate.
Sviluppo Campania S.p.A. è una società in-house della Regione Campania, avente come obiettivo, quello di concorrere, sulla base delle direttive della Regione, all'attuazione di piani, programmi, progetti e strumenti finalizzati a favorire, promuovere e rafforzare la competitività e lo sviluppo del sistema territoriale regionale. Tale ente rientra pertanto nel novero degli enti di diritto privato in controllo pubblico ai sensi dell’art. 1 comma 2 lett. c) del decreto.
La società Sviluppo Campania spa, è anche un ente regolato e finanziato dalla Regione Campania, svolgendo, il socio, Regione Campania, funzioni di regolazione comportanti l’esercizio continuativo di poteri di vigilanza, secondo quanto risulta dall’art. 33 del relativo Statuto disciplinante le forme e le modalità attraverso cui il socio pubblico esercita sulla società esercita il controllo analogo.
Ed infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. d) del d.lgs. 39/2013 si intendono “per «enti di diritto privato regolati o finanziati», le società e gli altri enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, nei confronti dei quali l'amministrazione che conferisce l'incarico:
1) svolga funzioni di regolazione dell'attività principale che comportino, anche attraverso il rilascio di autorizzazioni o concessioni, l'esercizio continuativo di poteri di vigilanza, di controllo o di certificazione;
2) abbia una partecipazione minoritaria nel capitale;
3) finanzi le attività attraverso rapporti convenzionali, quali contratti pubblici, contratti di servizio pubblico e di concessione di beni pubblici”.
Tanto premesso, con riferimento alla posizione ricoperta dal dott. M. V., non ricorre l’ipotesi di inconferibilità di cui all’art. 4, in quanto lo stesso ha svolto, in provenienza, l’incarico direttore generale della predetta società. Trattasi di carica non ricompresa tra quelle che integrano la fattispecie di inconferibilità di cui al citato art. 4 del d.lgs. n. 39/2013, che sono quella di presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato, dirigente, consulente stabile a favore dell’ente (in tal senso delibera numero 1189 del 16 novembre 2016).
Nemmeno ricorre l’ipotesi di cui all’art. 7, sempre poiché l’incarico di provenienza, quello di direttore generale di Sviluppo Campania S.p.A. non è riconducibile a quello di presidente o amministratore di ente privato in controllo pubblico, da intendersi quale presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo dell’ente, ai sensi dell’art. 1 lett. l) del decreto. La suddetta disposizione non ricomprende neppure l’incarico di organo amministrativo di vertice di tali enti, nonostante l’assimilabilità delle due posizioni, ai fini dell’inconferibilità degli incarichi, come segnalato al Parlamento da questa Autorità, da ultimo con l’atto di segnalazione n. 1 del 18 gennaio 2017.

 

Tutto ciò premesso e considerato,

DELIBERA

- nei due casi esaminati, l’insussistenza delle violazioni delle disposizioni di cui al decreto legislativo 39/2013;

 

Raffaele Cantone

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 15 dicembre 2017

Per il Segretario, Maria Esposito

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