Delibera numero 1011 del 11 ottobre 2017

Relativa ad una segnalazione in merito ad una presunta violazione del d.lgs. n. 39/2013 in capo al Presidente e Direttore generale di “Area Blu S.p.a.”.– Facicolo UVIF 4889/2016.

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 11 ottobre 2017;

VISTO l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;

VISTO l’art. 16 del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, secondo cui l’Autorità nazionale anticorruzione vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al citato decreto, in tema di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi;

VISTA la delibera dell’ANAC n. 833 del 3 agosto 2016 concernente: «Linee guida in materia di accertamento delle inconferibilità e delle incompatibilità degli incarichi amministrativi da parte del responsabile della prevenzione della corruzione. Attività di vigilanza e poteri di accertamento dell’ANAC in caso di incarichi inconferibilità e incompatibilità;

VISTA la relazione dell’Ufficio vigilanza sull’imparzialità dei funzionari pubblici (UVIF).

Fatto
Con nota acquisita al protocollo n. 0164401 dell’ 8.11.16, il Consigliere del Comune di Imola, N. V.  ed il consigliere del Comune di Castel Guelfo di Bologna, B. M., hanno segnalato a quest’Autorità la presunta violazione di norme di legge in tema di gestione di pubbliche risorse e conferimento di incarichi dirigenziali all’interno di società in house o a partecipazione pubblica. In particolare, con la stessa si è evidenziato che il signor V. B. ricopre al contempo la carica di Presidente e direttore generale di Area Blu, società a totale partecipazione pubblica avente ad oggetto l'organizzazione, la gestione  e la realizzazione di sistemi per il controllo del traffico; lo stesso risulta essere altresì procuratore speciale della Beni Comuni srl, società in house del Comune di Imola, deputata alla realizzazione gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare dell’Ente con la quale Area Blu ha stipulato un contratto di appalto indetto dalla prima per il servizio di manutenzione delle aree stradali all’interno del centro storico del Comune di Imola; infine il medesimo è dirigente della società Hera Comm srl, partecipata al 100% da Hera spa, multiutility a partecipazione pubblica. Da ultimo i segnalanti con la nota prot. n. 79880 del 12 giungo 2017 hanno segnalato all’Autorità che il signor V. B. non ricopre più la carica di Presidente e direttore generale di Area Blu, ma solo quella di Presidente e amministratore delegato della stessa società.

Diritto

L’art. 7 del d.lgs. n. 39/2013 stabilisce che: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali di cui al presente comma (provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione) non possono essere conferiti:
a) gli incarichi amministrativi di vertice della regione; b) gli incarichi dirigenziali nell'amministrazione regionale; c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale”.
L’art. 1, comma 2 lett. c) del d.lgs. n. 39/2013 stabilisce che per «enti di diritto privato in controllo pubblico», le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell'articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi;
Ai sensi  dell’art. 1 comma 2 lett. l): «per incarichi di amministratore di ente privato in controllo pubblico si intendono “gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato, […].”.
Area Blu spa rientra nella categoria degli «enti di diritto privato in controllo pubblico» regionale.
Dalla statuto della società depositato presso il registro delle imprese, infatti, risulta che Area Blu spa è una struttura organizzativa degli enti locali soci o di loro forme consortili purché a partecipazione pubblica.
Sono soci della stessa i Comuni, di Imola, Conami, Castel San Pietro, di Dozza nonché la Provincia di Bologna, di Forlì-Cesena, il Circondario Imolese. Trattasi di enti locali della medesima regione aventi una popolazione superiore ai 15.000 abitanti.
Ai sensi dell’ art. 4 dello Statuto, la società è gestita da un consiglio di amministrazione composto da 3 membri; V. B. ne è il Presidente ed allo stesso competono poteri gestionali, come indicati nel verbale del consiglio di amministrazione del 9 maggio 2017.
La Beni Comuni srl era una società in house, detenuta al 100% dal Comune di Imola, fino alla data del 10.4.17, quando la stessa è stata cancellata dal registro delle imprese in seguito alla sua fusione mediante incorporazione nella Area Blu spa.
Con l’ AG 84/2015/AC, l’Autorità ha affermato che configurandosi la fusione societaria non come una vicenda estintiva, bensì modificativa delle società partecipanti alla stessa, potessero estendersi al soggetto giuridico risultante dalla fusione le argomentazioni svolte nella deliberazione n. 48/2013, a tenore della quale il divieto sancito dall’art. 7 del d.lgs. 39/2013 non opera in caso di conferma dell’incarico già ricoperto presso lo stesso ente. Quanto sopra, tenuto anche conto del favor mostrato dal legislatore per i processi di riorganizzazione delle società pubbliche, tesi a garantire non solo una reingegnerizzazione dei processi amministrativi ma anche la razionalizzazione ed il contenimento della spesa pubblica. Dal sito della società nella sezione amministrazione trasparente risulta che V. B. è il Presidente di Area Blu spa, giusta nomina effettuata dall’Assemblea dei Soci di Area Blu S.p.A. in data 07/07/2017, in applicazione della normativa di cui agli artt. 11 co. 8 e 26 co. 10 del d.lgs. 19 agosto 2016 n. 175.
Non si riscontra pertanto alcun profilo di inconferibilità con riferimento al ruolo ricoperto dal B. nella società Area Blu, a seguito dell’avvenuta fusione con la Beni Comuni s.r.l..
Dal CV allegato in atti risulta, poi, che V.B. è dirigente della società Hera Comm srl.
Trattasi di società operante nel settore della vendita in Italia e all’estero di  energia elettrica, gas ed altri prodotti energetici, detenuta al 100 % da Hera spa, quest’ultima nella quale il Comune di Bologna ha   una partecipazione del 9,73%, ha per oggetto l'esercizio, in Italia e all'estero, diretto e/o indiretto, tramite partecipazione a società di qualunque tipo, enti, consorzi o imprese, di servizi pubblici e di pubblica utilità in genere ed in particolare la gestione integrata delle risorse idriche gestione integrata delle risorse energetiche; la gestione dei servizi ambientali e inoltre la gestione di altri servizi di interesse pubblico.
Pertanto, anche qualora si ritenesse rientrante Hera Comm srl nella categoria degli «enti di diritto privato in controllo pubblico», in ogni caso l’incarico dirigenziale ricoperto non è riconducibile alle ipotesi di inconferibilità di cui al citato art. 7, essendo dalla norma contemplati solo incarichi dirigenziali presso l’amministrazione regionale, provinciale o comunale.
Gli altri profili oggetto di segnalazione, attinenti all’assenza di qualificazione professionale del sig. B.  (possesso titolo scuola media) ovvero al conferimento dell’incarico di Direttore generale in assenza di selezione o concorso pubblico esulano dall’ambito di competenza di questa Autorità.

Tutto ciò premesso e considerato,

DELIBERA

- l’insussistenza delle violazioni delle disposizioni di cui al decreto legislativo 39/2013, ferme restando le valutazioni espresse in ordine ai vari profili posti all’attenzione di quest’Autorità;
- di comunicare la presente delibera ai segnalanti e all’interessato.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 23 ottobre 2017

Il Segretario, Maria Esposito

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