Delibera numero 1012 del 11 ottobre 2017

Relativa ad una segnalazione in merito ad una presunta violazione del d.lgs. n. 39/2013 in capo all’amministratore delegato dell’Enav S.p.a. Fascicolo UVIF 3403/2016.

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 11 ottobre 2017;

VISTO l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;

VISTO l’art. 16 del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, secondo cui l’Autorità nazionale anticorruzione vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al citato decreto, in tema di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi;

VISTA la delibera dell’ANAC n. 833 del 3 agosto 2016 concernente: «Linee guida in materia di accertamento delle inconferibilità e delle incompatibilità degli incarichi amministrativi da parte del responsabile della prevenzione della corruzione. Attività di vigilanza e poteri di accertamento dell’ANAC in caso di incarichi inconferibilità e incompatibilità;

VISTA la relazione dell’Ufficio vigilanza sull’imparzialità dei funzionari pubblici (UVIF).

Fatto

Con esposto presentato in data 27.7.16, da C. D. in qualità di legale rappresentante della F.A.T.A. CISAL e da C. F., in qualità di legale rappresentante della Confederazione Italiana Lavoratori Autonomi CILA AV, gli stessi hanno segnalato a questa Autorità, la presunta violazione della normativa in materia di inconferibilità e di conflitto di interessi, per quanto attiene alla compagine apicale dell’Enav. In particolare, si fa riferimento alla duplice posizione rivestita  dalla dott.ssa R. N.,  quale Amministratore Delegato dell’Enav spa, nonchè componente del consiglio di amministrazione della società Sorgenia spa. L’esposto in oggetto, che riguarda numerosi altri profili estranei alla competenza di questa Autorità, è stato altresì trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Diritto

L’art. 7, comma 1 del d.lgs. n.39/2013 prevede che: “A coloro che nei due anni precedenti (…) siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali di cui al presente comma non possono essere conferiti: d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale”; il successivo comma 2 prevede, altresì, che: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati (…) presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti: c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello provinciale o comunale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”.

Al fine di verificare la sopra citata situazione di inconferibilità, è necessario, quindi,  verificare:

  • la carica di provenienza e l’attribuzione di poteri gestionali;
  • la carica di destinazione e l’attribuzione di poteri gestionali;
  • l’effettiva accettazione dell’incarico di destinazione.

L’Enav (Ente nazionale di assistenza al volo), di cui la dott.ssa N. è amministratore delegato dal 16.7.15   – trasformata in ente di diritto pubblico economico con la legge 21 dicembre 1996 n. 665 e poi in società per azioni (Enav s.p.a.) con decorrenza 1° gennaio 2001, in base all’art. 35 della legge n. 144 del 1999 - è  la società per azioni che espleta i servizi della navigazione aerea per gli spazi aerei e gli aeroporti di competenza, ai sensi dell’art. 691 bis del codice della navigazione.

Il Ministro dell’economia e delle finanze esercita i diritti dell’azionista pubblico, d’intesa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che è anche il Ministro vigilante per il settore dell’aviazione civile.

Tale società, per l’esercizio 2015, è stata interamente partecipata dal MEF, mentre dal 26 luglio 2016  si è quotata in Borsa, passando dallo status di società con socio unico a società partecipata (il Mef detiene oggi il 53,4 per cento di Enav).

 Enav Spa rientra nella categoria degli enti di diritto privato in controllo pubblico, secondo la definizione contenuta all’art. 1 comma 2 lett. c) del d.lgs. n.39/2013 (“le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell'articolo 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi”).

Occorre evidenziare che, l’avvenuta quotazione in borsa dell’Enav non incide rispetto all’applicabilità della disciplina in tema di inconferibilità.

 Sul punto, basti ricordare che l’art. 22 comma 3, del d.lgs.n. 39/2013 esclude l’applicabilità degli articoli 9 e 12 del medesimo decreto in materia di incompatibilità “agli incarichi presso le società che emettono strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati e agli incarichi presso le loro controllate”. Sotto questo profilo, l’esclusione riguarda le sole cause di incompatibilità e non anche le ipotesi di inconferibilità (quale quella di cui all’art. 7, comma 2).

In proposito, nessun rilievo assume la nuova disciplina dell’art. 2-bis del d.lgs. n. 33 del 2013, introdotta dall’art. 3 del d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97 - recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” - che ha espressamente escluso entrambe le categorie di società (soc. quotate e emittenti strumenti finanziari) dall’ambito di applicazione della disciplina in tema di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni che ricadono sulle società in controllo pubblico. La novella riguarda, infatti, in modo specifico l’ambito di applicazione delle regole in materia di trasparenza, mentre nulla è innovato quanto all’ambito di applicazione della disciplina concernente l’inconferibilità degli incarichi, che continua ad essere disciplinato dal d.lgs. n. 39/2013 che prevede, all’art. 22, il ricordato regime derogatorio.

Sorgenia spa è una società detenuta al 99,97% da Nuova Sorgenia Holding spa (società detenuta dalle banche finanziatrici di Sorgenia Spa)  e per la restante quota dal Banco Monte di paschi di Siena spa, avente ad oggetto attività di commercializzazione, trasformazione e trasporto di energia elettrica, gas, vapore, nonché di fonti e prodotti energetici di altra natura, rinnovabili e non rinnovabili. Dalle disposizioni statutarie non risulta in capo ad amministrazioni pubbliche il potere di nomina dei vertici o dei componenti degli organi sociali.

Nell’ambito di Sorgenia Spa la dott.ssa R. N. ricopre l’incarico di componente del cda a partire dal 27.3.15 e fino all’approvazione del bilancio al 31.12.17.

Tanto premesso, dall’analisi delle disposizioni del decreto legislativo 39/13 si evince che non possono attribuirsi incarichi di amministratore di ente privato in controllo pubblico a colui che rivesta o abbia rivestito la carica di amministratore di ente privato in controllo pubblico, laddove ente di provenienza e di destinazione siano entrambi della medesima regione, ovvero di una provincia, o di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione.

Per converso, tale preclusione non si applica nei confronti degli enti privati sottoposti ad un controllo pubblico a livello nazionale ( si veda l’orientamento ANAC n. 115 del 3 dicembre 2014).

Pertanto, stante la natura di Enav Spa, di ente privato sottoposto a controllo pubblico a livello nazionale e stante la natura di Sorgenia spa di società totalmente privata, non sottoposta a controllo pubblico, la fattispecie non è sussumibile nelle maglie del citato decreto.

 Tutto ciò premesso e considerato,

DELIBERA

- l’insussistenza nel caso in esame, delle violazioni delle disposizioni di cui al decreto legislativo 39/2013;

- la trasmissione della presente delibera ai segnalanti e all’interessata;

- la trasmissione della presente delibera alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 23 ottobre 2017

Il Segretario, Maria Esposito

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