ANFIA - Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche

“Bandi-tipo per l'affidamento dei contratti pubblici di servizi e forniture”

Consultazione on line dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture – aprile 2013

 

 

 

1) Servizi di gestione dei rifiuti - Procedure di acquisto per la fornitura di mezzi per servizi ecologici - Richieste di presentazione prototipi

 

In considerazione delle peculiarità del settore degli allestimenti per l’ecologia, spazzamento e manutenzione stradale, si ritiene doveroso evidenziare che l’inserimento nei capitolati di gara della richiesta di presentazione dei prototipi preventiva all’aggiudicazione,  rappresenta spesso per le aziende una ulteriore enorme difficoltà che, spesso, diviene deterrente alla presentazione dell’offerta. 

Ferma restando la facoltà delle Stazioni Appaltanti di richiedere in sede di gara la presentazione di prodotti per la valutazione delle caratteristiche tecniche e prestazionali, pur condividendo lo zelo delle amministrazioni di voler verificare “sul campo” cosa si va ad acquistare (pratica che dovrebbe essere finalizzata alla selezione dei migliori prodotti del mercato), sottolineiamo come il  richiedere la presentazione di un prototipo, con relative prove di funzionamento, in taluni casi, della durata di diverse settimane, comporta per i concorrenti costi ingenti ed immobilizzazioni protratte nel tempo (si pensi ai costi di allestimento delle attrezzature ed all’acquisto dei telai, del personale addetto alle prove), oltre all’impegno per i non aggiudicatari di dover rivendere successivamente alle prove e con notevoli difficoltà, il prodotto con le caratteristiche peculiari e a volte esclusive di una determinata Stazione Appaltante.

Si suggerisce pertanto di: 

- Limitare la richiesta dei prototipi nelle gare oltre una certa soglia di importo della fornitura o numero di esemplari e comunque quando è effettivamente giustificata per la dimensione della fornitura.

- Prevedere la possibilità di presentazione di prototipi similari e non identici ( la richiesta di prototipi dotati di caratteristiche troppo specifiche e/o accessori particolari, rendono estremamente difficile la rivendita del mezzo per le aziende non risultate aggiudicatarie con immobilizzo di capitali e la conseguente necessaria svendita del prodotto),  comunque idonei a verificare le principali caratteristiche tecnico-funzionali e le prestazioni operative. In tal caso prevedere eventualmente la presentazione del prototipo identico solo per l’azienda aggiudicataria provvisoria.

- Richiedere la presentazione del prototipo alla sola Azienda aggiudicataria provvisoria prima della aggiudicazione definitiva.

Per quanto riguarda, poi, la collocazione temporale della presentazione del prototipo si auspica l’adozione di procedure di gara che prevedano:

fase 1) presentazione dell’offerta economica corredata di tutti i documenti/dichiarazioni tecnico e amministrativi.
fase 2) valutazione da parte della SA dei requisiti del fornitore e del contenuto dell’offerta tecnica
fase 3) “selezione dei fornitori” basata sulla documentazione tecnico e amministrativa presentata
fase 4 ) solo per le imprese “selezionate” : presentazione del prototipo dopo un tempo congruo per la predisposizione dello stesso (proposta 60/90 gg)
fase 5) prova, con un limite temporale di alcuni giorni (possibilmente da uno a tre in funzione dell’importanza della commessa) e valutazione del prototipo
fase 6) apertura delle offerte economiche .

Si ritiene che la procedura proposta, eviterebbe alle imprese di presentare il prototipo prima ancora di aver avuto l’ammissione amministrativa (può capitare che le imprese vengano non ammesse alle successive fasi di gara per errori nella documentazione, nella predisposizione delle polizze, nella non conformità del prodotto alle specifiche (accertata anche solo attraverso la 5 documentazione tecnica a corredo della documentazione di gara). In tale caso l’impresa partecipante si sarebbe esposta inutilmente al costo della predisposizione del prototipo.

2) Servizi di gestione dei rifiuti - Procedure di acquisto per la fornitura di mezzi per servizi ecologici -  Semplificazione documentazione amministrativa.

Al fine di semplificare e rendere maggiormente accessibile per le aziende la partecipazione alle gare, si suggerisce la possibilità di fare ricorso all’autocertificazione (DPR 445/2000 e art. 41.4 e 42.4 d.lgsl 163/2006), per ottenere:

1. Diminuzione dei tempi di approntamento della documentazione e i relativi costi aziendali
2. Maggiore partecipazione alle gare, consentita dalla minore probabilità di esclusione dei concorrenti per meri errori formali, spesso indotti dalla complessità e dalla poca chiarezza dei Capitolati.

Si ritiene, inoltre, che la presentazione della documentazione di ammissione in autocertificazione (parte amministrativa), possa essere facilitata ulteriormente attraverso la predisposizione di una “ISTANZA DI PARTECIPAZIONE” standardizzata prevista dal Bando di gara.

3) Servizi di gestione dei rifiuti - Procedure di acquisto per la fornitura di mezzi per servizi ecologici - Rispetto delle specifiche dei capitolati, della normativa CE e Codice della Strada

Si sottolinea la necessità che nei capitolati siano indicate e rispettate le normative di sicurezza, sia quelle inerenti l’attrezzatura e la sua rispondenza alle norme CE, sia, per la parte veicolare, quelle inerenti al Codice della Strada, specificando sempre quando dalla norma vigente non è ammessa l’autocertificazione CE (es. attrezzature che ricadono nell’ Allegato IV della Direttiva Macchine.

4) Servizi di gestione dei rifiuti - Procedure di acquisto per la fornitura di mezzi per servizi ecologici – Permuta veicoli usati

Per quanto attiene i mezzi usati ritirati in permuta, si ritiene opportuna l’istituzione di un divieto inerente le attrezzature non conformi alla normativa CE (ossia costruite prima del 24/07/96), soprattutto per  evitare che tali attrezzature, a causa della sopravvalutazione in sede di offerta economica,  possano successivamente essere immesse illegalmente sul mercato.

Risulta a nostro avviso, che spesso siano attribuire valutazioni impropriamente elevate a mezzi che, necessitando di ingenti lavori di ripristino ed adeguamento, andrebbero rottamati.
Il Testo Unico della Sicurezza del lavoro D.lgs. 81/2008 detta le norme da seguire a seconda che le attrezzature di cui trattasi siano precedenti o successive all’avvento della direttiva “Macchine” avvenuto in via obbligatoria il 24 luglio 1996.

- I veicoli prodotti successivamente al 24 luglio 1996 devono essere dotati di dichiarazione di conformità CE in originale, manuali, fascicolo tecnico e tutto quanto richiesto dalla direttiva Macchine. Qualora necessitino di modifiche per la re-immissione in circolazione, tali variazioni comporterebbero l’adeguamento della attrezzatura alle normative vigenti per la marcatura CE (configurandosi una nuova immissione sul mercato). Tali adeguamenti sono molto costosi e pertanto il valore dell’attrezzatura allo stato attuale dovrebbe considerarsi pari a zero.

- I mezzi prodotti prima del 24 luglio 1996, ai sensi del D.lgs 81/2008 per poter avere valore residuo diverso da zero, dovrebbero essere resi con una dichiarazione di conformità all’allegato V all’articolo 70 del citato D.lgs. In caso contrario non dovrebbe esistere alternativa alla rottamazione, essendo per le aziende eccessivamente oneroso l’adeguamento alle prescrizioni sopra menzionate.

Sulla base di quanto sopra, si ritiene opportuna l’introduzione del divieto di permuta delle attrezzature non conformi alla normativa CE (costruite prima del 24/07/96).