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Consultazione on line. Osservazioni sul documento base “Linee guida per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa negli appalti di servizi e forniture”

Audizione presso per l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, Servizi e Forniture del 9 giugno 2011

 

Con riferimento alla nota di codesta Autorità prot. n. 55341 del 19.05.2011, nell’esprimere la condivisione di questo Ministero sull’impostazione e su gran parte dei contenuti del documento di consultazione predisposto, si formulano, ai fini della stesura definitiva delle linee guida sull’argomento in oggetto, alcune puntuali osservazioni riferite a specifici aspetti trattati nel documento.

Nel secondo paragrafo sono fornite indicazioni volte ad orientare le stazioni appaltanti ad operare in modo appropriato la scelta tra il criterio del prezzo più basso e dell’offerta economicamente più vantaggiosa in relazione alla specificità dell’oggetto della prestazione da affidare. In tale ambito, è confermata la posizione consolidata dell’Autorità di maggior favore nei confronti dell’utilizzo, per i servizi di ingegneria e di architettura, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; tuttavia non è chiarito esplicitamente che, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, tale criterio ha assunto per i predetti servizi, nelle procedure aperte, ristrette e negoziate con bando, carattere di obbligatorietà, secondo quanto previsto all’art. 266, co. 4. Si ritiene pertanto necessario un chiarimento in tal senso, atteso che, in mancanza, potrebbero sorgere dubbi interpretativi sulla portata della disposizione del regolamento attuativo del codice a discapito del corretto agire delle stazioni appaltanti.

Nel paragrafo 5.1.1 è fornita una specifica indicazione in ordine alla possibilità di inserire nel bando di gara la previsione che, in caso di variante in sede di offerta ritenuta non migliorativa o peggiorativa dalla Commissione, se ne tiene conto ai fini dell’attribuzione del punteggio senza procedere all’esclusione; secondo quanto risultante dal documento, nel bando di gara è altresì previsto che, in caso di aggiudicazione, il concorrente sarà tenuto ad eseguire la prestazione secondo le previsioni del progetto a base di gara, al medesimo prezzo offerto. A tale riguardo si suggerisce di valutare con attenzione l’opportunità di fornire indicazioni in tal senso alle stazioni appaltanti attesi i possibili risvolti in termini di contenzioso che una siffatta indicazione del bando potrebbe produrre. Ci si riferisce in particolare al settore delle forniture  nel quale una offerta difforme rispetto al capitolato prestazionale ritenuta peggiorativa potrebbe riguardare il materiale da fornire (e pertanto l’intero oggetto della prestazione o una rilevante parte di essa); il tal caso l’offerta economica sarebbe stata formulata dal concorrente sulla base del materiale di cui già dispone, le cui caratteristiche non soddisfano la stazione appaltante; il concorrente pertanto, laddove si aggiudicasse l’appalto, non potrebbe in alcun modo essere in grado di fornire, allo stesso prezzo offerto per la fornitura del materiale nella propria disponibilità, il diverso materiale conforme al progetto a base di gara, che dovrebbe essere acquisito ex novo. L’opportunità di evitare di procedere all’esclusione, previa indicazione nel bando di gara, potrebbe condividersi solo nell’ipotesi in cui l’offerta ritenuta peggiorativa riguardi un aspetto della prestazione di dettaglio che, in quanto tale, consenta all’offerente di rendere quel particolare aspetto della prestazione secondo le previsioni del progetto a base di gara, anziché secondo l’offerta tecnica, senza variare l’offerta economica. Una indicazione di portata generale, qual è quella contenuta nel documento, sembrerebbe dunque da eliminare.

Riguardo al paragrafo 6, relativo alle procedure di affidamento dei servizi di pulizia, laddove si richiama l’attenzione delle stazioni appaltanti sull’opportunità di non attribuire all’elemento prezzo un peso elevato nei bandi di gara, si suggerisce di chiarire che tale scelta comunque debba essere operata nell’ambito dei limiti percentuali (40% - 60%) fissati dall’art. 286, comma 3, del d.P.R. n. 207/10.

 

Il Capo dell’Ufficio

Cons. Gerardo Mastrandrea